1M sotto la metro (1MSM), curata da Arianna Forte e organizzata da Fusolab 2.0 in collaborazione con Atac e Flyer è la mostra diffusa di arte interattiva che, dal 10 al 12 dicembre, “trasformerà” cinque stazioni della Metro C di Roma.

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L’antropologo francese Marc Augé definisce col termine “non-luogo” tutti quegli spazi uniformati che svolgono un ruolo funzionale ad attività che la società ritiene importanti e fondamentali. I centri commerciali, le stazioni ferroviarie o aeroportuali sono, ad esempio, spazi che hanno come unica funzione lo svolgimento di attività precise: acquisto di beni di consumo, trasporto. L’interazione con questi luoghi è strettamente connessa alla loro funzione specifica, tuttavia non è richiesta, né necessariamente prevista, l’interazione con gli altri soggetti che usufruiscono delle stesse funzioni.

Michel Lussault, poi, supera per certi versi questa “classificazione” parlando di “iper-luoghi”. Un iperluogo è un nonluogo a cui si è data un’ulteriore destinazione rispetto a quella primaria. «In un iper-luogo ogni individuo incontra il mondo» – dice – «sperimenta l’esperienza intensa di condividere temporaneamente uno spazio (…) Una moltitudine di flussi, energie, forze e destini li attraversa ogni giorno. Vi si incrociano le linee di vita di coloro che li abitano».

1MSM è un progetto site e time specific che punta a coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva ed innovativa attraverso l’arte contemporanea e le nuove tecnologie.
Inserire l’arte all’interno di un “non-luogo” – in cui distrattamente si passa ogni giorno – significa permettere una nuova interpretazione degli spazi della capitale modificando la relazione che intercorre tra noi e questo ambiente.

«Le stazioni della Metro C diventano “gate” su nuovi punti di vista sul mondo – afferma la curatrice – nuove fermate nell’immaginario del futuro e sul presente».

1MSM è stata pensata come una “trilogia” e quella di quest’anno è la seconda edizione; la mostra, in tre anni, toccherà quindici stazioni della metropolitana romana (cinque per anno) con opere d’arte interattive puntando a tracciare un fil rouge che unisca le varie zone della città attraverso una narrazione condivisa. Ancora una volta, l’arte si fa strumento e diventa strategia utile alla rinegoziazione dei significati: la mostra infatti si pone anche l’obiettivo di accendere l’attenzione verso le zone della periferia est di Roma provando a ri-immaginarla andando oltre i suoi endemici problemi. Il tema del progetto artistico è proprio “Esplorare i confini del tempo presente” (explore the boundaries of the present time) affrontando una riflessione sui limiti e le potenzialità del nostro tempo che risentono della situazione sociopolitica, della pervasività delle nuove tecnologie e di quelli che sono, al momento, sogni e necessità condivisi a livello globale. Negli stessi giorni, la sede del Fusolab ospiterà un programma di workshop e progetti artistici internazionali afferente al ruolo delle tecnologie.

Alcune immagini della prima edizione:

Le Opere

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Stazione Mirti

L’opera ospitata in questa stazione è Mixed Feelings dell’artista portoghese Filipe Vilas-Boas.  La sua ricerca artistica mette in discussione la pervasiva e globale digitalizzazione facendo incontrare il mondo fisico con quello digitale.

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Mixed Feelings, Filipe Vilas-Boas

L’opera proposta per 1MSM è un’installazione interattiva che improvvisa musica traendo ispirazione dalle emozioni identificabili sul viso dello spettatore attraverso un sistema di riconoscimento facciale. L’ascoltatore diventa parte integrante dell’opera e si ritrova analizzato, convertito e riprodotto nelle note suscitate dall’emozione umana e composte intelligenza artificiale.

Stazione Gardenie

Shaune Oosthuizen è l’artista che anima la stazione Gardenie. Un giovanissimo creative technologist che si occupa principalmente di esplorare nuove forme di interazione uomo-macchina; nei suoi ultimi lavori, ad esempio, indaga il machine learning con le sue applicazioni nella società e le relative implicazioni etiche. Proprio questo è il tema dell’opera presentata a 1MSM: All Hail the Deepfake. Si tratta di un’installazione audiovisiva interattiva che permette al pubblico di “prendere il posto” di personaggi pubblici di spicco. Lo scopo è quello di generare una discussione sulla privacy e, ovviamente, sull’aumento del fenomeno del deepfake. I deepfake sono tecniche per manipolare o generare contenuti audiovisivi che sfruttano potenti tecnologie – apprendimento automatico e intelligenza artificiale – con scopo di risultare particolarmente verisimili. La loro diffusione in rete può incentivare fake news, truffe e crimini informatici.

Stazione Teano

Questa fermata è sede di ben tre installazioni.

Sensible, l’opera dell’olandese Bram Snijders, indaga il rapporto tra spazio fisico e digitale. Nello specifico fa riferimento alla capacità di percepire una superficie virtuale all’interno di uno spazio fisico: solo quando un oggetto o una persona si posizionano in corrispondenza delle coordinate di una soglia virtuale, questa si rivela nello spazio fisico e diventa percepibile attraverso manifestazioni istantanee di luce e suono.

Patrícia J. Reis è la seconda media artist in mostra nella stazione di Teano. OMMMM non è soltanto il suono onomatopeico che corrisponde al relax e alla meditazione, ma è anche il titolo dell’opera in mostra a 1MSM. Questa installazione è uno stimolo alla sensorialità del visitatore e ha le sembianze di una poltrona massaggiante che invita al rilassamento psicofisico utilizzando i dati biomedici del fruitore e i suoi “ommmm”. Il suono viene quindi tradotto in un “massaggio” modulandone intensità e durata.

L’ultima opera in mostra alla stazione di Teano è Quick Fix dell’artista belga Dries Depoorter. Dries si occupa di rileggere in maniera giocosa e provocatoria quelle che sono le criticità di un mondo altamente tecnologizzato; si occupa di questioni come la (mancanza di) protezione della nostra privacy online, di intelligenza artificiale, di sorveglianza e di social media.
L’installazione interattiva proposta per questa edizione di 1MSM individua una “soluzione rapida” per una necessità oggi molto diffusa: raggiungere la popolarità sui social network. L’opera è un distributore automatico che permette di comprare follower o like su Instagram in pochi secondi. Quick Fix è facile da usare: scegli il tuo prodotto, paghi e inserisci il tuo nome utente su Instagram. Riceverai i like o i follower solo pochi secondi dopo. Ovviamente gli account che ti mettono like o che iniziano a seguirti sono account falsi.

Stazione Pigneto

Chat with a stranger è l’installazione interattiva site specific del sound artist pugliese Pier Alfeo; la riflessione si sofferma sull’assenza di comunicazione e sulla dis-individualizzazione tipiche di quelli che – come abbiamo detto – possono essere definiti i “non-luoghi”. L’opera, ideata proprio per questa edizione di 1MSM, ne sposa e ne racconta il progetto restituendo la necessità di instaurare relazioni tra i fruitori di questi spazi. Il visitatore viene invitato a prendere parte a una chat con chi lo ha preceduto nella visita, senza necessariamente conoscerlo. I testi e la presenza fisica di tutti coloro che hanno partecipato a questa conversazione aperta generano una composizione di luce e suoni che riempie lo schermo man mano che i contributi aumentano.

Stazione S. Giovanni

Tamara Ceddi è il collettivo che anima questa stazione. Si tratta di un gruppo eterogeneo ed interdisciplinare nato all’interno del Fusolab 2.0 e che ha posto al centro della propria poetica l’interazione: tra territori reali e mondi virtuali, tra uomo e ambiente, tra differenti linguaggi espressivi. L’opera proposta è Do ut DAS – Distributore

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Tamara Ceddi, Do Ut Das

Automatico Storie. È un’installazione site specific realizzata in collaborazione con I Poeti der Trullo e il loro Metroromanticismo (movimento poetico, una sorta di Romanticismo nei contesti urbani e metropolitani). L’opera viene azionata dall’inserimento di un biglietto o di un abbonamento Atac che, una volta validato il titolo di viaggio, restituisce una storia/poesia stampata su uno scontrino. L’interazione è duplice: la prima riguarda le storie che vengono inviate al sito della mostra 1MSM e raccolte in un database, la seconda è quella degli utenti della metro che fruiscono di queste storie tramite l’inserimento del titolo di viaggio.

Questa mostra diffusa è un viaggio interattivo, con e dentro l’arte. Sotto la metro, ma sopra temi essenziali ed esistenziali per un mondo che vive di digitalizzazione.

 

Fonti e approfondimenti: 1M sotto la metro

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