Hyperinascimento è la personale di Luca Pozzi – realizzata col patrocinio della Regione Emilia Romagna, a cura di Lorenzo Respi – in mostra nella sede di Palazzo Santa Margherita della FMAV-Fondazione Modena Arti Visive fino al prossimo 31 Gennaio.

Se vi venisse chiesto di rappresentare in una sola immagine il periodo storico del Rinascimento, questa sarebbe quasi certamente un disegno a inchiostro su carta: L’uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci.

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Uomo Vitruviano, Leonardo Da Vinci

Questo straordinario studio delle proporzioni umane, realizzato per dimostrare il perfetto equilibrio matematico delle forme, iscrive l’uomo all’interno delle due “figure perfette”: il cerchio, che simboleggia il cielo e le sue leggi, ed il quadrato, simbolo della terra. L’uomo posto al centro si presenta come anello di congiunzione, comemisura di tutte le cose” per dirla con le parole del filosofo Protagora. A partire dal Rinascimento, passando per l’Illuminismo e giungendo alla modernità, l’uomo è sempre stato il centro dell’Universo; ma cosa accade in un mondo post-moderno, in un mondo in cui crolla l’illusione di ogni finalismo e di un “progresso continuo”? Cosa accade in un mondo post-umano – il nostro – in cui i progressi della tecnica, delle scienze e delle biotecnologie arrivano a cambiare la natura umana?

Sono state messe in discussione le categorie di natura e cultura, di naturale e artificiale. Occorre ora fare i conti con il postumano (argomento della riflessione filosofica di Rosi Braidotti, che ne parla anche in una puntata del podcastThe Good Robot”); occorre inoltrarsi in un territorio abitato da esseri viventi che sono il prodotto di una manipolazione tecnologica dei materiali biologici che ne compongono il corpo. Sono cioè corpi assemblati, scomposti e ricomposti. La tecnologia è da interpretare sia come una protesi che un innesto.

Col titolo di Hyperinascimento, l’artista visivo Luca Pozzi lancia l’idea di un nuovo umanesimo che, con una prospettiva interdisciplinare, affonda le radici nel Rinascimento per poi esplorare il mondo attraverso le lenti della scienza e delle tecnologie contemporanee.

Hyperinascimento parte dalla concezione che il digitale ha dato all’uomo alcune capacità proprie delle particelle subatomiche: le doti dell’ubiquità (essere in più posti contemporaneamente) e della multi-interazione (poter interagire, avere relazioni su più fronti). Partendo da concetti di fisica quantistica, l’artista pensa all’umanità e alla sua esistenza non come al centro dell’universo, ma in quanto fenomeno parte di un tutto più ampio.

Nell’Hyperinascimento ogni anello è concatenato all’altro in termini olistici, rendendo ancora più reale l’hyper-connettività del tutto con ognuna delle sue parti. L’arte di Pozzi si mostra come un linguaggio capace di assumere una molteplicità di forme in grado di parlare a diversi pubblici inglobando nella propria ricerca storia dell’arte, fisica quantistica, cultura pop, filosofia e spiritualità. Hyperinascimento risponde alla necessità di immaginare un nuovo modo di guardare la realtà circostante.

Alla mostra sono destinati due interi piani che trasportano lo spettatore tra ambienti immersivi, analogici, ibridi e digitali. Ad accogliere il pubblico c’è The Grandmother Platform, un tappeto serigrafato sul quale coesistono opere classiche, razzi, satelliti e artefatti tecnologici. Questo spazio è immaginato come un ambiente da fruire senza guide, come fosse un giardino zen. L’opera è la traduzione visiva di un viaggio nella dimensione quantica in grado di attraversare tempi tra loro non connessi in modo lineare.

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The Grandmother Platform, Luca Pozzi. Ph credits: Michele Alberto Sereni, Courtesy Luca Pozzi

Da questo spazio fisico, si passa ad uno completamente virtuale: Rosetta Mission 2000 (RSM2000). Questa seconda opera è stata realizzata con il contributo del fisico Carlo Rovelli, del matematico Alain Connes, di Michelangelo Pistoletto e del fisico Garrett Lisi. Viene immaginata come un meta-luogo sospeso nel tempo e nello spazio nel quale far convergere contenuti artistici, scientifici e filosofici destinati ad un pubblico ibrido, di questa era o di quelle future. Un HUB culturale fruibile e organizzabile gratuitamente da tutto il mondo. RSM2000 dà al visitatore la possibilità di uscire dalla propria comfort zone e di mettere in rete il proprio sapere rendendolo parte di un’identità collettiva. Il risultato è un ambiente collaborativo e iper-tecnologico che supera le barriere linguistiche e fisiche.

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Rosetta Mission 2000 (RSM2000), Luca Pozzi. Ph credits: Michele Alberto Sereni, Courtesy Luca Pozzi

Al piano superiore, in un tempio futuristico, troneggia Arkanian Leonardo: un Leonardo contemporaneo dal volto di Dart Fener fuso in alluminio. Un’opera d’arte, ma anche il manifesto dell’interdisciplinarietà che caratterizza Hyperinascimento; questa è stata progettata per attingere ad un data set di tre opere letterarie diverse, dalle quali seleziona sedici parole da twittare (qui @ArkanianLeonard), sotto forma di Haiku dal senso divinatorio, ogni qual volta sedici muoni (piccolissime particelle subatomiche) si scontreranno con la sua superficie e verranno captate da un rilevatore INFN e da una rudimentale intelligenza artificiale.

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Arkanian Leonardo, Luca Pozzi. Ph credits: Michele Alberto Sereni, Courtesy Luca Pozzi

“In un momento in cui si cerca di ripartire”, spiega Luca Pozzi, “l’approccio Hyper al Rinascimento trasforma le opere del passato in veri e propri device tecnologici, le chiese, i templi e i musei in apparati scientifici all’avanguardia, la sostanza dei nostri corpi in quantum-bit di pura informazione. L’Hyperinascimento non pone al centro l’uomo, ma il linguaggio della natura più̀ impalpabile e sofisticato: esperienze di poli-locazione, non-linearità temporale e aumento dimensionale”.

Fonti e approfondimenti: ATP Diary

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