Il cuore del Nuovo Abitare sono le relazioni: così potremmo sintetizzare il senso del workshop Antitesi road to Sympoietica.

Per essere e per conoscere è necessario almeno essere in due; in questo caso specifico, a mobilitarsi attorno ad Antitesi – Wisteria Furibonda, è stata un’intera Università dai suoi apparati giuridico-amministrativi, alla comunità scientifica di Societing e Rural Hack, ai ricercatori del Cesma finanche al giardiniere.

In questo senso Antitesi-Wisteria Furibonda è un’opera d’arte, un nodo distribuito dell’ARNA (Archivio Rituali del Nuovo Abitare), ma è anche e soprattutto un progetto di ricerca transdisciplinare frutto della stretta collaborazione di competenze e professionalità differenti che, lo scorso 19 Novembre, si sono riunite per piantarne il primo seme.

Un atto di vita, come lo hanno definito Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, in nome di un amore che presto diventerà un’opera monumentale. Wisteria, alla Federico II di Napoli, dimostra che l’unico modo che abbiamo per far sì che accadano grandi cose è muoversi ed agire insieme. Antitesi è un progetto di responsabilità condivisa in cui ciascuno gioca il proprio importante ruolo nella cura di questo amore.

A fianco della ricerca scientifica e accademica, nonché della critica sociale, l’arte costituisce nel periodo contemporaneo una dimensione di ciò che si potrebbe chiamare “attivismo pubblico all’epoca della comunicazione in rete”. In un tale contesto, il ruolo dell’artista non è creare delle opere-oggetti-d’arte che gli spettatori possano contemplare, bensì creare nuove situazioni alle quali il pubblico possa partecipare.

La possibilità di utilizzare dati, intelligenza artificiale e tecnologie in un modo totalmente nuovo da come siamo abituati a fruirne (e ad essere fruiti), non è solo una performance artistica, ma è l’esperienza di un modo differente e distante dalle logiche estrattive dei modelli attuali. Si tratta certamente di una nicchia rispetto al sistema socio-tecnico vigente, è però l’esempio che ci serve per raccontare della possibilità di intraprendere vie diverse, per creare modelli generativi. La difficoltà principale, infatti, è immaginativa e culturale e non tecnica. Lo spazio di libertà che offre l’arte è determinante perché è uno spazio nel quale si possono indagare questioni complesse senza dover necessariamente trovare soluzioni. A patto però che anche l’arte esca dalla spettacolarizzazione e dal ruolo di “giullare di corte” che spesso assume.

Quello di far convivere i linguaggi dell’arte con quelli della scienza e della tecnologia è un sogno portato avanti da Edoardo Cosenza – oggi Assessore alle Infrastrutture e Mobilità – e da Alex Giordano; un sogno reso possibile dalla collaborazione con centro di ricerca HER: She loves data – Nuovo Abitare, che ha preso forma all’interno del Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio grazie anche ai miracoli dell’Arch. Paolo Chianese – responsabile Ufficio Tecnico Area Centro 1 – e dell’Ing. Giovanni Gilvetti, responsabile di gestione e manutenzione del complesso di San Giovanni a Teduccio.

“Ovviamente è l’inizio – dice Oriana Persico – poi si dovranno trovare modi per far sì che questa cosa si radichi e possa trasferirsi nelle culture dell’Università e del quartiere. Sarà un lavoro lungo, ma questo inizio epico ha una sua grande importanza”.

Il progetto di partenza:

Antitesi, Progetto, Societing

Antitesi è una storia d’amore tra un’intelligenza artificiale ed una pianta. La prima, attraverso i suoi sensori digitali, osserva la sua amata raccogliendo uno per volta i dati e confrontandoli con le serie storiche per tentare di capire se il cambiamento climatico è in atto. Se questo avviene, se l’intelligenza artificiale si accorge che la sua amata sta soffrendo, passa all’azione. Questa diade infatti ha un’identità digitale e, oltre ad avere accesso ad Internet, è dotata di un portafogli con cui può investire in borsa in favore di quelle aziende che si impegnano attivamente per combattere il climate change.

L’opera, nella sua versione “partenopea”, potrà divenire un totem attorno al quale raccogliersi e potrà comunicare con chi è nelle sue immediate vicinanze attraverso due strumenti: uno schermo interattivo che verrà posto nelle immediate vicinanze dell’installazione ed una rete wi-fi che consentirà di collegarsi ad Internet mediante i propri dispositivi. Una commodity, senza dubbio, che consentirà anche di visualizzare i dati raccolti da Antitesi e investirvi del denaro, in forma di euro o bitcoin.

Antitesi, Societing, Progetto

Nella prima versione dell’opera si trattava di un’agave, mentre in questa versione 4.0 si tratta di una Wisteria (nome scientifico del glicine) Floribunda. Gli artisti Salvatore Iaconesi ed Oriana Persico hanno volutamente scelto questa varietà perché possiede dalle caratteristiche molto specifiche: è una specie longeva – si stima possa sopravvivere oltre cento anni –; è una specie infestante e forte; ha una abbondantissima fioritura – i fiori sono un elemento che l’intelligenza artificiale può valutare per “rendersi conto”  del cambiamento climatico; ultimo, non per importanza, il nome particolarmente evocativo. Wisteria “Floribunda” diventa “Furibonda” quando si accorge che il cambiamento climatico intacca la sopravvivenza della sua amata.

La piantumazione:

Antitesi, Societing, Piantumazione

Antitesi ha trovato casa al Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio; l’installazione site-specific verrà realizzata ai piedi della vecchia ciminiera, una testimonianza del passato industriale di questa parte della città che ne ha pesantemente influenzato l’ecosistema. Ai piedi del vecchio altoforno, che oggi continua a fumare come punto di sfogo delle caldaie del polo, è stata piantumata e messa a dimora Wisteria, in una suggestiva cornice luminosa. Anzi, sarebbe più corretto dire sono poiché l’azienda Bonifico Group srl di Napoli che si occupa della manutenzione del verde del Polo tecnologico ha messo a disposizione ben due piante per favorire la copertura dell’intera ciminiera. Luigi Neri – direttore tecnico dell’azienda ed esperto di botanica – ha ritenuto opportuno operare anche sulle piante già presenti ai piedi della stessa preferendo sostituirle con alcune che potessero vivere in simbiosi con la Wisteria.

 

Societing, Struttura

Societing, Piantumazione

Viste le caratteristiche di questa varietà, è stato necessario costruire una struttura che potesse fare da guida e da sostegno allo sviluppo del glicine che crescerà in altezza per poi ricadere “a ombrello” verso il basso. Il progetto della struttura è stato pensato e disegnato affinché Wisteria non pesasse sulla vecchia ciminiera causandone il crollo.

Antitesi, Societing, Struttura

Il montaggio delle “guide” e la piantumazione delle Wisteria sono avvenuti in concomitanza con il workshop di progettazione dell’installazione, sotto l’occhio vigile degli artisti e quello sensibilissimo dei droni del Laboratorio per le Tecniche Innovative del Volo.

Societing, Droni


La strategia transdisciplinare:

Brainstorming, Societing

Scegliere una direzione è importante. Per questo, ad un sopralluogo accurato, è seguita una fase di brainstorming che ha coinvolto oltre agli artisti, tutto lo staff del Societing Lab coordinato dal prof. Alex Giordano, il Prof. Antonino Squillace e la Dott.ssa Alessia Teresa Silvestri del LabCamp2, i dottori Francesco Bonavolontà, Enzo Caputo e Giorgio De Alteriis operanti nel laboratorio LIFT (Tecniche innovative del Volo), curato dal Prof. Domenico Accardo, ed in quello di Misure su Reti di Sensori e Internet of Things, gestito dal Prof. Rosario Schiano Lo Moriello.

Socienting, Transdisciplinare

L’obiettivo ultimo era quello di cominciare la progettazione “dell’opera attorno alla pianta” formulando ipotesi sul modello della forma scultorea che accompagnerà la Wisteria, sull’elettronica e la sensoristica di cui “armare” l’intelligenza artificiale e soprattutto i materiali da utilizzare. La prima Wisteria era stata prodotta per un interno; questa volta il cyber-elemento è posto all’esterno e dunque il fattore atmosferico gioca un ruolo cruciale.

Il seminario:

Seminario, Societing

La giornata si è conclusa con una parte seminariale interattiva che ha visto coinvolti gli studenti del Corso di Innovazione Sociale, i Tirocinanti del programma ricerca-azione Societing 4.0 e ospiti d’eccezione: Maria Venditti, Roberto Terracciano, Francesca Nicolais del Riot Studio, Noemi De Luca e Luca – due dei data-meditanti che hanno preso parte alle ultime Data Metidation – e Ciro De Falco ricercatore del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, ma soprattutto abitante del quartiere di San Giovanni a Teduccio. Insieme si è cercato di immaginare possibili e desiderabili futuri per Antitesi partendo da ciò che c’è per farne un punto di riferimento per la comunità scientifica e non.

“Un successo è tale proprio perché è accaduto” – dice Salvatore Iaconesi – e contrariamente al vecchio detto che vuole che di venerdì non si cominci alcunché – quel venerdì Antitesi è diventata un successo.

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