Il Nuovo Abitare è quell’ampia condizione dell’essere umano contemporaneo in cui così tanti dei nostri diritti, delle nostre libertà e possibilità di relazione con il mondo passano attraverso dati e computazione. Mai come durante la pandemia ancora in corso ci siamo resi conto che, in quanto specie, la nostra stessa sopravvivenza dipende dai dati; questi hanno smesso di essere – se mai lo sono stati – una questione meramente tecnologica divenendo i cardini di un “fatto” esistenziale: in una società globalizzata la gittata del nostro sguardo non basta per comprendere fino in fondo i fenomeni che ci toccano da vicino in un modo o nell’altro.

Su queste questioni si articola la ricerca artistica e filosofica di Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, un duo di artisti riconosciuti nel progetto AOS (Art is Open Source) e che, nel 2013, fonda HER: She loves data, un vero e proprio centro di ricerca transdisciplinare che opera attraverso mostre, festival, incontri, conferenze, visite ed iniziative editoriali collegando arte e dati al fine di promuovere processi di accelerazione culturale. Nel corso degli ultimi anni, HER ha cominciato una ri-negoziazione dei propri significati, una ri-semantizzazione, puntando a divenire una Fondazione dotata di un proprio “archivio”: l’ARNA (Archivio Rituali del Nuovo Abitare) dove, il 4 e il 5 Ottobre 2021, è stata archiviata la prima opera This.astro.

Attraverso la Datapoiesi – questo è il neologismo che hanno creato i due artisti per descrivere il loro modo di fare arte – i dati diventano accessibili ai nostri sensi consentendo la comprensione della complessità dei fenomeni globali e diventando strumento per una sensibilità aumentata. Un oggetto datapoietico può aprire il “diaframma” del nostro sguardo al cambiamento climatico, alle migrazioni, alla povertà estrema nel mondo, tema scelto per OBIETTIVO, la prima opera d’arte datapoietica. In questo modo l’opera d’arte si impone per quello che è: non semplice decorazione o iperestetizzazione dei dati, ma un totem attorno al quale le persone possono riunirsi in nuove forme di ritualità sociali.

Obiettivo, Nuovo Abitare, Datapoiesi
Obiettivo, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico

Il Nuovo Abitare si pone in linea con la Datapoiesi, anzi si può dire sia la naturale evoluzione dell’approccio sino ad ora adottato. Non si tratta più di leggere e guardare i dati attraverso gli strumenti di information design, ma di abitarli e di utilizzarli per rifondare il nostro rapporto con le tecnologie, come reale strumento di cambiamento.

Gli ultimi anni vedono Salvatore Iaconesi ed Oriana Persico impegnati nella definizione di questo nuovo concetto di ritualità e nella sperimentazione di modelli non estrattivi per la raccolta dei dati. Nascono quelle che sono definite “intelligenze slow”: intelligenze artificiali immerse nelle relazioni, nutrite “un dato per volta” come una piantina, che crescono, co-evolvono nel tempo e possono, per incuria, anche morire.

È il caso, ad esempio, del progetto UDATInos che racconta lo stato di salute del fiume Oreto in Sicilia attraverso le luci ed i suoni di una “piantina artificiale”. I dati, restituiti in maniera immediatamente intellegibile, non sono raccolti da sensori disseminati lungo il letto del fiume, ma dai Custodi dell’Acqua: persone che ogni giorno annaffiano di nuovi dati questa piantina per impedirle di morire e continuare a raccontare. La radice del Nuovo Abitare è tutta qui: una nuova alleanza fra gli attori umani e non umani (AI, organizzazioni, piante, oceani…) che trovano nei dati il common ground, un terreno comune in cui è possibile unirsi e stabilire inedite forme di relazione e di immaginazione sociale.

Il Nuovo Abitare è l’affermarsi di una nuova cosmologia in cui l’uomo non è più il centro di tutto, ma il nodo di un network che coinvolge attori diversi, umani e non. Questo concetto è stato racchiuso in quelli che sono i “Principi del Nuovo Abitare”: undici proposizioni che sono state “illustrate” ricorrendo ad altrettante opere d’arte datapoietiche. Una di queste opere, Wisteria Furibonda, è stata acquisita dall’Università “Federico II” di Napoli e troverà posto nel Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio ai piedi della vecchia ciminiera. Qui verrà piantumata il 22 Novembre 2021 nell’ambito di un evento cui parteciperanno gli artisti impegnati in una tavola rotonda con gli studenti. Sympoietica – questo è il nome scelto per l’evento organizzato dal Societing Lab in collaborazione col Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli – si pone come obiettivo quello di creare consapevolezza attorno ai temi dell’arte e della creatività come traino per una nuova poetica dell’innovazione.

Nel dis-ordine tecnologico in cui siamo immersi, l’arte può tracciare un sentiero, può indirizzare le tecnologie – tutt’altro che neutrali – verso un’innovazione tecnologica che ci riguarda da vicino, che o è “sociale” o non è.

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