Novità per i piccoli studenti del Ghana, molto presto infatti verrà inserito lo studio del coding e della robotica nel curriculum educativo delle scuole.

Lo ha dichiarato la ministra delle Comunicazioni e della Digitalizzazione, Ursula Owusu-Ekuful, in occasione dell’incontro con la dirigenza della società di telecomunicazioni Mtn, che sta sostenendo il programma Girls in Information Communication Technology (Gict) che aspira a colmare il divario di genere nell’accesso alle tecnologie innovative.

codingUn’iniziativa interessante che certamente ha lo scopo di stimolare sin da subito, tra le altre cose, la creatività e il problem solving nei bambini.

E in Italia qual è la situazione? Governo e Camera dei Deputati hanno approvato la mozione che impegna il Governo ad adottare iniziative per introdurre progressivamente e gradualmente, entro il 2022, nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione lo studio del pensiero computazionale e del coding nell’ambito del curriculum digitale obbligatorio.

L’On. Aprea, prima firmataria della mozione ha dichiarato: “Governare con scelte pubbliche le trasformazioni della quarta rivoluzione industriale con tempestività e lungimiranza richiede, prima di tutto, l’introduzione dell’insegnamento del Coding sin dalla scuola dell’infanzia e primaria per favorire la formazione del pensiero computazionale, la creatività digitale, e più generalmente, la cittadinanza digitale. Intelligenza artificiale, robotica e biotecnologia, costituiscono i nuovi campi da sviluppare per favorire una nuova era del lavoro, migliorare anziché sostituire le condizioni e le opportunità del lavoro”.

Nel nostro Paese (come in tutto il mondo) sono in atto importanti trasformazioni: appare dunque sempre più importante dover intervenire per alfabetizzare le nuove generazioni ai linguaggi delle nuove tecnologie e ridurre significativamente le disparità.

Fonte e approfondimenti: tuttoscuola.com, africarivista.it

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