Il Romaeuropa Festival – quasi giunto alla cerimonia di apertura della sua XXXVI Edizione che si terrà il 14 Settembre – è ormai riconosciuto come il più importante festival italiano nell’ambito dell’arte, del teatro, della danza e della musica contemporanea. Il Festival, organizzato dalla fondazione RomaEuropa, riunisce nella Capitale una platea composita così come composita è l’offerta culturale della stessa manifestazione che annulla le barriere tra cultura “alta” e cultura “di massa”. Il Festival si colloca al crocevia tra culture e codici espressivi proponendo ben sei differenti rassegne. Ogni anno i suoni e le espressioni artistiche dei cinque continenti si incontrano a Roma in una partitura spettacolare fatta di danza, teatro, musica, cinema, incontri con gli artisti, arti visive e sfide tecnologiche. Un’esperienza estetica intensa, riflessiva ed immersiva che, per oltre due mesi (14 Settembre- 21 Novembre per questa edizione 2021) va in scena in una articolata geografia di spazi, fisici e non solo.

I biglietti per il Festival sono in vendita online e negli spazi degli spettacoli – per la rispettiva sala – ed è stato pensato un biglietto speciale per i più giovani (under25) che dà diritto a delle agevolazioni per tutti gli eventi del Festival. Passepartout è, invece, la formula che permette di attraversare con la massima libertà tutti gli spettacoli del Romaeuropa Festival 2021 lasciando lo spettatore libero di costruire in proprio un abbonamento su misura – ad ogni spettacolo è attribuito un valore (da 1 a 5 coins), questi possono essere usati per comporre un pass personalizzato. Qui il programma completo.

Romaeuropa Festival

Tra i “progetti speciali” anche quest’anno figura Digitalive, una sezione del REF – curata da Federica Patti grazie al sostegno dell’Italian Council IX – che, giunta ormai alla quarta edizione, si pone come strumento di riflessione per analizzare i linguaggi della creatività digitale e le sue connessioni con le tecnologie più avanzate.

Tecnologia ed arte sono i cardini portanti di questa rassegna in cui arte visiva, arte digitale e performing arts superano e ri-definiscono i rispettivi confini per raccontarci di un futuro che è già presente. Le straordinarie opportunità offerte dalla tecnologia hanno investito profondamente il mondo dell’arte, rivoluzionando sia le modalità di realizzazione che quelle di fruizione e favorendo un approccio polisensoriale, totalizzante ed esperienziale. Annullando la distanza tra opera e spettatore, Digitalive allarga la partecipazione ad un pubblico ampio e trasversale. La curatrice, Federica Patti, ha definito questa come una edizione in versione X: X come cross, X come extended, è una edizione in cui il concetto di com-presenza si espande accogliendo le differenti sfaccettature della liveness digitale.

La rassegna Digitalive, quest’anno, comprende sei opere, ciascuna con le proprie peculiarità; in comune l’analisi di un presente in cui la tecnologia si fa sempre più pervasiva e quasi si cela ai nostri occhi.

Romaeuropa Festival
COSÌ È (O MI PARE) – Pirandello in VR di Elio Germano

Della rassegna fanno parte: COSÌ È (O MI PARE) – Pirandello in VR di Elio Germano, una rilettura del romanzo pirandelliano – di cui lo spettatore entra a far parte – trasposta in una modernità dove i social network rendono più semplice lo spiare gli altri; FACIAL ACTION CODING SYSTEM / INFINITE POSTURE DATASET due installazioni di CORALIE VOGELAAR che provano a mettere in crisi l’idea di progresso tecnologico a partire dall’espressività del volto e del corpo; OBJECT ORIENTED CHOREOGRAPHY di Francesco Luzzana che, già vincitore della seconda edizione del RE:Humanism Art Prize, presenta una performance collaborativa nella quale pubblico e performer tentano di entrare in empatia con le realtà delle grandi piattaforme digitali contemporanee; LA FAUNA 2K20 (I Am Dancing in a Room) di Mara Oscar Cassiani, un’artista che si definisce wi-fi based e che costruisce la sua cifra estetica facendo proprie le espressioni culturali del web (gif, meme) per costruire nuovi rituali; VIA FLAMINIA: THE NATURE OF THE ARTIFICIAL del collettivo Umanesimo Artificiale che presenta una esplorazione artistica dell’antica via consolare che collegava Roma alla colonia romana Fanum Fortunae (attuale Città di Fano)e che nel tempo ha continuato a fare da ponte, un ponte fatto non più di blocchi lastricati, ma di reti impalpabili; infine SÁL | RITE dello studio e compagnia di produzione Fuse*, una sessione di meditazione guidata in cui i tracciati neurofisiologici dei partecipanti che vengono raccolti in tempo reale e generano una scultura di dati. Queste ultime tre opere possono essere fruite anche a distanza.

Cosa si prova ad essere all’interno del corpo di uno dei personaggi di uno spettacolo in VR? Cosa succede al nostro cervello durante le esperienze al limite della percezione? Si può entrare in empatia con le grandi piattaforme digitali contemporanee? Cosa vuol dire essere umani in un mondo in cui computer sempre più intelligenti si stanno appropriando di compiti e mansioni appartenuti da sempre all’essere umano? Queste sono le domande esplicite a cui gli artisti di Digitalive hanno dato risposta attraverso i propri lavori. Quella sottesa, il fil rouge, ragiona invece con e delle tecnologie che ormai pervadono il nostro universo (fisico e di senso). L’arte in senso ampio è la capacità di agire – di produrre –, ma è anche l’insieme di regole che servono per svolgere un’attività umana con risultati ottimali. In questo marasma tecnologico l’arte può tracciare un sentiero, può indirizzare le tecnologie – che si badi bene sono tutt’altro che neutrali – verso una innovazione tecnologica che ci riguarda da vicino e che o è “sociale” o non è.

L’arte consente di portare all’interno di un ambiente da sempre ritenuto asettico e distante, quello tecnologico, una sensibilità aumentata che programma le tecnologie affinché diventino carne, corpo esteso.

 

Il Festival è realizzato dall’associazione RomaEuropa con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Lazio e della città di Roma. Sotto l’alto patrocinato della Presidenza della Repubblica, dell’ Ambasciata del Belgio, dell’ Ambassade de France, dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, dell’Ambasciata Britannica, dell’ Ambasciata della Repubblica Ceca, dell’Ambasciata di Grecia, dell’ Ambasciata di Finlandia, dell’ Ambasciata di Svizzera e dell’Ambasciata del Portogallo.

Col contributo di: detuch performing arts, Institute français, La Francia in Scena, Goethe Institut, Istituto Svizzero, Instituto Cervantes, Istituto Polacco.

Main media partner: RAI

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