Un’intelligenza artificiale ha rilevato che, su un campione di più di 800 aziende analizzate, quasi tutte fanno greenwashing. Per greenwashing intendiamo quella comunicazione ingannevole sulle pratiche e sull’impatto ambientale di un’azienda fatta in modo da presentare un’immagine pubblica ecologicamente responsabile. L’intelligenza di cui parliamo è uno strumento chiamato ClimateBert, che decostruisce dichiarazioni aziendali, report annuali, slogan e altri materiali per valutare le divulgazioni relative al clima e misurarne le prestazioni effettive.

Questo strumento è stato creato dalla Task Force sul Climate-Related Financial Disclosures (TCFD), che fornisce un quadro per le organizzazioni pubbliche per divulgare in modo più efficace le prestazioni relative al clima. Poiché estrarre informazioni salienti dalle aziende sulle loro divulgazioni relative al clima è complesso e richiede molto tempo, la TCFD si è rivolta all’elaborazione del linguaggio naturale e alle reti neurali profonde esistenti per ottenere un valido aiuto. ClimateBert è stata formata su migliaia di frasi relative alle divulgazioni sui rischi climatici in linea con le raccomandazioni TCFD. Che cosa è stato scoperto? Che moltissime aziende non stanno in effetti facendo ciò che dichiarano di fare in fatto di ambiente. 

Le motivazioni sono tante: non ci sono reali controlli sulla pratica del greenwashing per cui le aziende non sono incentivate a cambiare comportamento, gli stessi accordi di Parigi hanno permesso alle aziende di essere più “selettive” nelle informazioni da divulgare per limitare il brand risk, inoltre, con l’eccezione della Francia, la rendicontazione aziendale relativa agli aspetti climatici e ambientali è una divulgazione volontaria, facoltativa, che lascia dunque alle aziende molta libertà su quanto si sceglie di condividere.

Sono tante le applicazioni dell’intelligenza artificiale in fatto di greenwashing, così come l’utilizzo di diverse tecnologie emergenti quali la blockchain e IoT per raccogliere un elevato numero di dati e misurare, anche in tempo reale, l’impatto ambientale delle aziende (e la veridicità delle loro dichiarazioni).

Fonte e approfondimenti: fastcompany.com

 

 

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