Elementare Watson..

“Non eravamo preparati per affrontare questa emergenza” ha detto il co-direttore dell’Osservatorio sull’intelligenza artificiale del Politecnico di Milano. Perché nonostante i tanti sforzi profusi nel mondo l’intelligenza artificiale non ha ancora contribuito –e non ha ancora gli strumenti per contribuire – in modo significativo alla battaglia contro il virus.

E non è colpa dell’intelligenza artificiale: come è stato scritto dai più importanti studiosi della materia, l’AI non ha ancora gli strumenti per contribuire in modo significativo alla battaglia contro il virus.

La prima ragione riguarda la semantica del dato: diversi metodi di raccolta delle informazioni inquinano la qualità dell’informazione e rendono fallaci i tentativi di ricerca di pattern. La seconda ragione “è legata alla dimensione quantitativa dei dati. Non esistono milioni di pandemie, per fortuna. Ma solo alcune. Di queste non abbiamo i dati raccolti in modo strutturato, sistematico e nel tempo, come nel caso del Covid-19”.

Come dire: serve più sapere per sapere. Quindi andrà (forse) meglio la prossima volta!

Lo staff di Societing4.0

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