Si possono immaginare soluzioni d’uso dei dati privati a tutela del bene comune? Quello che ha fatto l’Italia, fino ad oggi, è stato di utilizzare le nostre informazioni per creare forme di tutela dei nostri diritti a partire dalla tutela del nostro diritto di privacy. I diritti però hanno una dimensione individuale e oggi serve fare qualche passo avanti verso modelli che consentano l’uso dei dati a vantaggio del bene comune.

La prospettiva deve essere quella di una misura tra Individuo e Stato. Ed è una misura che va definita dall’Italia sapendo di essere all’interno di un mondo che non si può pensare disgiunto. Il Mondo si sta trasformando in uno spazio non troppo grande e non troppo piccolo, uno spazio dove istanze, culture e valori diversi devono imparare a convivere e sopravvivere, dove l’unica via per poter gestire questa complessità aumentata è quella di abbracciare la complessità stessa.

Il Governo italiano ha ora responsabilità importanti e carte che può giocare, come sta facendo con la rincorsa del virus, insieme agli altri attori istituzionali pubblici (nazionali e locali), coinvolgendo i privati ma regolando gli interessi a vantaggio di tutti, in una logica redistribuiva e meno disuguale. E speriamo che l’Europa si ricordi al più presto di essersi data obiettivi importanti nella nuova strategia di Digital Green New Deal.

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