“Oggi è il digitale che sta portando la filosofia a rioccuparsi del mondo” ha detto Luciano Floridi. Perché, sempre usando le parole di Floridi, “la rivoluzione digitale ha effetti sulla nostra autonomia” se è vero che “l’algoritmo di Netflix ci dice: guarda questo film ti piacerà. E a scacchi non giochiamo più contro il computer tanto sappiamo che vince lui”.  Nel suo ultimo libro Pensare l’infosfera Luciano Floridi ci ricorda che la filosofia è essenziale oggi per interpretare e progettare il futuro all’interno dell’infosfera, un nuovo modo di stare insieme in ogni ambito della nostra vita. Per questo è necessario chiedersi “come stiamo costruendo questo spazio? Lo stiamo facendo bene?”.

Perché rischiamo di rimanere schiacciati da fatti che ci possono condizionare profondamente. Com’è successo, per esempio a  Eric Loomis, arrestato nel 2013 mentre guidava un’autovettura coinvolta in una sparatoria che ha scontato sei anni di carcere grazie a un algoritmo che non si capisce come funzioni.  La pena, infatti, decisa dalla corte del Wisconsin è stata suffragata dall’alta probabilità di recidiva attribuita al condannato, probabilità calcolata tramite intelligenza artificiale. Il caso Loomis è diventato emblematico di una nuova sfida legata all’intelligenza artificiale: ossia al fatto se sia etico o semplicemente prudente, affidare scelte importanti a programmi di cui non si conosce il funzionamento.  Nel processo di Loomis il software usato, chiamato Compas (acronimo di Correctional Offender Management Profiling for Alternative Sanctions) era un algoritmo proprietario, il cui codice era tenuto volutamente nascosto.

Come dice Luca De Biase – facendo riferimento in particolare a ciò che sta accadendo su questi temi in Europa-  “La nuova partita non si gioca su innovazioni autoreferenzialmente tecnologiche, ma sugli obiettivi delle innovazioni. La sostenibilità è un obiettivo che non si raggiunge seguendo semplicemente il corso del progresso tecnologico ma re-interpretandolo. Le Missions europee, pensate su ispirazione di Mariana Mazzucato, hanno proprio questo intendimento. Sono disegnate per aiutare gli stakeholder operanti in sistemi complessi a co-disegnare la traiettoria dell’innovazione per temi ambiziosi ma d’impatto verificabile: per esempio l’evoluzione delle città in piattaforme di innovazione, neutrali dal punto di vista delle emissioni di CO2. Può essere un’opportunità enorme. E dotata di senso.”

Ecco il nostro punto di partenza necessario ora, per tutti: la ricerca di un senso possibilmente discusso e condiviso.

Di seguito gli articoli scaricabili:

Aziende esche contro gli hacker

Il farmaco preso nei nodi della rete

Il potere della tecnologia nel plasmare i destini umani

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QUEST’UOMO NON DIVENTERÀ PRESIDENTE NEL 2020, MA IL SUO PIANO CONTRO I PERICOLI DEI ROBOT È PIÙ VIRALE CHE MAI

Scelte profonde d’intelligenza artificiale

Torniamo alle virtù o siamo perduti

 

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