Non più di un mese fa, nella nostra strenna natalizia, abbiamo ri-lanciato la proposta di un #DigitalGreenNewDeal, immaginando l’Europa come un giocatore forte al tavolo della Rivoluzione 4.0 in corso, grazie ad una sua nuova sovranità tecnologica e a una politica di innovazione ambiziosa e democratica. E in settimana è arrivata la notizia che l’Europa sta per mettere a disposizione 200 miliardi di euro in dieci anni, per essere il primo continente a coltivare algoritmi etici e rispettosi dei diritti fondamentali.

Bruxelles approverà il 19 febbraio il Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale e la Strategia Europea sui Dati.

Il mantra è “Internet delle persone” che sostituisce l’“Internet delle cose”. Sulla base di questa filosofia entro il 2025 l’80% dei dati –oggi detenuti dalle piattaforme americane e cinesi- sarà contendibile. Anche al centro dell’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ci sono le persone e la dimensione etica, ecco perché Bruxelles punta a trasporre ampi pezzi del Codice etico Ue sull’intelligenza artificiale (oggi applicabile su base volontaria) all’interno della legislazione europea.

Algoritmi trasparenti, disponibilità dei propri dati, tutela della privacy… l’Europa sembra riuscire nella sfida di continuare a mantenere un equilibrio reale per le nostre vite virtuali, tenendo conto della nostra molteplice funzione di persone, consumatori e cittadini.

Di seguito gli articoli scaricabili:

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sotto stretta sorveglianza

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