Leggendo alcuni dei contributi scelti in settimana salta agli occhi come poteri e potenti si stiano posizionando sul nuovo mercato della Rivoluzione 4.0. Un mercato tutto da rifondare nelle sue strutture, nei suoi meccanismi, nelle sue regole e nei suoi confini ma con rendite di posizione importanti.

Come quella di Google, per esempio, o quella della Santa Sede. Il Ceo di Google e di Alphabet ha sottolineato che di fronte all’Intelligenza Artificiale -la prossima rivoluzione che sarà “più importante del fuoco e dell’elettricità” e al “Quantum computing che ci permetti di fare cose finora impossibili”- emerge la necessità di imbrigliare le tecnologie e renderle inclusive per non lasciare indietro le persone. Non uno di meno, dunque, e per questo si chiede ai Governi e alla Comunità Europea di intervenire. Dall’altra parte voci ufficiali della Santa Sede, scoperto che gli algoritmi non sono neutri, reclamano l’opportunità che i robot vengano evangelizzati. Gli esperti di dati e gli ingegneri del software, cioè, devono portare negli algoritmi i valori del Vangelo per cambiare in meglio la cultura e la pratica dell’intelligenza artificiale.

In attesa di vedere come si alterneranno, nei prossimi anni, il bene e il male (“la tecnologia -ha detto Pichai, il CEO di Google- può essere buona o cattiva, dipende dall’uso che ne facciamo”) c’è chi sperimenta l’IA per monitorare le frane e mettere al riparo dai disastri. Dopo la sperimentazione e la messa a sistema di un nuovo algoritmo ad opera del Centro Ricerche Semeion, il Direttore del Centro dice: “se in Italia in ogni zona a rischio di frana e/o di crollo (ponti, dighe, edifici) venissero installati un certo numero di sensori Gps (costo tra i 10 e i 20mila euro a zona), sarebbe possibile monitorare in tempo reale tutte queste situazioni e con specifiche reti neurali prevederne l’evoluzione in anticipo e con una buona precisione”.

La sensazione è che in questa fase storica le dinamiche contrappositive e competitive del turbocapitalismo, che sono quelle che orientano e spingono più rapidamente il cambiamento, non si adattino alla necessità riconosciuta anche dal CEO di Google: “l’IA è come il climate change, un solo Paese non basta per garantire la sicurezza nel mondo”.

Di seguito gli articoli scaricabili:

«L’intelligenza artificiale_ Vale più di fuoco ed elettricità»

Consulenza anello chiave nella catena dell’innovazione

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