Audrey Tang, hacker, transgender e dal 2016 ministra (senza portafoglio) del digitale a Taiwan, è una tra le dieci personalità più influenti nel mondo del digital government. L’approccio di Tang “è quello che in ambito geek si è sempre definito come reality hacking, ovvero utilizzare gli strumenti tecnologici per modificare non solo il mondo virtuale, ma pure quelle reale, benché all’interno di istituzioni democratiche già date”.

Il suo approccio alla tecnologia applicata alla politica è così sintetizzabile: «la democrazia migliora quando partecipano più persone. E la tecnologia digitale rimane uno dei modi migliori per aumentare la partecipazione – fintanto che il focus rimane sulla ricerca di un terreno comune e sulla creazione di consenso, non sulla divisione».

A Taiwan sta sperimentando diversi strumenti come vTaiwan (che sta per «Taiwan virtuale»), una piattaforma che riunisce rappresentanti dei settori pubblico, privato e sociale per discutere soluzioni politiche a problemi legati al digitale e all’economia. In realtà il governo non è obbligato ad ascoltare le raccomandazioni di vTaiwan e nonostante questo il lavoro del gruppo porta spesso a considerare le proposte che emergono e che vengono discusse. Per esempio: le petizioni che ottengono una certa soglia di commenti obbligano i ministri del governo a rispondere.

Secondo Tang c’è un legame anche tra la trasparenza delle attività governative e la riduzione delle fake news. Certo, aprire i processi decisionali presuppone, prima di tutto, la volontà degli organi governativi. Il vantaggio, che può trasformarsi in un grande svantaggio per i cittadini è che queste piattaforme permettono alla cittadinanza di interagire giorno per giorno con le istituzioni.

Il rischio, l’abbiamo già visto accadere in Italia, è che dietro la mistica della partecipazione si celi la liturgia del consenso fine e sé stesso.

Si può fare, oggi, una rivoluzione tecnologica che insieme sia anche una rivoluzione per la nostra democrazia?

Di seguito gli articoli scaricabili:

Blockchain al Made in Sicily

Una lezione sul confine tra uomini e macchine

Mettere quelle chiavi in una cassaforte

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La «democrazia peer to peer» di Audrey Tang

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