Uomo-macchina e macchina-uomo: una relazione sempre più complicata nell’intrecci delle interazioni sociali e degli interessi politici ed economici che rischiano seriamente di compromettere diritti e sicurezza.

Per questo è di grande interesse il confronto che si tiene il 5 e 6 novembre a Torino, I nostri dati, il nostro futuro: tecnologie per una società digitale democratica (ne abbiamo parlato qui) dove si parlerà dell’importanza che ha, in questo momento, il fatto che la società non perda il contatto e il rapporto diretto con la tecnologia dato che questa sta raggiungendo livelli molto sofisticati e rischia di rimanere confinata a un élite di studiosi e di esperti.

Uno degli aspetti interessanti della riflessione (che nasce all’interno del progetto Decode, finanziato dalla Commissione Europea per preparare l’Internet del futuro)  è sperimentare la creazione e l’uso di tecnologie che rispettino i principi di democratizzazione dell’economia della conoscenza. Di queste tecnologie ci sono già esempi interessanti come il protocollo di criptazione Coconut, ideato da un team dello University College London recentemente acquisito in blocco da Facebook per sostenere lo sviluppo della sua criptomoneta Libra. O ancora la piattaforma di consultazione pubblica Decidim, inizialmente sviluppata per la città di Barcellona e oggi adottata da oltre sessanta città nel mondo. Dall’Olanda arriva invece un modello di piattaforma per servizi IoT sviluppati da una multiutility che permette agli utenti di condividere i dati su consumi energetici e qualità dell’aria, scegliendo se mante- nere privato indirizzo e altri dati.

La sfida è sociale ed economica; è una sfida importante per gli effetti che può avere e, ancora prima, per la difficoltà di mettere in discussione e di limitare gli attuali potentati delle Big Tech. Per questo è particolarmente interessante il dibattito che si aprirà a Torino sul ruolo dell’Europa.

Inoltre da questa esperienza si intravede la possibilità che siano le città europee a coalizzarsi per affrontare in modo serio e sistemico questi importanti problemi. Potrà l’Europa tornare di nuovo ad essere un riferimento per l’elaborazione di un nuovo pensiero a favore dell’uomo e per il riconoscimento e la tutela dei suoi diritti?

Di seguito gli articoli scaricabili:

Hi-tech e creatività, così le vetrine rivoluzionano il look

Il futuro sociale di robotica e algoritmi

L’apprendistato ludico dell’algoritmo

La Germania dà il via al primo cloud su scala europea

Tecnologie per democratizzare il digitale

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