Settimana del 14 – 20 ottobre 2019

Il rischio di affidarsi all’intelligenza artificiale è quello di smettere di avere un’intelligenza. Big data e algoritmi, infatti, ci illudono di poter capire tutto ma la vera intelligenza risiede nella capacità d’uso del senso critico. “Sicuramente avere a disposizione una grande mole di informazioni può essere utile: più dati sull’influenza permettono una migliore prevenzione, ad esempio. Ma Big data e algoritmi fanno nascere una serie di delicati problemi: chi è il proprietario dei nostri dati per esempio quelli sanitari? Quale uso possono farne società di assicurazioni, datori di lavoro, tribunali? Possiamo controllare la procedura usata dagli algoritmi che decidono di aspetti importanti della mia vita?”. E’ imprescindibile, quindi, continuare ad elaborare studi e teorie, filosofiche e matematiche, che consentano a questi sistemi “intelligenti” di avere la funzione più adeguata per noi umani: esserci utili per migliorare la qualità della nostra vita.

Forse il timore reverenziale nei confronti di questi sistemi ci scatta perché le chiamiamo intelligenze mentre si tratta di sistemi che sono profondamente condizionati da tutto ciò che limita gli umani (dal punto di vista delle conoscenze, degli approccio culturali, dei pregiudizi, ecc.). E’ interessante osservare, per esempio, come sta evolvendo l’uso di big data e intelligenza artificiale in settori come la finanza predittiva o il giornalismo automatico dove se tutti usano gli stessi algoritmi con gli stessi dati il rischio è quello di creare dei contesti autoreferenziali dove tutti guardano nella stessa direzione, compiono le stesse scelte e determinano le stesse conseguenze: un pensiero unico troppo prevedibile.

Insomma dobbiamo evitare che “l’uomo venga tecnologizzato invece che la tecnica umanizzata”. Con questo intento in Giappone stanno lavorando alla costruzione di un nuovo modello sociale che hanno chiamato Society 5.0: una “super-smart society fondata sulla digitalizzazione” con una grande attenzione alla dimensione etica affinché la digitalizzazione possa arricchire il significato delle relazioni sociali.

Come dice sempre il Prof. Alex Giordano: “L’innovazione tecnologica o è sociale o non è”. O no?

Di seguito gli articoli scaricabili:

Studi_clinici__intelligenza_artificiale_e_data_science_riscrivono_le_terapie

SOCIETY_5.0_IL_MODELLO_GIAPPONE

Scrive_e_supera_esami_L’intelligenza_artificiale_è_diventata_adulta

Perché_non_possiamo_scavalcare_le_teorie

Ora_tutti_contro_Google_City

L’intelligenza_artificiale_vale_il_13_per_cento_del_Pil

Il_dolore_degli_umani_raccontato_dai_robot

Come_guadagnare_con_i_nostri_dati_online

Check_e_chirurgia_a_distanza__la_sanità_del_futuro_è_servita

 

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