Partiamo da qui: “La sfida di diventare ”data-driven” si affronta prima di tutto investendo nei sistemi cloud, un mercato che cresce a doppia cifra ogni anno e nel 2019 varrà 200 miliardi di dollari secondo Forrester, per toccare i 620 miliardi nel 2023. ..”.

Cosa significa? Beh, significa che i dati sono effettivamente il nuovo petrolio e chi, ora, capisce come valorizzarli (soprattutto economicamente) diventa Paperon de Paperoni. Tanto è vero che “il cloud è al centro di una guerra tecnologica che vede contrapposti Usa e Cina mentre a livello aziendale il cloud è la pietra angolare di qualunque soluzione che miri a essere scalabile ed efficiente in settori che spaziano dal manifatturiero al fintech”.

E la seconda via per la ricchezza è la cybersecurity anche perché, come dice il report The State of Cyber Resilience 2019 di Accenture: nei prossimi cinque anni, le aziende di tutto il mondo perderanno 5.200 miliardi di dollari a causa di mancate vendite e costi imprevisti causati da cyber-attacchi. Un rischio che nessuna azienda può permettersi di sottovalutare.

Quindi da una parte tutti sul cloud e dall’altra tutti a comprare nuovi e sempre più raffinati sistemi di difesa dei dati.

È così, o abbiamo capito male? Qualcuno ci può aiutare a fare chiarezza?

Di seguito gli articoli scaricabili:

È autonomo il cloud di nuova generazione

È possibile un’etica per le armi intelligenti_

Ecologia e web i nuovi lavori arrivano da li

La nostra salute venduta sul web

Oggi sto molto bene Me lo ha detto il sensore

Piano condiviso per creare la rete delle smart city anche in Italia

Più oggetti «connessi» e velocità

Prime prove di 5G

Quantum computing e il problema è risolto

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