Notizie della settimana 25 giugno – 1 luglio

Non ci si può affidare all’obiettività di un algoritmo. Si, in effetti l’algoritmo “non sbaglia” cioè ripete all’infinito la regola che lo ha determinato solo che la regola, cioè i criteri secondo i quali l’algoritmo può interpretare dati e informazioni di cui si ciba, glie li danno i programmatori ovvero delle persone umane che intervengono a definire questi criteri secondo loro convinzioni e opinioni.

Significa, quindi, che per quanto sia “intelligente” una macchina dotata di intelligenza artificiale, rimarrà vincolata nel suo giudizio agli assunti di base che definiscono i criteri della sua azione. In alcuni casi questo meccanismo può essere una garanzia di minor errore; il problema è quando questo enorme limite ha effetti sulla libertà delle persone e sui diritti.

Come dice Teresa Numerico, ricercatrice in Logica e Filosofia della Scienza, “Dobbiamo tenere a mente che la tecnologia non è una scienza che ha a che fare con come stanno le cose nel mondo. .. Ha quindi un carattere prescrittivo e non descrittivo rispetto all’ambito cui si applica”. In questo senso, dice, “i dispositivi tecnologici si propongono come forza trasformativa del mondo che li circonda secondo i loro metodi. Sono sistemi sociotecnici con diretto impatto normativo sulla società, se non sono regolati e governati dalla politica”.

Per anticipare i problemi e limitare i danni è necessario conoscere la struttura logica di questi algoritmi “E’ necessario preservare il diritto a una negoziazione sociale degli algoritmi”, dice Teresa Numerico, “ e non consentire la segretezza di metodi che impattano sulla possibilità di discriminazione e sul rispetto dei diritti sociali”.

D’altra parte anche gli chef più importanti del mondo si sono piegati a spiegarci, in televisione e con dovizia di particolari, i trucchi del mestiere:  niente più segreti in cucina nell’era di Masterchef! E allora siamo pronti per accogliere i segreti più raffinati del marketing e dell’evoluzione della ricerca attraverso big data e intelligenza artificiale. E’ necessario e lo dobbiamo pretendere, a pena di ritrovarci, come succede nella cucina di Masterchef, ad essere esaminati e maltrattati da un robot che ha deciso per noi “del bene e del male”.

Di seguito gli articoli scaricabili:

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