Notizie dalla settimana 3 – 9 giugno

Mi sembra di averti già visto da qualche parte” sarà forse una delle frasi che nel prossimo futuro non servirà più: il riconoscimento facciale ci consentirà di avere tante e tante informazioni relative ad ognuno di noi. Di fatto le tecnologie per il riconoscimento facciale sono pronte e, per ora, si è pensato che fosse fastidioso e amorale farne uso per diffondere molte informazioni personali (senza autorizzazione dell’interessato) o fare proposte commerciali personalizzate da parte delle aziende.

Ad oggi, il Governo di San Francisco ha votato il divieto di usare queste tecniche da parte della polizia e delle altre agenzie della città. Al contrario, il Governo Cinese intende inserire i sui 1,4 miliardi di cittadini in un database. Non solo. I servizi di intelligence probabilmente aggiungeranno chiunque altro passi davanti ad una loro videocamera. A Londra hanno investito due anni e speso oltre 200mila sterline per una serie di sperimentazioni di questi tecniche nella metropolitana. I risultati grazie a una inchiesta dell’Indipendent si sono rivelati piuttosto inaccurati. Tra il 2016 e il 2018 il 96% delle persone identificate dalle videocamere del sistema come potenziali criminali erano invece normali cittadini.

Il diritto all’anonimato confligge con quello alla sicurezza nazionale e con quello di profitto dei grandi delle tecnologie. In Europa in verità esistono già delle regole.

Questa tecnologia, ha detto Bruce Sterling (saggista e autore di fantascienza americano, considerato uno dei padri del genere cyberpunk), non è una soluzione magica per evitare disordini bensì potrebbe anche essere usata per le lotte di potere interne. Ma il peggio arriverà quando (non se) da questo enorme archivio verranno sottratti dei dati. Sono in tanti ad essere interessati, soprattutto i numerosi nemici della Cina: grazie a quelle informazioni ad esempio si potrebbe inquadrare la folla di piazza del Duomo a Milano con lo smartphone e sapere tutto dei turisti cinesi presenti.

Bruce Sterling ci ammonisce: “Il motto di Hikvision è Vedi lontano, vai oltre. Ma se guardi abbastanza lontano, potresti capire che questa strada è meglio non prenderla”.

Di seguito gli articoli scaricabili:

SORVEGLIANZA & AUTOCRAZIA

Sono strade pericolose meglio non prenderle

Lassù qualcuno qualcuno ci controlla

Siamo tutti prigionieri della dittatura digital

Nella giungla della tecnofinanza

Regole e limiti delle tecnologie di riconoscimento del volto i

l team che fotografa il cervello

La startup per vendere la moda

L’intelligenza artificiale penserà in emiliano

La carica dei nuovi «data scientist»

Il robot che aiuterà i mari

I dilemmi dell’auto che pensa

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I pixel non bastano serve un nuovo umanesimo per l’arte tecnologica

CULTURA ECONOMICA E TECNOLOGIA in aiuto dell’italia che invecchia

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