Notizie della settimana 20 – 26 maggio

Che cos’è l’Intelligenza Artificiale? “Per me è una macchina che fa cose tipiche dell’uomo: percepisce, ragiona, agisce. Al momento, però, quello che fa è soprattutto vedere, leggere, tradurre” spiega Yann LeCun, il creatore del Centro di ricerca sull’Intelligenza Artificiale di Facebook. Dice anche: “Senza IA, oggi, Facebook non esisterebbe. Abbiamo laboratori a Menlo Park, Seattle, New York, Parigi, ma collaboriamo costantemente con le università, facciamo parte di una comunità mondiale di ricercatori, pubblichiamo in open source i nostri lavori e – precisa – chiunque può utilizzarli”.

Le tecnologie, dice, possono essere utilizzate per scopi buoni o cattivi: “La garanzia che la tecnologia sia usata a fin di bene può arrivare solo dalle istituzioni democratiche e, per questo, devono essere forti e capaci di prendere decisioni guardando al lungo termine”.  E aggiunge che c’è ancora una grande distanza tra le capacità di apprendimento umane e quelle delle macchine: “Oggi per padroneggiare un gioco semplice il sistema avrebbe bisogno di 200 anni, mentre un essere umano ci arriva in 15 minuti”.

Nonostante tutto qualcosa sfugge all’uomo anche “per colpa” della potenza delle macchine tanto che in Israele, a sud di Tel Aviv, nel pieno del deserto del Negev, il governo ha deciso di creare un avamposto della guerra globale alla cybersicurezza. Cyberspark è il parco tecnologico che raggruppa una settantina di aziende da tutto il mondo, EY e Kpmg e colossi come Deutsche Telekom, Ibm, Oracle, Dell o Applied Materials, che hanno dato vita a una realtà da 3mila dipendenti (che diventeranno 30mila in un decennio) che lavorano con gli ingegneri informatici creati dalla Ben Gurion University of the Negev proprio qui a fianco. the Negev proprio qui a fianco. Il parco è nato attorno alla partnership pubblico-privato tra università e aziende, sotto l’egida del Governo. Tutto il mondo, Italia compresa, osservano e interagiscono con questo parco delle meraviglie tecnologiche dove si studia, si crea e si sperimenta.

E mentre nel mondo prende corpo la Rivoluzione 4.0 ci vogliamo fermare sul monito della settimana lanciato da Luca DeBiase che, riprendendo le parole di Anthony Gooch, direttore comunicazione dell’OCSE (che a sua volta cita Jean Jacques Rousseau), fa riferimento alla necessità di definire un nuovo “contratto sociale”: un insieme di diritti e responsabilità per le persone e per i governi, oltre che per tutte le entità che hanno funzioni pubbliche, comprese le aziende private e, in particolare, quelle che “governano” la vita digitale. Perché, dice, “lo spazio pubblico chiede responsabilità anche e soprattutto da parte dei privati”.

Benvenuti nel Societing 4.0 dove l’innovazione tecnologica o è sociale o non è.

E chi non la pensa così cosa pensa invece? Ci farebbe piacere aprire il confronto!

 

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