Notizie della settimana 29 aprile – 5 maggio

Facciamocene una ragione: i robot sono più pazienti degli umani e, a quanto pare, questo piace molto ai bambini. Con il suo aspetto che ricorda un peluche colorato e peloso Tega stabilisce una stretta connessione con i bambini. Cynthia Breazeal, esperta di interazione uomo-macchina del Mit, parla di «speciale affinità» tra robot e baby umani. Aiuto: gli scienziati stanno anche studiando dei mini-robot che attraverso il sistema vascolare saranno indirizzati al cervello. Si chiamano «endoneurobot», «gliabot» e «synaptobot» e collegheranno i nostri cervelli alla rete dando l’opportunità di accedere alle infinite praterie dei saperi in cloud.

E viceversa. Per un cervello umano che entra nel cloud c’è un  sistema di intelligenza artificiale che può sostenere un dibattito con oratori di alto livello. Sarebbe interessante assistere ad un confronto tra un Umano + e un retore elettronico.

Essi e tutti e due i cervelli artificiali pescano da un insieme di informazioni varie ed eventuali, molti dei quali ci riguardano e dei quali non abbiamo idea della maniera in cui questi vengono elaborati. Giusto per far mente locale agli effetti indesiderati ricordiamoci che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale rende possibile la cosiddetta “polizia predittiva,” attraverso algoritmi che assistono le forze dell’ordine nel selezionare i reati più probabili, decidere quali zone delle città pattugliare con più frequenza e questo (in prospettiva) può portare all’estremo dell’arresto delle persone non per i reati che commettono, ma per quelli che potrebbero commettere. E se non è l’arresto può essere l’intervento che limita nostre libertà personali “per non aver commesso il fatto che però forse stai per commettere”.

Certo di fronte a queste notizie sorgono perplessità e domande: avremo gli strumenti per orientarci e fare le scelte giuste in un mondo nuovo dove coscienza e comportamento intelligente saranno sempre più spesso dissociati? Marcello Massimini, medio e neurofisiologo, ci invita a cominciare da subito ad affinare i nostri criteri e le nostre misure, “Un compito fondamentale – dice-  per la società e per le neuroscienze, prima che il problema se lo debbano porre i prossimi archeologi alieni in visita sulla Terra”.

E raccogliamo allora l’invito di Luca DeBiase: vista la quantità di errori ai quali chi costruisce il futuro troppo in fretta deve poi rimediare, si può correggere la massima cara alla Silycon Valley il futuro non si prevede, si crea, aggiungendo: ma vale la pena di pensarci un po’ prima. Perché il futuro è in larga parte la conseguenza delle azioni degli umani, che siano capaci di comprenderle o no.

Di seguito gli articoli scaricabili:

Baby, puoi fare ancora meglio

Bitfinex, scandalo sulla borsa dei Bitcoin

Così inventai il touchscreen

Digitale e intelligenza artificiale i nuovi media cambiano la società

Il «retore» elettronico che consiglierà i medici

L’algoritmo decide e tu non lo sai

L’Intelligenza artificiale non sbaglia e costa poco

La scienza vince nell’era della conoscenza

Oltre il paradigma della coscienza