Notizie della settimana 22-28 aprile 

I numeri si sprecano per metterci in guardia sull’impatto che robot e tecnologie stanno per avere sul mondo del lavoro. Secondo l’Ocseil il 15,2% dei posti di lavoro nel  nostro  paese  potrebbe scomparire, mentre un posto di lavoro su tre, il 35,5%, potrebbe subire sostanziali cambiamenti nel modo in cui vengono svolti o comunque verrà eseguito con mansioni molto diverse da quelle attuali.

Le stime elaborate da The European House–Ambrosetti indicano che il 14,9% del totale degli occupati, pari a 3,2 milioni, potrebbe perdere il posto di lavoro su un orizzonte temporale di 15 anni. Ma, ci dicono, questo epocale cambiamento può non essere un dramma se ci si prepara ai nuovi mestieri. Certo, il problema è quello di riuscire a fare incontrare le nuove offerte di lavoro con le nuove competenze. Anche perché, come dice il World Economic Forum, il 65% dei bambini che frequentano la scuola elementare oggi, da grandi faranno un lavoro che ancora non esiste.

Una via possibile ai processi di innovazione del business aziendale è quella dell’open innovation cioè fare innovazione confrontandosi insieme ai clienti per avviare processi creativi, come accade sempre più spesso nelle grandi aziende che, attraverso hackathon, call e piattaforme dedicate, ripensano la propria offerta partendo dalle community. Co-creazione è il nuovo grido di battiglia!

Ma presi dai lustrini del marketing delle grandi imprese non dobbiamo dimenticare che i cambiamenti in corso hanno un effetto potente sui nostri sistemi sociali che sembrano invece lontani dalla capacità di accogliere a braccia aperte la logica open e co-co-co. Ce lo ricorda Luciano Floridi: “C’è bisogno di fare un salto culturale gigantesco. Che certamente non si compirà soltanto per via tecnologica o finanziaria. Anzi, proprio in un contesto storico dominato dall’esplosione delle opportunità offerte dalla tecnica, emerge il bisogno di una rinnovata consapevolezza umanistica. Se internet è l’ecosistema dell’informazione, i valori etici da discutere sono quelli che si affermano nel momento in cui se ne disegnano le strutture fondamentali: sicché l’etica diventa la cura dell’ecosistema”.

 

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