Notizie della settimana 8 – 14 aprile

Per rimanere all’oggi, va detto che gli ambiti di applicazione imprenditoriale dell’IA rimangono per il momento legati ai servizi e ai settori medico, assicurativo e finanziario. Già quattro anni fa il 60% degli operatori di Borsa erano macchine. Oggi (dati Jpm Morgan) le transizioni tradizionali nel mondo si attestano appena al 10. l robot advisor, cioè la consulenza finanziaria automatizzata, sono molto presenti soprattutto negli Stati Uniti e in Cina, dove il fenomeno comincia ad essere rilevante. In Italia, invece, è ancora appannaggio di pochi. Secondo gli esperti però, facendo leva soprattutto sui minori costi, anche nel mercato domestico potranno esserci le opportunità per crescere.

Il binomio più forte è quello tra tecnologia e salute dove si stanno acquisendo nuove conoscenze e dove sono maggiori le possibilità offerte da dispositivi diffusissimi. Smartphone, orologi intelligenti, computer e assistenti vocali sono infatti sempre più orientati verso il settore healthcare.

A questo proposito è esemplare il caso dell’app redEyes che consente di utilizzare un normale smartphone, per diagnosticare già alla nascita una cataratta congenita o un retinoblastoma. Si tratta di patologie gravi e irreversibili, per le quali la diagnosi precoce con il test del riflesso rosso è fondamentale e per un piccolo paziente può essere molto fastidioso. Con questa app, invece, il test diagnostico può essere fatto semplicemente con uno smartphone Android.

Se ora alziamo lo sguardo poco poco avanti, ad un futuro proprio prossimo, il discorso sull’uso dell’intelligenza artificiale inizia a preoccuparci. Due fatti ce lo ricordano questa settimana: il rischio di interferenze elettorali in Finlandia da parte dei russi e l’uso di robot armati.

Il rischio di interferenze elettorali è reale, ha detto il primo ministro finlandese Antti Hakkanen commentando i preparativi per il voto alle elezioni politiche del 14 aprile. In Finlandia si teme che i cybertroll russi possano favorire gli euroscettici del Finns Party, e da molti questo voto è considerato una prova generale di ciò che potremmo vedere alle europee di maggio. Per questo Helsinki ha messo in campo corsi di formazione per giornalisti e politici, con la collaborazione di aziende come Facebook e pare che anche il resto dell’Europa stia mettendo in campo nuove iniziative.

La preoccupazione aumenta se si pensa a quando, in un futuro prossimo, avremo macchine in grado di prendere autonomamente la decisione di uccidere. Ci sono vari rischi legati a questa nuova autonomia delle macchine, fra i quali la possibilità di abbassare la soglia di tolleranza oltre la quale si decide di entrare in un conflitto, in quanto non si tratterebbe più di rischiare la vita dei soldati.

A fronte di tutto questo c’è chi si sta interrogando sulla necessità che gli umani abbiano chiari e condivisi i meccanismi che utilizzano le macchine per imparare. C’è chi sostiene che questo non sia necessario e chi, invece, lo richiede a gran voce. Judea Pearl, scienziato informatico vincitore del premio Touring e uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale, sostiene che non sapere come la macchina apprende è un limite per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

E a voi interessa sapere cosa penserà la vostra macchina mentre guida?

Di seguito gli articoli scaricabili:

Nello spazio e a casa con i robot

Mandare in guerra i robot intelligenti cancella le colpe

L’IA è business

Il consulente-robot corre in Cina, per pochi in Italia

IA per andare oltre i dati

E’ lo smartphone a dire se la salute è a posto

Un informatico salva la vita ai bambini

 

 

 

 

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