Notizie della settimana 1 – 7 aprile

Il nostro mondo dell’innovazione oscilla (pericolosamente) tra promesse di Eldorado e minacce di controllo permanente sulle nostre vite. Ci sono anche luoghi-simbolo di questo pericoloso pendolo come Innoway, la Silicon Valley cinese: un luogo emblema della modernità e del suo lato oscuro: la “controllocrazia”.

Ed è proprio su questi aspetti legati ai controlli stretti della Cina che si gioca il braccio di ferro con gli Stati Uniti. I negoziatori cinesi si sono recati a Washington per l’ennesimo round negoziale, il nono, in cerca di un accordo sulla vicenda dei dazi che ormai da mesi vede contrapposti Cina e Stati Uniti. La chiave della svolta potrebbe essere la disponibilità cinese a rivedere alcuni aspetti della sua controversa legge sulla cyber-sicurezza entrata in vigore nel 2017.

Sono soprattutto i progetti sull’Intelligenza Artificiale a preoccupare. Per questo si muovono gli scienziati parlando di etica e di trasparenza e, dall’altra parte, si muove il legislatore per definire regole entro le quali muoversi. Entro la primavera arriveranno le linee guida per una strategia nazionale di Intelligenza artificiale (AI). Servirà invece più tempo per le linee guida nazionali sulla tecnologia blockchain. L’obiettivo è «realizzare un sistema di riferimento che garantisca il giusto equilibrio tra individuazione di regole per gli operatori del settore e libertà di sperimentazione e ricerca, con una attenzione all’impatto che l’utilizzo di questa tecnologia potrà avere nei diversi settori produttivi».

La blockchain, però, pare ancora “in potenza” cioè un sistema che potrebbe offrire soluzioni a molti problemi e che, finora, non ha ancora dispiegato tutti i suoi pluri-decantati poteri.

Mentre le nuove tecnologie si sperimentano e si rodano tra loro, i grandi supercomputer, lavorano incessantemente a produrre dati e smisurate conoscenze. Questi grandi supercomputer sono inseriti nella classifica Top500 che, in effetti, offre uno spaccato geopolitico di chi sta avanti e chi sta indietro nella ricerca applicata. Dei primi 10 supercomputer, cinque sono americani, due cinesi e uno rispettivamente svizzero, giapponese e tedesco. I supercomputer non stanno lasciando il posto al cloud e sono utilizzati da centri di ricerca privati, a differenza di quanto si è portati a pensare.

Il pendolo continua ad oscillare: qualcuno vuole azzardare previsioni?

Di seguito i gli articoli scaricabili:

Big Data in cambio della pace sui dazi

DI UN SUPERCOMPUTER conta anche la bellezza

ECCO LA VIA EUROPEA AL TECH

Il robot in camice bianco è la medicina del futuro

Intelligenza artificiale guidata

Missione nell’enigma dell’AI

NEL LABORATORIO CINESE dei sogni hitech

Parla con me (e ti spierò)

Per l’AI 4 miliardi di fondi ai dottorati

PERCHE’ RAFFREDDARE gli entusiasmi sulla blockchain

Più futuro in Europa

Vitalik, il guru che a 24 anni cambierà il web (e la politica)

 

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