L’innovazione sociale può essere una concreta risposta alle esigenze delle comunità attraverso il riuso di immobili dismessi. Un ottimo esempio di riutilizzo di risorse pre-esistenti è costituito da immobili costruiti per altri usi e non utilizzati, destinati al riuso per scopi non di lucro.

Una recente ricerca dell’Euricse, compilata da Flaviano Zandonai, si concentra sul Riuso di strutture ferroviarie a scopo sociale, mettendone in risalto gli aspetti peculiari e illustrando, tramite case studies, l’esperienza in Italia di rigenerazione per finalità sociale di tre immobili ferroviari.

 

CENTRO PEDRO ARRUPE, ROMA

In quello che una volta era il Ferrhotel di Roma -una struttura alberghiera che accoglieva i dipendenti delle ferrovie- è sorto il Centro Pedro Arrupe, una realtà a sostegno di genitori con bambini in fuga da paesi in guerra o in fuga da persecuzioni. Indispensabile per la realizzazione del centro è stata la fitta rete di relazioni informali tra chi voleva il centro e chi lavorava all’interno delle ferrovie stesse, dato questo che conferma l’importanza delle dinamiche dal basso.

 

HELP CENTER, PESCARA

Il 22 luglio del 2010 viene inaugurato a Pescara l’Help Center, gestito dall’associazione On The Road, impegnata da anni nell’assistenza di persone senza fissa dimora e vittime di violenza.

On the Road si pone come obiettivo, oltre all’assistenza in situazioni di emergenza, quello di diventare un’agenzia locale per l’inclusione sociale.

 

RIFUGIO CARITAS AMBROSIANA, MILANO

Il rifugio presso la stazione Centrale di Milano può essere considerato una sorta di incubazione da parte della Caritas Ambrosiana, che sin da subito ha coinvolto la comunità locale in una raccolta fondi per ristrutturare la struttura secondo le esigenze sopravvenute. Sono in molti a collaborare in maniera volontaria all’avanzamento della struttura, anche se sono indispensabili delle figure di coordinamento retribuite, che fanno di questa missione il loro lavoro.

 

IMPRENDITORIA SOCIALE

Dall’analisi dei case studies emergono dunque quattro punti molto importanti per poter trasformare http://dahlbo.dk/?p=3127 strutture inutilizzate in risorsa:

  • La conoscenza del contesto basata su esperienze pregresse è indispensabile se si vogliono fornire risposte concrete ai bisogni delle comunità.
  • Altro fattore indispensabile è il tutoring durante la gestione del ciclo di riuso per l’adempimento delle pratiche burocratiche necessarie all’attuazione del progetto.
  • finanziamenti da parte delle istituzioni pubbliche e filantropiche contribuiscono in maniera rilevante a strutturare i progetti.
  • Infine, bisogna fare attenzione alle risorse economiche, che ruotano intorno a tre grandi tipologie: le risorse finanziarie utilizzate soprattutto per le attività di ristrutturazione; le risorse donative (di varia provenienza) che sostengono in particolare la fase di testing delle attività che verranno svolte all’interno dello spazio e le risorse di mercato (pubbliche e private) che alimentano soprattutto la produzione di beni e di servizi negli spazi rigenerati.

 

LINEE GUIDA PER IL FUTURO

Zandonai propone una serie di linee guida ricavate dallo studio dei sopracitati Message spy, Spyware iphone. case studies, ed in particolare suggerisce di:

  • inserire nei piani di dismissioni del patrimonio pubblico una quota percentuale (una sorta di “per mille”) delle cubature da destinare alla rigenerazione di asset comunitari da parte di organizzazioni nonprofit e imprese sociali;
  • inserire nei documenti di pianificazione dei fondi strutturali 2014-2020 un esplicito riferimento agli asset comunitari come ambito all’interno del quale è possibile consolidare l’imprenditoria sociale; quest’ultima infatti è indicata come priorità di intervento nella Comunicazione della Commissione Europea Social Business Initiative;
  • prevedere forme di assegnazione e di contratto d’uso ad hoc per gli asset comunitari, premiando le organizzazioni in grado di formulare progetti di riuso innovativi e sostenibili, mobilitare un mix di risorse per concorrere alla ristrutturazione, dar vita a soggetti gestori in grado di valorizzare gli apporti delle comunità locali, creare occupazione;
  • sburocratizzare le pratiche di cessione e affidamento in gestione del bene, soprattutto per quanto riguarda la messa a norma delle strutture;
  • incentivare l’utilizzo di servizi di supporto e di accompagnamento (esempio, mediante voucher) alla rigenerazione degli asset comunitari, in quanto si tratta di operazioni complesse che richiedono competenze diversificate ad oggi difficilmente reperibili sul mercato (legali/contrattuali, architettonico/urbanistiche, finanziarie, ecc.).

Qui puoi scaricare la ricerca in italiano IL RIUSO DI STRUTTURE FERROVIARIE SCOPO SOCIALE.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Please enter your name here