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Conoscete qualcuno che puA? dire serenamente di non essere una persona creativa? Skype spy, Spyware iphone.

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A�Creativity is the new blackA�, dice Bertram Niessen,A� ricercatore ed artista elettronico che ha firmato il sesto articolo proposto da Societing.org.

Ma A? sempre stato cosA�? A�La creativitA�, o almeno quello che noi oggi intendiamo con questo termine, non A? sempre esistita. Nella Grecia classica l’unico individuo che poteva fregiarsi del titolo di a�?creatorea�? era il poeta: solo al poeta, infatti, veniva riconosciuta la capacitA� di forgiare dal niente qualcosa che prima non esistevaA�. La natura per sua stessa definizione era perfetta e completa. Nulla si poteva inventare o aggiungere. L’artista dunque A� http://dahlbo.dk/?p=3121 non un genio che forgiava le sue opere dal vuoto, ma un piA? modesto replicatoreA�. L’idea non cambiA? durante il cristianesimo: solo il Creatore poteva compiere la a�?creatio ex nihiloa�?, la creazione dal vuoto. A�E’ solo con il Rinascimento, quando l’essere umano inizia a ad essere messo al centro dell’Universo, che inizia a prendere piede una concezione della creativitA� piA? simile a quella che conosciamo oggiA� spiega Niessen. A�Ed A? poi il Romanticismo, nel suo superamento della centralitA� della logica e dell’intelletto in Kant, a tracciare i confini della creativitA�: sentimento, ironia, istinto, idealismo, intuizione. Su queste basi si costituiscono alcuni dei primi miti musicali a�?popa�? come quello di Mozart, quello di Beethoven o quello di BachA�.

La creativitA� e il genio diventarono via via oggetto di interesse di psicologi e intellettuali. Ma fu dopo la seconda guerra mondiale che la creativitA� mutA? nuovamente e accrebbe la sua importanza. A�Gli Stati Uniti iniziarono ad investire somme esorbitanti di denaro nella formazione di nuove generazioni di ricercatori, portando alla��elevazione dello scienziato dalla figura di tecnico a quella di eroe culturale. La creativitA�, improvvisamente, divenne qualcosa di estremamente importante e ben remuneratoA� continua l’autore. A�Il panorama si completa con una delle piA? grandi invenzioni degli anni ’60 e, forse, degli ultimi secoli. Quella dei giovaniA�.

Conclude Bertram Niessen: A�ci ritroviamo sempre di piA? a riconoscerci nell’immagine in copertina al libro do Hal Niedzviecki a�?Hello, I’m Speciala�?. Un banalissimo, normalissimo badge per congressi nel quale c’A? scritto solo: a�?Ciao, io sono: Specialea�?. Un esito piuttosto fantozziano per una storia iniziata cosA� tanto tempo faA�.A�

 

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