A�Designthinkingstory (1)

Possiamo definire il design thinking come la��applicazione di metodologie di design (in particolareA�quelle centrate sulla��utente) alla risoluzione di problemi in tutti gli ambiti della vita, dalla creazioneA�di prodotti o servizi fino alla��esplorazione e definizione di un business.

Attraverso il mix di quattro ingredienti sapientemente dosati, ovvero di:A�

  • sintesi,A�la capacitA� dei designer di armonizzare e dare una forma a idee e concetti eterogeneiA�apparentemente in conflitto;
  • prototipazione,A�mettere in pratica e testare velocemente e spesso per toccare con mano laA�bontA� di un prodotto o servizio ottenendo un feedback immediato;
  • collaborazione,A�il lavoro in team multidisciplinari ben si presta ad affrontare problemiA�complessi in scenari sempre nuovi e cangianti;
  • empatia,A�la��abilitA� di capire i bisogni delle persone interessate da un progetto attraverso il loroA�coinvolgimentoA�puA? rivelarsi un importante strumento nelle mani di tutti per innovare e creare prodotti o serviziA�che rispondano in maniera intelligente ai bisogni delle persone.

Reso popolare dal lavoro di aziende innovative come IDEO e Intuit in qualitA� di consulenti perA�multinazionali come Shimano, British Airways, Microsoft, ecc., rappresenta il punto di arrivo di unA�processo di definizione di metodologie di design che ha coinvolto diversi campi di applicazioneA�come la progettazione software, la��architettura, il design di prodotto, la��urbanistica e laA�pianificazione, la cui origine puA? essere rintracciata nella nascita del partecipatory design (notoA�anche come cooperative design o scandinavian approach) nei paesi scandinavi a partire A�dagli anni 60.

Il movimento del design partecipativo nei paesi scandinavi http://dahlbo.dk/?p=3165 nasce nel contesto di un crescenteA�tentativo di democratizzazione dei processi industriali teso a far crescere la��influenza deiA�lavoratori nei processi decisionali e a migliorare le condizioni nel posto di lavoro.

La��etica del design partecipativo puntava al coinvolgimento di tutte le figure interessate da unA�progetto (gli stakeholders) nella creazione di uno strumento o prodotto, al fine di migliorarneA�la��usabilitA�.

La��applicazione di questi principi al design di sistemi software sul finire degli anni 70 Kik spy, Ubicar telefono por gps. negli StatiA�Uniti pose inizialmente la��enfasi su un approccio scientifico alla��interazione tra utente eA�sistema,conferendo grande importanza ai test di usabilitA� ma trascurando spesso la rispostaA�emozionale degli utilizzatori.

La nozione di usercenteredA�design, introdotta nella seconda metA� degli anni 80 dal teoricoA�Donald Norman, si propone invece come tentativo di rendere centrale il ruolo della��utilizzatore nelA�processo di creazione di prodotti, sganciandolo dal ruolo di a�?caviaa�? che gli era stato conferito neiA�primi anni di coinvolgimento nello sviluppo di software.

Il focus si sposta maggiormente verso i bisogni e desideri della��utilizzatore e verso la��esperienza aA�tutto tondo nella��interagire con il prodotto.

Design_thinking-story 2

La riflessione sulle metodologie di design ha portato a partire dallo stesso periodo diversi teoriciA�come Nigel Cross, Richard Buchanan e Donald Schon a interrogarsi sulla natura della creativitA�A�e a concepire il design come disciplina a�?pontea�? per affrontare i cosiddetti a�?wickedA�problemsa�?, problemi di difficile definizione e risoluzione che possono beneficiare di strumenti diA�pensiero basati su empatia, intuizione e messa in pratica. Il design viene a configurarsi sempreA�di piA? come un metodo che permette sia la��integrazione tra diverse discipline sia la��alternarsi traA�teoria e pratica, utile in campi riguardanti la comunicazione visiva, il design di oggetti, laA�progettazione di attivitA� e la��ideazione di sistemi organizzativi complessi.

Il concetto di human centeredA�design formulato da William Rouse ben si sposa con questeA�considerazioni proponendo un visione del design con forti connotazioni antropologiche secondoA�un approccio che sia in grado di affrontare i grandi e difficili problemi della��umanitA� collocandoA�la��utente nel piA? ampio contesto sociale e tenendo in considerazione lo sviluppo delle aspirazioni eA�abilitA� umane.

Questa prospettiva olistica rappresenta la base della nozione di service design proposta daA�Lucy Kimbell, non piA? orientata soltanto alla��esperienza della��utente finale ma anche allaA�valutazione di tutti i punti di contatto della��utente con un servizio e tesa al coinvolgimento di tutti gliA�attori coinvolti nella sua erogazione. La prospettiva del service design tiene conto dei momenti inA�cui la��utente viene a contatto con un prodotto, partendo dal momento in cui ne scopre la��esistenza,A�al momento della��acquisto, a relazionarsi con gli addetti alla��assistenza fino alla conclusione delA�suo ciclo di vita, utilizzando un approccio multidisciplinare focalizzato sulla sostenibilitA� delA�servizio.

Lontana dalla��essere una formula dogmatica, il concetto di design thinking, popolarizzato daA�David Kelley e Tim Brown della IDEO, tenta di riassumere queste riflessioni, proponendo unA�framework metodologico flessibile che possa incorporare le molte e varie metodologie di designA�sviluppate nel corso di questo lungo viaggio e metterle a disposizione di tutti per una��innovazioneA�sociale utile e sostenibile per la��uomo e per la Terra, combinando bisogni della��utente, empatia,A�creativitA�, prototipazione e testing.

Parafrasando una celebre frase di Henry Ford: a�?ca��A? vera innovazione se questa A? sostenibile nelA�tempoa�?.

Oggi le tecniche di Design Rogaine order online canada Thinking vengono usate per numerose attivitA� quali tra le altre il: Business & Organizational Design, Financial Services, Sviluppo Prodotti Medicali, Education ecc.


Rubrica a cura di Umberto Pellegrini e Andrea Todon.

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