MitoLondra-gandini_societngA�Da un po’ sembra essere diventato un must, a�?il periodo a Londraa�? A�, scrive Alessandro Gandini in Il Mito di Londra, terzo Mito 2.0 pubblicato da Societing. A�Una sorta di Erasmus-extended, una fuga esistenziale ed esperienziale che accomuna una pletora di giovani da tutto il mondo, soprattutto italiani, i quali ogni anno con flusso costante piovono nella piA? importante metropoli europea in cerca di fortunaA�.

Londra A? complessa e molteplice. Continua Gandini: A�Il primo piano del mito di Londra A? simbolico, trasfigurativo. Bourdieu forse potrebbe dire a�?distintivoa�?. Si emigra perchA� si cerca un http://dahlbo.dk/?p=3273 Buy minocycline for acne altrove culturale in cui identificarsi.

Vivere a Londra A? un processo simbolico identificativo di appartenenza sociale e culturale fortissimo.

Una rivendicazione da ostentare con orgoglio quasi un po’ snob, come Ginette-35 purchase quando torni per le vacanze nella tua piccola cittA� di provincia e conosci un ragazzo, o una ragazza, e speri di fare colpo dicendo a�?sai, vivo a Londraa�?. Come se questo significasse a�?ehi, bellezza, non puoi capirea�?A�.

Passando per i Beatles, i The Clash, il Cool Britannia, gli Who e l’indie. Gandini ripercorre tutti gli elementi che hanno permesso a Londra di diventare simbolo unico e luogo comune riproducibile. Fino a chiedersi: A�Cosa resta del mito di Londra, quindi, che si puA? trovare solo qui?A� Il calcio, la cucina – A�e non A? vero che quella inglese non esistaA� – e la pioggia. O forse nemmeno quella.

Scarica gratis ilA�paperA�il Mito di Londra pagando con unA�tweet.

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