Quando si sente parlare di ruralità 2.0 spesso siamo abituati a fare una semplice somma, il contadino che con gli strumenti digitali cerca di vendere i propri prodotti. Nella realtà delle cose lasciamo fuori da questa rappresentazione la vera essenza del mondo rurale e quello digitale, la relazione.

Noocleo, un coordinamento di professionisti senior che opera nel settore dell’Information & Communication Technology, si è messo in gioco realizzando un progetto che nasce dal cuore di questi due mondi, il suo nome è #Terramia. Presentato durante il l’Investor Day nellìambito dell’Internet Festival 2013 di Pisa, #terramia ha come obiettivo quello di valorizzare le relazioni e ritornare ad un mercato locale dove terra, produttori e consumatori sono inseriti in una rete che premia la reputazione dei prodotti e la condivisione delle informazioni. Solo una relazione tra produttore e consumatore, in grado di soddisfare il bisogno di informazione, può creare consapevolezza e attivare il meccanismo di fiducia che genera il mercato. IL MARCHIO SONO IO.È il messaggio che veicola il progetto #terramia che attraverso tre ambiti individuati dal coordinamento di Noocleo (informazione, educazione e cultura) ha l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone costruendo delle relazioni all’interno della rete e creando valore sociale. Adottando un approccio dal basso Noocleo vuole realizzare una piattaforma user centered che attraverso l’ascolto e la continua verifica del modello di progetto, fatta con gli utilizzatori finali, sarà alimentata da tutti quegli attori che vogliono realizzare una comunità glocale. Vittorio Arenella presidente e cofondatore di Noocleo dice: “Crediamo nel confronto e nell’incredibile energia che si scatena da un insieme di persone fortemente motivate a cambiare le cose. Questa esperienza viene già dalla nostra associazione che si fonda sul concetto della relazione e del valore umano dei 21 cofondatori che hanno innovato il loro modo di lavorare ascoltando le loro piA? profonde esigenze di vita oltre che quelle professionali”. Ma come funzionerà #terramia dopo la sua realizzazione? #terramia Il meccanismo è il più antico del mondo ed è quello della relazione, autentica e informata. Da una parte ci sono gli aspiranti produttori che hanno i suoli ma non il Know-how, dall’altra i produttori custodi del faber contadino e infine i luoghi dell’esperienza dove la relazione prende forma nella sedimentazione architettonica della tradizione. #Terramia attraverso questo meccanismo vuol dare nuovo senso a questi luoghi e a tutti quei contesti dove si consuma il cibo realizzando una comunione tra la relazione (terra-produttore-consumatore) e il genius loci di ogni territorio. Ristoranti, locande, trattorie diventano quindi distributori informati e consapevoli dei prodotti della filiera #terramia. Il contributo del digitale sarà quello di rendere l’esperienza di consumo dei prodotti #terramia originale e innovativa. Parlo del piatto parlante. Assaporare il cibo cucinato con i prodotti #terramia sarà una esperienza multisensoriale ma non solo. Attraverso il sistema basato sul clouddata sarà possibile accedere ad informazioni su tutti i prodotti e gli attori della filiera promuovendo quindi un consumo consapevole e incrementando quella quota di creazione di valore sociale intrinseca all’esperienza di consumo. Il piatto parlante e la garanzia partecipata del sistema #terramia sono cosi immaginati: – Il ristoratore, specificando prodotti e produttori, propone delle pietanze alla piattaforma digitale. – Il sistema verifica le informazioni e approva. – Al ristorante il cliente con l’APP #terramia vedrà la proposta gastronomica Micardis 40 mg generic corredata da tutte le informazioni e potrà effettuare l’ordinazione in modo consapevole. – Realizzata la pietanza in cucina, poi sarà presentato al cliente in un piatto speciale dotato di tecnologia NFC. In sostanza quindi il piatto e il cibo veicoleranno attraverso il sistema clouddata sia le informazioni sui prodotti, sui produttori e sulle tecniche usate in cucina ma anche tutti gli aspetti della cultura del consumo consapevole. Non una coscienza informativa sui dati di ciò che si mangia ma bensì una conoscenza relazionale di quella che è la pietanza. Conoscenza che crea quindi una relazione con tutti gli attori della filiera che garantiscono (IL MARCHIO SONO IO) l’autenticità del prodotto e della relazione. La creazione di valore legata alla produzione dei prodotti e al suo consumo va quindi sostenuta con un sistema virtuoso che permette ai produttori di poter vendere guadagnando il giusto e ai consumatori di poter comprare al giusto prezzo e in modo informato. Non a caso la parola giusto è ripetuta due volte. Il coordinamento di Noocleo ha immaginato quindi per #terramia la possibilità di poter sostenere questo processo attraverso modalità di finanziamento. terramia16   L’investitore che vuole partecipare a questo processo collaborativo vedrà sulla piattaforma dei progetti di raccolto. Business plan semplificati con informazioni riguardo al progetto e su come finanziare il raccolto (completamente o in parte). Da un lato il produttore troverà un finanziatore disposto ad investire nel suo progetto di raccolta e dall’altro l’investitore avrà disponibilità di materie prime che potrà utilizzare per il suo guadagno. Questo sistema, esemplificato nel secondo scenario, può vedere l’investitore avvalersi della rete distributiva della filiera locale di #terramia. La piattaforma quindi permettendo l’incontro tra una domanda precisa ed un’offerta precisa crea valore all’interno del mercato e costruisce relazioni tra i vari attori. Vittorio nel raccontare questo meccanismo afferma: “con #terramia abbiamo già vinto una prima sfida importante ovvero quella di trovare il giusto dialogo tra il mondo rurale e quello digitale trovando lungo il nostro percorso splendide persone che ci stanno arricchendo e migliorando.” Noocleo, che sta cercando finanziatori e co-creatori per #terramia, non vuole solo realizzare un progetto legato al business della’agroalimentare di qualità ma attraverso l’esperienza dei suoi membri in ambito digitale ha saputo ripensare alla costruzione delle relazioni proponendo un nuovo modello d’incontro all’interno del mercato volto alla creazione di valore sociale. Il cibo non è più visto solo come un alimento che ci fa star bene ma come il frutto che nasce da un processo fatto di tradizione, incontro e valorizzazione. È la relazione, quella autentica, a essere il primo frutto di questo progetto.    ]]>

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