Traduzione dell’articolo The rising of the sharing economyA�diA�Marta MainieriA�pubblicato suA�Shareable.net.

 

 

I servizi collaborativi stanno registrando un aumento in Italia.

Molto inchiostro A? stato versato dai media su movimento in crescita della sharing economy. La radio fa la sua parte, anche, per rendere le persone consapevoli di questo nuovo fenomeno nato dalla necessitA� economica. Di piA?, ci sono un numero crescente di conferenze sul tema, che coprono una gamma piuttosto ampia di argomenti pieni di storie di start-up. Senza dubbio il dibattito si intensificherA� nei prossimi mesi.

GNAMMO

Nonostante qualche iniziale scetticismo, questa tendenza sociale sta rapidamente prendendo forma. E’ ancora presto in Italia. A breve, inizieremo a sentire le prime storie di successo (e le loro implicazioni), http://davidgagnonblog.com/?p=4174 cosA� come negli Stati Uniti.

Ad esempio, il numero di servizi collaborativi italiani sono esplosi nell’ultimo trimestre del 2012. Prima di allora, si potevano contare su una mano. Ora, ne esistono piA? di 120, e il movimento continua a crescere sia in termini di piattaforme che di utenti.

In Italia stiamo iniziando a condividere sempre di piA? – case (Airbnb, Dovedormo, ecc); bambinaie (Oltretata), tempo (Sfinz, Tamtown); cibo (Gnammo, Newgusto); barche (Sailsquare), biciclette (okobici) , competenze (Oilproject, SkillBros); automobili (Blablacar) e denaro (Prestiamoci, Starteed).

 

Siamo forti nei sistemi di baratto, che sono profondamente radicati nella nostra cultura; nelle aste online che seguono le orme di eBay e che sono, di gran lunga, le piattaforme piA? popolari e conosciute; nel crowdfunding con 37 piattaforme che stanno cambiando l’ecosistema finanziario Wellbutrin xl 300 mg without prescription italiano; nei piA? di 70 spazi di coworking in tutto il paese, e, naturalmente, tutto ciA? che ha a che fare con il cibo.

Anche se alcune delle comunitA� di condivisione replicano modelli giA� esistenti negli Stati Uniti, molti hanno dei caratteri unici.A�Alcuni importanti progetti:

a�?A�Openwear – una piattaforma di abbigliamento collaborativa finanziata tramite la Commissione europea per un approccio alternativo alla creazione di moda;

a�? Impossible Living – un servizio diA� mappatura degli edifici abbandonati;

a�? ScambiaTreno – uno scambio di biglietti ferroviari non utilizzati ed a basso costo;

a�?A�Dropis e Sardex – per i servizi di valute virtuali dove A? solo possibile la condivisione, non viene utilizzata alcun valuta.

 

Alcune statistiche interessanti per quanto riguarda i siti piA? datati:A�

a�?A�Zerorelativo – la prima community italiana di baratto online ha piA? di 70.000 offerte di swap;

a�?A�Delcampe – un mercato fatto da collezionisti, con oltre 50 milioni di offerte in corso;

a�?A�Subito – una piattaforma per vendere e comprare qualsiasi tipo di prodotto e di servizio che ora ha piA? di 54 milioni di annunci;

a�?A�Carpooling – che vanta 750.000 corse nazionali;

a�?A�Reoose – una comunitA� di 25.000 utenti;

a�? Fubles – la comunitA� del calcio che supera ormai 250.000 utenti registrati.

FlubesA�

Di solito questi sono i nuovi servizi vengono avviati da giovani imprenditori under 30 e, a volte, da ex-managers over 40 che pensano che sia il momento di investire in un business che puA? essere meno redditizio, ma piA? gratificante.

Tuttavia, a prescindere da chi li dirige, la maggior parte di queste comunitA� non hanno ancora raggiunto il grande pubblico. E questo non perchA� gli italiani non vogliono condividere. A? un dato di fatto, nonostante il nostro comportamento da consumatori individualisti, che A? a volte eccessiva, sopravvive ancora un’ideologia anti-consumista , un retaggio della chiesa cattolica, di influenze comuniste, e del nostro patrimonio culturale rurale che ha valutato in non dover sprecare nulla. Le sfide economiche di oggi hanno favorito la rinascita di questa mentalitA�.

Non A? un caso che dall’Italia sono partiti alcuni isolati (ma molto interessanti) esperimenti di sharing come GAS (Gruppi di Acquisto SolidarietA� simili alla Community Supported Agriculture), distretti solidarietA�, co-housing e alloggi sociali, banche del tempo e finanza etica.

Detto questo, le piattaforme straniere che arrivano in Italia con prodotti forti e con il dovuto supporto finanziario fanno bene. Si consideri che Airbnb e BlablaCar hanno i tassi di crescita piA? elevati in Europa, e The Hub ha il maggior numero di centri per ogni cittA� che in ogni altro paese.

 

Le comunitA� italiane online si Order antivert generic name scontrano contro i problemi specifici dei servizi di condivisione e delle start-up in generale. Da un lato, i nostri servizi nazionali faticano a raggiungere la massa critica, d’altra parte, la mancanza di fondi limita questi progetti, tanto che coloro che vi lavorano lo fanno spesso come secondo lavoro. Pertanto, essi non sono in grado di dedicare il tempo necessario per aiutarli a decollare.

A�Openweare

 

Tuttavia, qualcosa sta cambiando in Italia: il nostro governo ha presentato il Decreto Sviluppo (Decreto per lo Sviluppo) nel mese di ottobre 2012 con l’intenzione di destinare a�� 110.000.000 ogni anno per promuovere la creazione di start-up innovative. Molti progetti stanno nascendo per sostenere l’innovazione. Ma c’A? ancora molto da fare fino a quando il mercato sarA� maturo e il “sistema italiano” produrrA� i risultati attesi. A questo punto, i servizi collaborativi hanno una grande opportunitA� di connettersi tra di loro per creare un forte network nazionale.

Oggi, queste piattaforme sono iniziative solitarie spesso isolate gli uni dagli altri e le connessioni tra i loro founder sono spesso sporadiche. Al contrario, sfruttando ciA? che hanno in comune potrebbero riunire le competenze, le migliori pratiche e le esperienze in modo da poter ottimizzare la crescita, ridurre i rischiA� e, soprattutto, sensibilizzare l’opinione pubblica. L’obiettivo dovrebbe essere quello di spiegare chiaramente i benefici di tali servizi e per sottolineare il fatto che siamo parte di un movimento piA? ampio. Questi sono modi per convincere la gente a provare questi strumenti e, soprattutto, per dimostrare che noi abbiamo la possibilitA� di vivere un futuro migliore … anche in Italia.

 

 

Traduzione a cura del team di Societing.

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