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Lauren ha 26 anni e sta attraversando la fase piA? delicata della vita di un ventenne; quella della scelta del futuro: essere liberi e artefici del proprio destino, ma dovendo rinunciare a qualche a�?lussoa�? o seguire lo status quo impostoci dalle vecchie generazioni, rinunciando in parte ai nostri desideri?

A? un bivio davanti al quale, una volta laureati, si trovano tutti i ragazzi della nostra generazione, impauriti dalla flessibilitA�. Ma diciamolo chiaramente a chi non piacerebbe trovare un buon e bel lavoro subito dopo la laurea, che Children’s claritin price ti permetta di vivere egregiamente, facendoti togliere, perchA� no, qualche sfizio?A�

Per noi giovani laureati italiani potrebbe quasi essere a�?il sogno americanoa�?. Ma purtroppo non sempre A? cosA�. Ed ecco che molti ragazzi, pur di non restare ancora a casa coi genitori e dipendere economicamente da loro, essere definiti a�?bamboccionia�?, preferiscono andare all’estero: chi per imparare una lingua straniera per aumentare le proprie skills aziendali facendo dei lavoretti per mantenersi economicamente, chi per seguire dei corsi di specializzazione e chi ancora si trasferisce tentando la fortuna, sperando di trovare un lavoro ben retribuito e di far carriera, cosa che in Italia non A? sempre possibile, salvo raccomandazioni. Alcuni di noi ce la fanno e cosA� dal semplice cameriere diventano manager del ristorante, dall’addetto alle vendite per l’Italia per un negozio diventano direttori del reparto, chi dopo il corso di specializzazione sfonda nella finanza. Ma per quanti ce la fanno, altrettanti ritornano nel paese d’origine sconfitti. CosA� come la nostra Lauren che decide di lasciare il suo lavoro e partire per il Messico a�?all’avventuraa�? con il suo fidanzato. Lei all’inizio non ce la fa; ritorna a casa dai suoi genitori e oltre a doversi sentire in un certo qual modo fallita, deve sentirsi giudicata dagli a�?adultia�? che, addolcendo la pillola con frasi di circostanza, le fanno pesare il suo far nulla. Come si dice oltre al danno, la beffa.

E poi vogliamo metterci l’avere una relazione sentimentale?

La situazione italiana (imposta dalla societA� e alquanto fittizia) A? questa: ti diplomi, vai all’universitA� (perchA� se inizi a lavorare a 18 anniA� non hai futuro, sei un buon a nulla, farai il barista/cameriere/commesso a vita), ti laurei, trovi un buon lavoro, ti sposi, hai dei figli (in un’etA� che sia accettabile per le donne, altrimenti occhi al cielo: fai un figlio a 35/40 anni?) e vivi la tua vita cosA� scandita dal lavoro e dalla famiglia. Questa invece A? la situazione italiana (reale): ti diplomi, vai all’universitA�, passi dai 3 ai 5 anni sui libri senza vedere come realmente funzionino le cose, finalmente ti laurei e devi fare esperienza. Ed ecco che comincia l’invio spasmodico di curriculum http://davidgagnonblog.com/?p=4274 ad aziende e affini per trovare uno stage, ma per fare uno stage (che ti serve ad acquisire esperienza) devi avere esperienza (?).

Se sei fortunato verso i 35 anni inizierai ad avere un lavoro abbastanza stabile da permetterti di pagare l’affitto, e il matrimonio? E i figli? La societA� dice che non posso averli oltre i 35 anni. E se in tutti questi anni ci metti una convivenza, con gli alti e i bassi del lavoro, con i bassi (e basta) della nostra situazione economica dove un contratto a tempo indeterminato sembra essere un miraggio, allora capirete che pensare a costruire una famiglia (degna del suo nome, ma ormai non ne esistono quasi piA?) A? un’impresa non difficile ma quasi impossibile. Quindi desiderio di una relazione sentimentale stabile e di un lavoro appagante purtroppo sono come i binari di un treno. C’A? anche da dire che oggi non tutti i giovani hanno un degno esempio di famiglia, alzi la mano chi non conosce almeno due coppie di divorziati. Lo sapete che nel 2009 le separazioni sono aumentate del 2,1% e i divorzi dello 0,2% dell’anno precedente? Vuol dire che nel 2009 quasi 55.000 persone in piA? hanno divorziato. Di questo passo i figli dei miei figli non sapranno il concetto di nucleo familiare.

E la situazione non cambierA�. A meno che il cambiamento non venga da noi. Si prende il coraggio e lo si impacchetta insieme alle valigie e si parte. C’A? chi questo coraggio ce l’ha avuto, ha fatto tanti e tanti sacrifici e anche se ha dovuto Claritin clear price imparare una nuova lingua, a gestire una casa ed affrontare le difficoltA� di un nuovo lavoro, almeno adesso A? felice. Io sono una forte sostenitrice della felicitA�.

Il mio motto A?: trova anche una piccolissima cosa che ti renda felice ogni giorno, e lo sarai tutti i giorni. Sei felice se vai contro i dogmi imposti da questa societA� cosA� arcaica? Fallo. Non credi nel sacramento del matrimonio? Non farlo. Vuoi un figlio dopo i 35 anni? Fallo. Cerchiamo di crearci il nostro a�?campo di yogaa�?.CosA� come Lauren che si A? trasferita addirittura oltreoceano, ma A? piA? che felice dopo aver scardinato i ruoli della coppia, bevendo vino sul suo economico divano. E se dopo averle provate tutte abbiamo fallito, beh almeno potremo dire di aver provato ad essere felici.

Quanti di voi in questo momento possono dire di aver fatto lo stesso?

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Per leggere l’articolo originale diA�Lauren Westerfield:A�Flexible Lives, Flexible RelationshipsA�tradotto in italiano scarica gratis l’e-bookA�Condividi o MuoriA�cliccando qui in basso.

L’articolo originale A? stato pubblicato nel libro di Sheareble A�Share or DieA�A�che A? possibile acquistareA�su Amazon in versioneA�e-bookA�o in bossura cliccando sull’immagine.

 

Di Martina Papa e Jessica Coppola

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