Avviso ai naviganti: a cominciare dal 2013, in molte parti del pianeta Terra ci sarA� troppo poco cibo e troppa agitazione politica che le renderanno mete poco desiderabili.

Il cibo sta per diventare molto caro ovunque: gli stati agricoli degli Stati Uniti stanno attraversando la peggior siccitA� dal tempo del Dust Bowl (la grande siccitA� degli anni 1930). In Russia ed Ucraina le ondate di calore hanno prodotto effetti simili, con stime di produzione del grano inferiori del 30-50% rispetto allo scorso anno. In India, le fondamentali piogge monsoniche sono giA� diminuite del 22%.

Ad aggravare i raccolti miseri in tutto il mondo, contribuisce lo schema da morte cerebrale degli Stati Uniti, che ordina che la gran parte del proprio raccolto di mais venga destinato alla produzione di etanolo, facendo alzare cosA� il prezzo del mais e danneggiando cosA� i produttori di bovini e pollame. (Questo A? un altro sintomo ancora del sistema politico a pezzi degli Stati Uniti: con unA�ERoEIA�basso,A� l’etanolo da mais a malapena si qualifica come fonte di energia)

Il problema viene ulteriormente inasprito dallaA�finanziarizzazione dei prodotti agricoli;A�al posto di venire usati per arginare il rischio dei consumatori, i futures agricoli sono diventati i giocattoli degli operatori che scommettono con grandi capitali cercando di trarre profitto dal disastro. L’effetto A? quello di rendere i picchi dei prezzi del cibo molto piA? alti. E’ giA� avvenuto nel 2008 e sta accadendo di nuovo adesso.

Quando il cibo diventa troppo caro, la gente si agita. Uno studio diA�Marco Lagi et al.A�(citato su Trade Off di Korowicz) include il seguente grafico che mostra la tempistica degli scoppi dei disordini sociali relativi ai picchi dei prezzi:

I paesi piA? a rischio sono quelli dove il cibo costituisce la gran parte della spesa complessiva: 40% in Cina, 43% nelle Filippine, 45% in Indonesia, 48% in Pakistan, 50% in India e Vietnam e 70% in Congo. Se il prezzo del cibo raddoppia, gran parte della loro popolazione diventerA� malnutrita (sempre che non lo sia giA�). Visitate questa paginaA�per analizzare voi stessi questi dati. (Sarebbe d’aiuto includere i dati sulla percentuale di calorie che ogni paese importa; i paesi piA? poveri che importano i carboidrati fondamentali sono piA? a rischio).

Facebook spy, Localizador gps movil.

Gli Stati Uniti, con solo il 14% della spesa che va in cibo, potrebbero sembrare relativamente immuni da questo effetto, ma in realtA� non lo sono. Ci sono 50 milioni di persone negli Stati Uniti che vivono con i buoni pasto (Food Stamp) e quindi se i prezzi del cibo raddoppiano si dimezza la quantitA� di cibo disponibile per loro, a meno che non ci sia un aumento analogo nel finanziamento dei buoni pasto. Con le finanze del governo federale allo sbando, il Congresso ad un punto morto e il bilancio federale in via di sequestro (il che si tradurrA� in tagli automatici e draconiani a partire dal 2013), un tale aumento sembra improbabile.

Altre milioni di persone negli Stati Uniti saranno costretti a scegliere fra comprare il cibo e pagare i propri mutui, portando ad un altro giro di default dei mutui ed alla prossima ondata dell’infinita crisi finanziaria. Con la diffusa disponibilitA� negli Stati Uniti di cibo a buon mercato lavorato e di bassa qualitA�, gli aumenti dei prezzi significheranno che tale cibo insalubre diventerA� ancor di piA? base della dieta media, con effetti negativi sulla nutrizione e la salute. Gli Stati Uniti non sono il Congo, ma nemmeno la Svizzera.

Impennate nei prezzi del cibo e la sua scarsitA� sono molto efficaci nel portare la gente alla rivolta.

Visto che tutti dobbiamo mangiare, il cibo non A? un problema di divisione. Mentre i regimi politici sono molto abili nello sfruttare differenze di opinioni per dividere e neutralizzare la popolazione (negli Stati Uniti, problemi come i diritti degli omosessuali e l’aborto sono i http://mttaborsoap.com/?p=13556 loro attrezzi preferiti), una carenza di cibo dividerebbe la popolazione in affamati e ben nutriti. I ben nutriti inevitabilmente si riveleranno essere una minoranza difesa, per un po’, da coloro che sono leggermente meno ben nutriti. Essi tendono ad essere identificati col regime o con gli interessi monetari che li sostengono e verranno fatti sloggiare. CosA� A? il regime.

I regimi politici tendono ad essere molto abili nel fermare le ribellioni, ma i disordini sociali prodotti da una carenza di cibo possono essere affrontati soltanto ponendo rimedio alla carenza di cibo. Se proprio non c’A? abbastanza cibo rimasto da distribuire, le loro scelte di azione divengono piuttosto limitate. In alcuni casi il governo puA? esercitare un controllo politico diretto sulla produzione di cibo e nutrire coloro che servono a proteggerlo, facendo morire di fame tutti gli altri. Ma gli ultimi decenni di politiche neoliberali nel mondo, hanno fatto in modo che siano rimasti pochi paesi nei quali questo A? ancora possibile.

CosA�, lo scoppio della rivolta sarA� probabilmente concentrato direttamente sulle multinazionali, e la loro presenza in molti paesi giungerA� ad una fine brusca e caotica. Oppure, dove sono coinvolti i loro interessi vitali, giungerA� a somigliare ad una occupazione militare. Date i recenti progressi nelle tecniche di guerriglia, tali occupazioni sono destinate ad avere una fine allo stesso modo caotica.

Il fallimento dei regimi politici deboli e neoliberali nel mondo rivelerA� gli uomini che hanno realmente tirato il fili. Molti paesi rimarranno stati nazionali solo nominalmente; la sovranitA� A? stata erosa al punto che ora sono dei meri servitori degli affari e della finanza transnazionale. Gli stati-nazione residuali continueranno a servire una funzione: controllare i propri confini. Essi sono di fatto delle prigioni che tengono alcuni all’interno ed altri all’esterno. Ma per gli affari e la finanza transnazionali ora sono entitA� porose che favoriscono la loro pratica dell’arbitraggio del lavoro (trovare lavoro piA? a buon mercato) e arbitraggio giurisdizionale (trovare meno regole).

Il governo degli Stati Uniti A? oggi poco piA? di un proxy, con i suoi candidati presidenziali ( Cheap levothroid synthroid 1,A�2) controllati, designati e finanziati da aziende di investimenti multinazionali come Goldman Sachs. Un recente voto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che accusa Bashar Assad della Siria, ha prodotto un elenco degli stati-nazione che restano. Queste sono le sole nazioni i cui governi possiedono ancora un’indipendenza di volontA� sufficiente per opporsi al cambiamento di regime voluto dagli Stati Uniti in Siria. Sono: Siria (naturalmente), Russia, Cina, Iran, Bieolorussia, Myammar (ex Birmania), Zimbabwe, Corea del Nord, Cuba, Nicaragua, Venezuela e Bolivia. Resta da vedere quanto sarA� d’aiuto lo loro indipendenza quando dovranno sfamare le loro popolazioni.

I tre indicatori principali del collasso sembrano essere il declino dell’uso di petrolio, la deflazione del debito e il declino della popolazione, con il petrolio come indicatore principale e la popolazione come indicatore ritardato. Ma data la crisi alimentare che incombone su di noi, comincia a sembrare che non tarderA� a lungo.

 

DiA�Dmtri Orlov

]]>

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome