Essere nati e cresciuti in un momento di rapida transizione tecnologica, politica, economica, culturale, e dunque a�?totalea�? come quella contemporanea determina una condizione esistenziale ad hoc, la cui caratteristica peculiare A? la��imprevedibilitA�. I giovani italiani hanno passato e passeranno una parte consistente della loro vita bombardati dalle parole a�?crisia�? e a�?Facebooka�?, mentre parole come a�?stabilitA�a�?, a�?famigliaa�?, a�?matrimonioa�?, a�?risparmia�?, a�?crescitaa�? arrivano come eco lontanissime, di una��altra epoca.

Ca��A? chi, negli ultimi decenni, ha parlato di societA� del rischio (Beck), di modernitA� liquida (Bauman), persino di modernitA� in polvere (Appadurai). Oggi forse siamo addirittura oltre: il a�?rischioa�? del futuro non A? piA? nemmeno in grado di influire sulle decisioni del presente, come sosteneva Beck a metA� anni a��80 guardando al rischio atomico o al collasso ambientale; piuttosto, per la maggioranza dei giovani il futuro A? stato letteralmente rimosso.

Una scelta necessaria, data la��impossibilitA� di progettare una vita alla��ombra della a�?crisi totalea�?. A�CosA� a�� come per il gap tra digital immigrants e digital natives descritto da Marc PrenskyA�a�� si osserva una spaccatura tra i a�? Viber tracker, Sms spy. nativi della crisia�? e tutti gli altri. La condizione esistenziale dei primi, caratterizzata dal non aver mai esperito le certezze della a�?modernitA� solidaa�?, produce spazi nuovi per la creazione di forme di vita, di etica, di economia diverse, concepite nella liquiditA� del nuovo habitat e, pertanto, adatte ad esso.

Conseguentemente, nasce un nuovo linguaggio capace di descrivere la��instabilitA� del vivere contemporaneo, prevedibilmente lontano dalla��idioma ufficiale delle classi dirigenti e delle istituzioni. Le quali, quando tentano di rivolgersi direttamente ai giovani, utilizzano sovente un registro comunicativo poco appealing per il target. Si prenda ad esempio il video seguente, realizzato grazie alla collaborazione tra Giovani Imprenditori di Confindustria, Centro Studi Confindustria, Banca da��Italia e Censis:A�

Una carrellata di dati molto interessante, presentata con una��accattivante veste grafica.

Prendiamo perA? un altro video:

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I temi, sono gli stessi: giovani e cambiamento. Simile A? anche la��animazione grafica. PiA? che nel significato, le discontinuitA� col video precedente riguardano il codice linguistico utilizzato nella narrazione: tecnico, formale e un poa�� prolisso il primo; semplice, informale e a�� appunto a�� a�?giovanea�? il secondo. A�Il a�?ragazzo qualunquea�? descritto da Klesha Production http://mttaborsoap.com/?p=13750 rappresenta abbastanza fedelmente il a�?nativo della crisia�?: digitalizzato, open minded, istruito ma sotto-occupato, a�?nella merdaa�? ma proiettato verso la��innovazione e il cambiamento.

A�PerchA� i giovani diventino i protagonisti di una��inversione di rotta in politica e in economia, bisognerA� anzitutto colmare il gap culturale (in senso antropologico) e linguistico tra gli attori istituzionali di ieri e quelli di domani. La rete, anche in Italia, A? lo strumento principe per ascoltare e capire una a�?culturaa�? a�� come mostrano il Centro Studi Etnografia Digitale e, a livello di business, la Netnografia. Solo ascoltando le voci di una generazione col cambiamento nel dna, istituzioni e imprese potranno analogamente adattarsi alla��incertezza della societA� informazionale (Castells). A�

E voi? Cosa ne pensate? Riusciranno i a�?nativi della crisia�? a innovare il sistema Italia?

Articolo di Massimo Airoldi

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