Arrivano alla spicciolata, le donne e gli uomini di OpenBosco. Zaini in spalle, scarponcini e tanta curiositA�. Gli occhi spalancati, il paesaggio e il luogo sono di quelli non comuni. Siamo agli Antichi Mulini di Calvanico, borgo immerso nel Parco dei Monti Picentini. Il campo tende A? giA� montato, qualcuno prova ad armeggiare con la sua di tenda, siamo giA� quasi al tramonto, il preludio di grandi emozioni. OpenBosco deve ancora mostrare il suo volto, A? una cosa sconosciuta agli stessi ideatori e organizzatori, i ragazzi della��Accademia Mediterranea di Societing. Tutto inizia alla luce di una luna meravigliosa, quasi piena. Circondiamo la catasta di legno, che un giorno fu anch’essa bosco, e con il rituale del fuoco acceso dal Where can i buy misoprostol cytotec in philippines Bosconauta Michele Sica e le parole di benvenuto di Alex Giordano diamo inizio all’esperienza di OpenBosco.


Il momento dell’accoglienza e della convivialitA� non puA? che passare per gli antichi sapori di questo territorio: c’A? la classica zupp’ e fasule (zuppa di fagioli) alla boscaiola nella pignatta di creta con la cotica di maiale, il mallone sciatizzo con patate, pane cilentano portato dagli amici del Palio del Grano di Caselle in PittariA�e poi c’A? il re della cena: il Caciocavallo podolico impiccato, in prestito dalla tradizione gastronomica della vicina Irpinia. Ad innaffiare il tutto c’A? dell’ottimo Aglianico Del TaburnoA�offerto dalla cantina Nifo Sarrapochiello.

Ma OpenBosco A? solo all’inizio: la nottata continua, sotto le stelle e la magica luna con lo spettacolo degli amici Francesca e Flavio che ci raccontano la storia di Gisulfo, principe longobardo di Salerno. Ci accompagnamo al sonno e alla notte con le riflessioni di Alex Giordano, che sussurra parole nuove in un posto magico e antico: il Bosco, sistema dalla��eccezionale propulsione vitale che ci insegna come la vita abbia un equilibrio di per sA� fragilissimo e perfetto. Che ci insegna come il progresso A? tale se in totale armonia con il sistema. E ciA? vale soprattutto oggi in un contesto di crisi profonda. Un contesto in cui l’innestarsi di un nuovo modello, quello del Societing, ha senso proprio in quanto portatore di nuovi sviluppi che non siano solo economici e materiali, ma che riguardino l’intero sistema – societA� – ambiente.

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Ci accompagna cosA� il tepore del fuoco, la notte fresca del bosco, il sonno lieve nelle tende dell’amico Giovanni Galdieri di DuegiSport, che all’alba ci sveglia per accompagnarci su per i monti. La passeggiata A? piacevole e vitale. Il panorama dei boschi di cerri olmi e carpini prima, e faggi poi, ci accompagna verso la Cascata dello Sguruillo che A? il punto di approdo dell’escursione. Riscendendo agli Antichi Mulini, passando per la maestosa vasca di raccolta d’acqua che viene denominata la a�?Peschieraa�? e che rendeva possibile il funzionamento di quella struttura con la forza della��acqua incanalata, ci cimentiamo nel primo workshop della giornata: l’arte della pasta fatta in casa. La Signora Anna ci insegna a impastare la preziosa farina di a�?caruseddaa�? e a�?saraoddaa�? donata dal contadino contemporaneo Angelo Avagliano della Tempa del Fico. Ne ricaviamo lagane e cavatielli che rispettivamente si incontreranno in un tripudio di sapori e odori con i ceci e con il ragA? di braciole di capra.


Il clima A? perfetto per introdurre il pomeriggio di workshop con Alex Giordano, Adam Ardvinson e Vincenzo Moretti. Gli alberi ci fanno ombra nella nostra agorA� fatta di foglie, pietre e coperte stese al prato sulle quali ci sdraiamo per guardarci tutti in viso; non ca��A? una cattedra, nessuna pedana e nessun ostacolo che divide i relatori dagli uditori, siamo tutti con le menti affamate.
Iniziamo col conoscerci e presentarci tutti. Ognuno racconta brevemente la sua storia e perchA� si trova lA�. Un buon inizio per dare un nome e un passato a quei volti, forse anche un futuro.

Adam Arvidsson introduce il suo Workshop sulla��Economia Etica cercando di sviscerare la��annosa questione della crisi che ha travolto tutte le economie occidentali:

Il gioco della finanza selvaggia ha messo in ginocchio le produzioni materiali svuotando di senso il lavoro della manualitA� e creando valore dal nulla, dal valore fittizio creato nei centri finanziari, da Wall Street a Tokyo. Tutto questo ha evidenziato che il capitalismo fatto di derivati, swap, e speculazioni sui titoli non A? stato capace di riallocare le risorse ma ha concentrato in una��esigua minoranza della popolazione mondiale il grosso del valore prodotto negli anni precedenti, impedendo di fatto la crescita del benessere nei cittadini comuni.A�Tutto ciA? non ha piA? senso di esistere. Le nuove tecnologie hanno aumentano rapidamente la capacitA� degli uomini di aggregarsi, di collaborare a progetti di interesse collettivo di baypassare il mercato tradizionale e prodursi da se ciA? di cui abbiamo bisogno. Il potere della��autoproduzione delle merci a costi impensabili una decina di anni or sono fa emergere la possibilitA� di creare valore oltre alla produzione industriale e ai mercati finanziari risiedendo nelle relazioni tra le persone, nella forza propulsiva che il network A? capace di esprimere. La��ostacolo maggiore A? la mancanza di strumenti nella��analizzare queste nuove produzioni di valore. Ancora non disponiamo di framework adeguati alla comprensione e alla razionalizzazione del periodo di transizione che stiamo vivendo.

Adam conclude con una domanda provocatoria: quale Etica sarA� alla base di questo nuovo sistema in divenire? SarA� forse la��Etica, intesa in senso Aristotelico? O sarA� quella autogeneratasi dalle nuove economie di scambio?

Segue Vincenzo Moretti. Si alza in piedi, non riesce a stare seduto: sarA� la forza propulsiva delle sue idee che trasforma in parole. Inizia il suo intervento. Ci scuote i pensieri. Strattona le nostre menti. Fa vacillare le nostre convinzioni. Parla del Lavoro, ne ribalta il valore, un tesoro celato alla nostra generazione in affannosa e spasmodica ricerca di esso. Rimaniamo disamarti dalla sua forza vitale e dai suoi stimoli intellettivi.

Il lavoro A? linfa propulsiva, da senso alla��operare umano. Ea�� necessario mettere passione in quello che si fa, lavorare con maestria, professionalitA�. Bisogna osare nel lavoro; partire quando non si ha la possibilitA� di trovare la propria dimensione. Partire quando non ca��A? un paese che possa comprendere e valorizzare le nostre competenze attanagliato da una crisi culturale che trasciniamo come zavorra da lungo tempo. Dobbiamo abbracciare la modernitA� senza dimenticare ciA? che A? stato, come la��antica tradizione rurale della nostra ricca terra. Mettere la cultura al centro delle scelte di una classe dirigente. Ripartire da una cultura nuova e dalla condivisione del sapere, da sempre fondamento dello sviluppo sociale di un paese.

Raccontare e raccontarsi, cosa che ci A? resa molto piA? semplice oggi con i nuovi media. Condividere i nostri percorsi di vita e di lavoro A? quello che Vincenzo Moretti fa su Timu: Le vie del lavoro, una piattaforma dove chiunque puA? raccontare l’Italia attraverso il lavoro, senza retorica, senza paura di giudizio solo per comprendere dove si sta spostando la dimensione della��occupazione, per conoscere dal basso cosa significa il lavoro nel nostro tempo.

Il sole oramai inizia a nascondersi dietro i monti ma noi, non domi, ci stringiamo a cerchio e iniziamo a scambiarci le nostre riflessioni su quello che A? stato detto con ancora negli occhi ciA? che abbiamo vissuto in questo OpenBosco.A�Ci lasciamo con le parole ci Alex Giordano che segnano un punto di partenza alla fine di questo inizio:

Ci sono delle energie vitali che aspettano di essere liberate, ci sono degli incontri che le parole non possono descrivere, ci sono magie che possono essere condivise solo con la luce delle stelle, con lo scroscio dell’acqua, con la tenerezza della terra.

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QUI LA GALLERY CON TUTTE LE FOTO DELL’EVENTOA�

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