Parliamo spesso di Green Economy come una svolta positiva, quasi come una necessitA�, vista la situazione che viviamo tutti i giorni. PerA? potrebbero esserci degli elementi che non abbiamo considerato. E poi, A? sempre meglio ascoltare altri di punti di vista. A tal proposito, questo articolo pubblicato sul sito del Transnational Institute (un collettivo di studiosi attivisti da tutto il mondo) ci offre degli spunti di riflessione interessanti. E se la Green Economy non fosse proprio tutta rose e fiori? Lo abbiamo tradotto per voi, che ne pensate?

La��attuale crisi ambientale e climatica non A? semplicemente un fallimento del mercato perchA� la natura non A? soltanto una forma di capitale. Dare un prezzo alla natura con la��etichetta di a�?Green Economya�? A? un tentativo di espandere la��influenza dei capitali finanziari e privatizzare il nostro pianeta.

Oggi siamo di fronte a grandi rischi a�� addirittura una crisi di civiltA� a�� che si manifestano in tante dimensioni e vengono esacerbati da ineguaglianze senza precedenti.A� Sistemi ed istituzioni che sostengono la vita e la societA� a�� come i produttori di cibo ed energia, per il clima e la biodiversitA�, anche le istituzioni economiche e democratiche – sono sotto attacco o stanno per crollare.

Negli anni a��80, davanti ad una crisi di profittabilitA�, il capitalismo ha lanciato una massiccia offensiva contro i lavoratori e la gente, cercando di aumentare i profitti espandendo i mercati e riducendo i costi tramite commercio e le liberalizzazioni finanziarie, la flessibilizzazione del lavoro e la privatizzazione del settore pubblico. Questa enorme modifica strutturale A? nota come Washington Consensus.

Oggi, messo di fronte ad una crisi ancora piA? complessa e profonda, il capitalismo lancia un nuovo attacco che unisce le vecchie misure di austerity del Washington Consensus a�� come sta accadendo in Europa a�� con una��offensiva per creare nuove fonti di profitto e crescita tramite la Green Economy. Anche se il capitalismo si A? sempre basato sullo sfruttamento del lavoro e della natura, questa nuova fase di espansione ha la��obiettivo di http://www.myworldtourclub.com/archives/24557 sfruttare e fare profitto dando un prezzo alle capacitA� essenziali che ha la natura di generare vita.

La��Earth Summit di Rio de Janeiro nel 1992 ha istituzionalizzato delle basi importanti per la cooperazione internazionale sullo sviluppo sostenibile, come il pagamento da parte di chi inquina, responsabilitA� in comune ma differenziate e il principio di precauzionalitA�. Ma Rio ha istituzionalizzato anche il concetto di a�?sviluppo sostenibilea�? basato sulla a�?crescita sostenibilea�?. Nel 1922 le Convenzioni di Rio hanno riconosciuto per la prima volta i diritti delle comunitA� indigene e i loro contributi essenziali nella preservazione della biodiversitA�. PerA?, negli stessi documenti, i paesi industrializzati e le multinazionali hanno ricevuto la garanzia che i semi e le risorse genetiche che avevano conquistato durante i secoli delle dominazioni coloniali sarebbero stati protetti mediante diritti sulla proprietA� intellettuale.

Nel 2012 il tutto continua. La Green Economy A? un tentativo di espandere il potere del capitale finanziario e integrare nel mercato tutto ciA? che resta della natura. La Green Economy punta a fare questo assegnando un a�?valorea�? o un a�?prezzoa�? alle biomasse, biodiversitA� e alle funzioni degli ecosistemi a�� come la��accumulare il carbonio, impollinare le spighe, o filtrare la��acqua a�� col fine di integrare questi a�?servizia�? come unitA� da scambiare sul mercato finanziario.
Chi e cosa ca��A? dietro lo Zero Draft?

Il documento finale dello Zero Draft per la Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile di Rio (con +20 paesi della��ONU) A? stato chiamato a�?Il futuro che vogliamoa�?. [1] Al centro di questo breve testo ca��A? la sezione a�?La green economy nel contesto dello sviluppo sostenibile e dello sradicamento della povertA�.a�?

La Green Economy A? un progetto globale con la��ambizioso traguardo di dissociare la crescita economica dal deterioramento ambientale tramite un capitalismo tridimensionale che include il capitale fisico, il capitale umano e quello naturale (fiumi, paludi, foreste, barriere coralline, diversitA� biologica ed altri elementi). Per la Green Economy, la crisi alimentare, del clima e quella energetica hanno una caratteristica in comune: la��allocazione sbagliata del capitale. Ne risulta che la Green Economy tratta la natura come un capitale a�� il capitale naturalea�?. La Green Economy considera essenziale dare un prezzo ai servizi gratuiti che le piante, gli animali e gli ecosistemi offrono alla��umanitA� per a�?gestire in modo sostenibilea�? la biodiversitA�, la purificazione della��acqua, la��impollinazione delle piante, la protezione delle barriere coralline e la regolazione del clima. Per la Green Economy A? necessario identificare le funzioni specifiche degli ecosistemi e la biodiversitA� ed assegnare loro un valore monetario, valutare le loro condizioni attuali, fissare un limite oltre il quale cesseranno di funzionare, e concretizzare in termini economici il costo della loro conservazione per sviluppare un mercato per ogni determinato servizio ambientale. Per la Green Economy, gli strumenti del mercato sono potenti mezzi per gestire a�?la��invisibilitA� economica della natura.a�?

Lo Zero Draft a�� cosA� come tutti gli attacchi malvagi del capitalismo a�� A? pieno di generalizzazioni che nascondono le intenzioni reali. Dietro lo Zero Draft ca��A? il rapporto UNEP Verso una Green Economy del 2011: Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication that shows clearly the ultimate goal of achieving a�?green capitalisma�?. [2]

Gli obiettivi principali della Green Economy Business plan sono i paesi in via di sviluppo, dove ca��A? maggiore biodiversitA�. Lo Zero Draft riconosce anche che un nuovo round di a�?modifiche strutturalia�? sarA� necessario: a�?i paesi in via di sviluppo affrontano grandi sfide per sradicare la povertA� e sostenere la crescita, e un passaggio alla green economy richiederA� modifiche strutturali che potrebbero significare costi addizionali alle loro economiea��a�?.

PerA? la Green Economy non A? una proiezione nel futuro: A? giA� qui. Come dichiarato nello Zero Draft, a�?Supportiamo gli ordinamenti politici e gli strumenti di mercato che rallentano, fermano e capovolgono efficacemente la deforestazione e la degradazione delle forestea�?. Ci si riferisce al REDD (Reducing Emissions through Deforestation and Forest Degradation) , una��iniziativa della UNFCCC che consiste nella��isolare e misurare la capacitA� delle foreste di catturare e conservare il diossido di carbonio col fine di emettere dei certificati per Write my paper la riduzione delle emissioni di gas tossici, commerciabili ed acquistabili dai paesi sviluppati che non riescono a rispettare i loro obblighi di riduzione delle emissioni. Abbiamo giA� visto che il mercato dei carbon credits basato sulle foreste porterA� a: a) inadempienza degli effettivi impegni di riduzione delle emissioni presi dai paesi sviluppati; b) le risorse diverranno proprietA� degli intermediari e dei gruppi finanziari e raramente porteranno benefici ai paesi, alle popolazioni indigene e alle stesse foreste; c) si genereranno bolle speculative basate sulla vendita e la��acquisto dei suddetti certificati; d) si stabiliranno nuovi diritti di proprietA� sulla capacitA� delle foreste di catturare il CO2, che andranno in conflitto con i diritti sovrani degli Stati e delle popolazioni indigene che abitano le foreste.

I postulati promossi dalla Green Economy sono sbagliati. La��attuale crisi ambientale e climatica non A? un semplice fallimento del mercato. La soluzione non A? mettere un prezzo sulla natura. La natura non A? una forma di capitale. Ea�� sbagliato dire che diamo valore solo a ciA? che ha un prezzo, un proprietario, e genera profitto. I meccanismi di mercato che permettono gli scambi tra esseri umani e nazioni si sono dimostrati incapaci di contribuire ad una��equa distribuzione della ricchezza. La sfida principale per sradicare la povertA� non A? crescere per sempre, ma raggiungere una una��equa distribuzione della ricchezza che sia praticabile senza andare oltre i limiti del sistema Terra. In un mondo in cui la��1% della popolazione controlla il 50% della ricchezza del pianeta, non sarA� possibile sradicare la povertA� o ripristinare la��armonia con la natura.

La Green Economy A? una cinica ed opportunistica manipolazione delle crisi ecologiche e sociali. Invece di rivolgersi alle vere cause strutturali della��ineguaglianza e delle ingiustizie, il capitalismo sta usando il linguaggio a�?greena�? per lanciare una nuova fase di espansione. Le multinazionali e il settore finanziario hanno bisogno che i governi istituzionalizzino le nuove leggi della Green Economy per avere una garanzia contro i rischi e per creare la struttura istituzionale per la finanziarizzazione della natura. Molti governi sono complici in questo progetto poichA� credono che stimolerA� una nuova fase di crescita ed accumulazione.

La Green Economy non A? il futuro che NOI vogliamo.

[1] http://www.uncsd2012.org/rio20/index.php?page=view&type=12&nr=324&menu=23
[2] UNEP, 2011, Towards a Green Economy: Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication, www.unep.org/greeneconomy

 

Foto di Vinothchandar

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