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Diversi economisti attenti all’innovazione come Jeremy Rifkin, Yochai Benkler, Michel Bauwens hanno concluso che A�la terza rivoluzione industriale A? alle porte.A�

Il mercato nascente della stampa 3D dischiude nuove frontiere economiche, mettendo in discussione quella che A? la��egemonia industriale e ritornando ad un nuovo mondo artigianale, questa volta perA? con le tecnologie del terzo millennio (avevamo portato la��esempio di Kenta��s Strapper A�e dei Fablab) e con le risorse della��open sourcing o del crowdsourcing. Fino a ieri l’approccio proprietario era dominante: le compagnie possedevano i brevetti per le innovazioni e li custodivano gelosamente, erigendo solide barriere verso l’esterno. Oggi invece con la diffusione di software come Linux o Apache la direzione A? quella di un’apertura sempre maggiore, verso una A�Commons-Based Peer Production,A� che vuole descrivere una A�nuova produzione socio-economica dove l’energia creativa di un grande numero di persone A? coordinata (grazie ad Internet) in grandi, significativi progetti, senza la presenza di strutture gerarchiche e dove i processi decisionali siano distribuiti tra tutti i membri del gruppo.A�

I diversi corsi che stanno prendendo piede (vi abbiamo segnalato una Summer School e un Workshop) dimostrano che, seppur ancora elitario, esiste un mercato che va nella direzione della democratizzazione del processo creativo.

LA RICERCA

Da una recente ricercaA�risulta che i principali utilizzatori delle stampanti 3D sono uomini sopra i 30 anni europei (50%) o nord americani (quasi per il 38%), che hanno conseguito un titolo di istruzione superiore (per il 56% dei casi).

La maggior parte degli utilizzatori delle stampanti 3D si identificano nel movimento dei makers e una piccola parte di essi in quello dellaA�peer production, definita come A�un sistema socio-economico di produzione che sta emergendo nell’ambiente digitale e interconnesso, che usa risorse condivise e prende le decisioni di mercato in maniera distribuita.A�A�

Gli scopi principali sembrano essere quella del puro divertimento o quella dei benefici diretti che si ottengono; le stampanti 3D sono usate principalmente per la produzione di modelli funzionali e oggetti artistici. Comuque, il prodotto finale, viene dopo l’importanza di un approccio educativo e la produzione di singole parti di un oggetto. Questo significa che le stampanti 3D sono qualcosa in piA? rispetto ad una tecnologia del prototipo: la direzione A? quella dell’immissione sul mercato di massa.

Generic synthroid fillers

La motivazione Android keylogger, Spyware iphone. principale, invece, A? quella del A�capire come funziona il servizio, seguita da altre motivazioni:

ECOSISTEMA IMMATURO

Come tutte le nuove tecnologie, anche le stampanti 3D e la��ecosistema interconnesso (composto da sviluppatori software, hardware providers, volontari che gestiscono le community, service provider e utenti finali) incontrano delle barriere che hanno bisogno di essere ottimizzate. Tre sono le principali carenze che si riscontrano:

  • Organizzazione a�?a collo di bottigliaa��, che causa altri inconvenienti secondari come la mancanza di documentazione appropriata, mancanza di controlli di qualitA� oppure di test sui prodotti;
  • Processi complicati: ca��A? bisogno di molti pezzi e di software non accessibili per i principianti);
  • UsabilitA� e affidabilitA� scarse: ad esempio il software open source CAD/CAM va a rilento nello sviluppo delle caratteristiche e della��usabilitA� se paragonato ad uno commerciale.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche tecniche, dalla ricerca A? risultato il desiderio di sviluppare le stampanti in queste direzioni:

A�TEORIZZANDO UN MODELLO DI ECOSISTEMA PER LE STAMPANTI 3D

A�Sui risultati della ricerca e con le osservazioni della community, A? stato teorizzato un semplice modello di ecosistema, che rappresenta un circolo continui e i cui protagonisti sono:

  • Developer Comunity: coloro che innovano e creano nuove caratteristiche;
  • Hardware Vendors: adattano alcune innovazioni ai prodotti e assemblano le stampanti per i nuovi utilizzatori;
  • Early Adopters: testano, verificano e convalidano le nuove caratteristiche delle stampanti, utilizzandole prima che diventino prodotti ad ampio consumo;
  • Service Providers: fanno in modo che i nuovi modelli vengano messi in circolazione;
  • End Users: sono gli utilizzatori finali, che aiutano con i loro feedback lo sviluppo del processo di assemblaggio delle macchine.A�

A�SCULPTEOA�

SculpteoA�A? un servizio online di stampa 3D online: una volta ricevuto il progetto dagli utenti stessi (che non rimangono dunque solo utilizzatori finali ma diventano cosA� co-creatori), elabora una rapita prototipazione e produce l’oggetto, recapitandolo direttamente a casa.A�

Sculpteo sta lavorando per sviluppare la stampa 3D in tre diverse direzioni:

  • Arte;A�
  • Customizzazione di massa;
  • Prodotti finali.

Per facilitare il tutto, A? possibile anche creare il proprio oggetto con una semplice App.

E voi, cosa pensate di http://www.myworldtourclub.com/archives/24545 questa ricerca? In quale comportamento/atteggiamento vi identificate? Siete pronti a produrre da soli i vostri oggetti?

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