La risoluzione di un problema composito, come ad esempio una��equazione matematica a piA?A�variabili, spesso A?A�possibile solo qualora si possa scomporre il quesito in mini termini. La conoscenza di questi elementi di base, ci permette non solo di dare un senso alla combinazione di essi nel sistema, ma ci permette di guardare anche oltre il caso specifico cosA�A�da ragionare ad un piano da��astrazione notevolmente maggiore.

Problema: in che modo cambiare il sistema socio-economico e politico che appaiono rispettivamente la��uno sempre piA?A�insostenibile Purchase tofranil generic e la��altro sempre piA? inadatto se non ancor peggio deleterio. Scomporre il problema potrebbe rappresentare una soluzione: in questo caso le stesse parole economia e politica sono termini composti che derivano dal greco antico:

  • http://caixaribeira.pt/purim-costumes-online/ I?a?�I?I?I?I?I?I?I�A�composto daA�I?a?�I?I?I�A�(oikos), a�?casaa�? inteso anche come a�?beni di famigliaa�?, eA�I?I?I?I?I�A�(nomos) a�?normaa�? o a�?leggea�? e quindi a�?regole della casaa�?
  • I�I?I�I?I�I?I?I?I�, politikA?s composta da poleis, in greco I�I?I�I?I�, e A�a�?cittA�a�?e I�I�I�I?I� (tA�chne), a�?artea�? nel senso di a�?periziaa�?, a�?saper farea�? e quindi la��arte di governare lo StatoA�(la polis per i greci rappresentava qualcosa di molto simile al concetto di stato).

Ebbene affinchA�A�cambi il sistema economico deve cambiare la casa, ancor prima che le norme. Stesso discorso vale per la politica, soprattutto per la politica. A cambiare prima di tutto deve essere la polis. La stessa polisA�A?A�composta da piA? elementi: consideriamo fondamentalmente al demos, il popolo, che dovrebbe in un regime di democratico essere il detentore del potere. Anche per democrazia (dal greco I?a?�I?I?I� (dA�mos): popolo e I?I?I�I�I?I� (crA�tos): potere, governo del popolo) vale sempre la stessa cosa, cambiare il demos innanzitutto.

Badiamo bene perA?: la��ordine cosA�A�come descrittoA�A?A�un fattore assolutamente vincolante nel processo di cambiamento. Sottovalutare questo vuol dire ambire soltanto ad un obiettivo finale di cambiamento, ignorando o peggio ancora mettendo in secondo piano le modalitA�, e le relative conseguenze, con le quali questo cambiamento avverrebbe.

Il caso relativo alla��economiaA�A?A�emblematico da questo punto di vista: nel corso della storia ciA?A�che ha determinato il reale passaggio da un sistema economico ad un altro sono stati i mutamenti del contesto, e dunque della casa: le norme si evolvono di conseguenza in modo da formalizzare il nuovo sistema, giA�A�tale de facto.

Concretamente: la��avvento della prima fase di industrializzazione ha generato prima di tutto un enorme mutamento contestuale; il progressivo abbandono delle campagne, la meccanizzazione di alcune fasi di lavorazione tali da consentire un aumento produttivo notevole.

CiA?A�ha causato un mutamento normativo del sistema: la��abolizione di un regime secolare secondo il quale la societA�A�era sostanzialmente divisa in padroni e contadini sottoposti (il feudalisimo) le cui basi posavano fondamentalmente sul bisogno reciproco e circolare: da un lato la proprietA�A�e la��amministrazione dei beni, dalla��altra la produzione. Il nuovo sistema appare non piA?A�esattamente circolare, proprio grazie alla��introduzione di nuovi fattori. Da un lato la produzione non sarA�A�piA?A�vincolata solo alla forza lavoro umana ma sempre piA?A�alle macchine. Dalla��altra la proprietA�A�non sarA�A�a solo appannaggio dei ceti nobili, ma in minima parte liberalizzata grazie alla��introduzione del salario come valore di scambio del lavoro, invece della sussistenza, e dunque la nascita di un economia di mercato.

Cambia il contesto, dunque, cambiano le norme che ne determinano la��ordine e la sopravvivenza. Non viceversa.

Viceversa vorrebbe dire cambiare le regole affinchA�A�cambi il contesto, affinchA�esso diventi migliore: ma come puA?A�il contesto accettare nuove norme e mutare senza che sostanzialmente non sia avvenuta alcuna modifica sostanziale nei componenti minimi che lo compongono?A�A?A�lA�, piuttosto, che dovrebbe avvenire il primo mutamento.

Come la��invenzione e la costruzione della prima macchina a vapore agli albori della��industrializzazione. Nulla sa��A?A�potuto contro la dirompente realtA�A�di un cambiamento cosA�A�evidente e profondo. E oggi, oggi che riteniamo sia giunto il momento di crisi di questo sistema economico-sociale e politico, dove sono, e quali sono, se vi sono, le nuove macchine a vapore? Il web? Certamente contribuirA�A�ma non basta! Il contesto si compone di molto altro: penso alla produzione energetica, a quella agro-alimentare, cosa e come stanno cambiando?

Non basta immaginare un mondo migliore, edulcorato, in cui la��agricoltura biologica ad esempio sostituirA�A�quella chimica-meccanica intensiva. Bisogna realizzare il mutamento, magari progettando nuove tecnologie produttive che siano efficienti e sostenibili, ma che funzionino bene e meglio di quelle attuali.

Solo cosA�A�si costringe il contesto a cambiare, a migliorarsi. Non si sfamano 10 miliardi di persone, quante saremo tra x anni, con le buone intenzioni: come ci insegna il mitico Angelo Avagliano, contadino contemporaneo (di cui presto spero potrA?A�raccontarvi dopo aver visitato la sua Tempa del Fico): a�?un contadino oggi deve tornare a vivere le terre per coltivarle e per essere sostenibile (e magari ridurre la dipendenza dai combustibili fossili visto che oggi in agricoltura per produrre 1caloria se ne bruciano 10 ndr); egli puA?A�coltivare e produrre beni alimentari in un rapporto che dovrebbe essere massimo di 1:10a�?. Questo vuol dire che il 10% della popolazione dovrebbe essere costituita da contadini che producono per il restante 90%.

Io, personalmente, mi candido e lavoro per far parte di quel 10%, e credo che la prospettiva non sia affatto cosA�A�malvagia, anzi! E voi?

http://associazione-tp.it/cost-ginette-35/

A�

di Michele Sica, Bosconauta

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