Nella baia di San Francisco nasce Local Food Lab, il primo incubatore di star-up per il cibo prodotto a livello locale e in modo sostenibile.

Nel mondo giornalmente aumenta la domanda di prodotti locali in quanto i consumatori hanno acquisito la consapevolezza sui vantaggi ambientali, economici e sociali nel fare scelte alimentari responsabili.

Le difficoltA� principali nella diffusione di prodotti locali A? relativa alla distribuzione della merce e le barriere d’entrata risultano ancora troppo elevate.

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Il Local Food Lab cerca di risolvere questi problemi creando uno spazio di lavoro collaborativo dove poter sviluppare la propria idea imprenditoriale sul cibo locale e avere un supporto di know how per sostenere la start-up; infatti il Lab viene fuori dalla Columbia Business School’s Eugene Lang Entrepreneurship Center,A�una sorta di incubatore di start-up per studenti.

L’idea A? quella di fornire agli imprenditori agricoli e alimentaristi strumenti per poter riprogettare, attraverso un modello collaborativo, tutta la produzione e la distribuzione dei prodotti che devono essere prodotti in territori vicini a dove verranno consumati.

Dal portale si legge che il Lab si propone A�di facilitare le pratiche commerciali cooperative attraverso un’associazione di imprenditori e membri della comunitA� dedicati alla creazione di una alternativa socialmente piA? giusta e rispettosa dell’ambiente al nostro sistema alimentare tradizionaleA�.

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A�Il progetto

I lavori del Local Food Lab inizieranno questa estate a Palo Alto (nel cuore della Silicon Valley), con un programma di quattro settimane in cui dall’idea imprenditoriale si passerA� a stilareA� un business plan per il lancio della start-up.

Il progetto sembra ambizioso anche se sicuramente ci saranno delle difficoltA� nel procurare finanziamenti da parte degli investitori in quanto gli introiti finanziari di una start-up alimentare non possono essere paragonati a quelli di una societA� tecnologica.

In autunno, il Lab si doterA� di uno spazio fisico piA? grande dotato di una cucina, spazio commerciale e di una serra. I fondatori auspicano che l’incubatore diventi solo un evento all’interno del progetto e che gli imprenditori agricoli possano pagare una quota annuale per avere l’accesso ai servizi che il Lab offre, rendendo il Local Food Lab non solo un incubatore di start-up e un centro di servizi ma, soprattutto, uno spazio di coworking.

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I benefici

Sicuramente invogliare la produzione di cibi locali aumenta l’appartenenza del consumatore al proprio territorio. Inoltre scegliendo di consumare alimenti locali, A�si ottengono numerosi benefici per la��ambiente. Si riduce il consumo di energie fossili derivate dal trasporto dei prodotti, si diminuisce la quantitA� di anidride carbonica immessa nella��aria e la produzione dei rifiuti. L’aspetto piA? importante rimane quello relativo alla creazione di un diverso sistema di produzione: si avvia un nuovo processo di rivalutazione del prodotto locale slegandolo dal gioco della produzione su larga scala (a vantaggio del prezzo e a discapito della qualitA�) e si invogliano nuove idee imprenditoriali ripartendo da quello che la terra puA? offrire.

Un’idea del genere potrebbe essere una bella spinta per rilanciare anche in Italia l’imprenditoria agroalimentare basata su merci prodotte in modo sostenibile, e applicare un modello efficiente (quello delle start-up tecnologiche) ad un settore che appare in grosso sviluppo nei prossimi decenni.

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Ora c’A? da guardare in prospettiva e chiedersi se anche nel nostro paese possa servire in incubatore per start-up agricole e se esiste giA� un progetto che possa essere definito tale?

Voi che ne pensate? SarA� un’idea vincente?

Conoscete qualche progetto simile al Local Food Lab in Italia?

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