Da alcuni giorni gira sui maggiori social network e sul web un video: Kony2012. Ha ottenuto tantissime visualizzazioni in poco tempo, e queste sembrano aumentare esponenzialmente, facendo divenire la campagna un fenomeno virale. Questo video ha attirato molte ovazioni e critiche, come A? normale che succeda dal momento che si prende una posizione forte e che riusciamo ad ottenere attenzioni.

Con questo post perA? cercherA? di non prendere una posizione sulla��attivitA� di Invisible Children; servirebbe una��attenta ed accurata riflessione per potersi fare una��idea solida, positiva o negativa che sia, sul suo operato, oltre che una��esperienza nel settore ed una conoscenza del territorio e della sua storia che io sicuramente non ho, e che penso in pochi abbiano.

Oltretutto navigando per la rete potrete sicuramente trovare alcuni post ed articoli molto interessanti ed obiettivi, pro e contro la��iniziativa, e farvi una vostra personale idea.

 

Vi sono diversi spunti di riflessione perA? emergenti dalla campagna Kony2012 che penso siano degni di essere trattati qui, nella speranza che si possa aprire una bella e costruttiva discussione.

Il primo punto di notevole interesse, a parer mio, A? che finalmente viene esplicato un ribaltamento, ancora in atto, di alcuni strumenti di potere ed influenza. Un ribaltamento che giA� oggi sta cambiando la storia e che sicuramente cambierA� il futuro della��umanitA� e del sistema in cui essa vive, che A? quello su cui si basa la��iniziativa per apportare il suo cambiamento.

Fino pochi anni fa, avevano un peso rilevante, per avere ed esercitare il potere, il denaro e le conoscenze. Oggi invece, con la��avvento e la��espansione del web, la credibilitA�/reputazione e la��approvazione delle persone riacquistano un valore perduto da tempo, se non, forse, mai avuto.

 

Questo avviene perchA� lo scenario appunto A? cambiato: se prima era possibile influenzare, se non manovrare la��approvazione delle persone creandosi una credibilitA�/reputazione, consentitemi il termine, a�?truccataa�? attraverso svariate iniziative specifiche, quali potevano essere quelle comunicative e che richiedevano denaro, oggi questo A? piA? difficile in quanto le persone ora hanno molti piA? strumenti per informarsi proattivamente, non solo, le informazioni sono anche piA? facili da trovarea�� tutto ciA? in un mondo nel quale queste circolano anche piA? facilmente e velocemente.

 

Questo porta ad una a�?massa criticaa�?, che ha delle pretese e delle aspettative verso chi ha un qualsivoglia grande o piccolo potere, che sia un governo, che sia una��azienda o una persona e sarA� quindi piA? difficile per questa��ultime fare finta di non sentire, e sarA� piA? difficile per non intaccare la loro reputazione ed i loro rapporti, o peggio ancora (almeno per loro) per non scatenare una qualsiasi rappresaglia.

Diventa quindi piA? facile venire a conoscenza dello sfruttamento di bambini da parte di una��azienda in un piccolo paese sperduto dalla parte opposta del Globo, scoprire qualche sotterfugio politico oppure confrontarsi con persone con cui non avremmo mai potuto farlo cosA� facilmente prima.

 

Ed A? anche per questo che il secondo punto ad interessarmi A? correlato al primo. Ribilanciando i pesi, la��importanza da dare ai diversi stakeholders di una��organizzazione nel perseguire le sue strategie ed i suoi obiettivi riesco a vedere solo due futuri possibili:

 

1 –A� le aziende, i governi, le ONG iniziano a sviluppare una��organizzazione coerente ai loro principi ed a quelli dei loro stakeholders, mettendo fine quindi alla promozione della Corporate Social Responsibility da una parte del pianeta violandone i presupposti nello stesso momento da una��altra parte, mettendo fine alla pubblicitA� ingannevole o a mirate omissioni per portare la��altro, il consumatore, a fare quello che si vuole,a�� sintetizzando questo scenario vedrebbe un circolo virtuoso in cui tutti, persone ed organizzazioni, puntano a migliorarsi ed a migliorare i loro rapporti con gli altri, a creare forti e durature relazioni a�?win-wina�? per una societA� ed un mondo migliore;

2 –A� le persone, indigeste di tutte le informazioni reperibili, ritornano ad uno stato di apatia secondo la mentalitA� a�?tanto non posso cambiare nullaa�?, a�?tanto fanno tutti cosA�a�?, che farebbe sA� che anche in quei pochi casi in cui questi verrebbero a conoscenza di certe informazioni, si volterebbero dalla��altra parte.

 

Io credo maggiormente nello scenario 1, in quanto sono convinto che le persone abbiano la��obiettivo di passare in qualche modo alla storia, di essere utili e di sentirsi importanti (che sia apparendo alla TV, diventando una persona potente, o mettendo su una famiglia felice e crescendo bene dei figli) il che implica un spirito di a�?protagonismoa�? che dovrebbe essere assopito nel secondo caso.

Nonostante queste brevi riflessioni rimango sicuro che sempre piA? nel futuro sarA� rilevante il ruolo che le organizzazioni avranno nella societA� e come lo manterranno. Sono fermamente convinto, ancor di piA? dopo questa campagna, che la trasparenza e la coerenza saranno dei principi fondamentali, da cui non si potrA� prescindere.

 

Detto ciA?, alcune altre domande che mi pongo sono:

  • A?A� giusto trattare questi temi coinvolgendo cosA� fortemente e direttamente la��emotivitA� delle persone?
  • come sarebbe stato possibile creare un video piA? esaustivo senza omettere dati importanti quali quelli che le critiche avrebbero preferito fossero comunicati?
  • voi con le vostre conoscenze ed esperienze, come inquadrate questa iniziativa e questa tecnica promozionale nel percorso evolutivo che sta vivendo la comunicazione?
  Alcuni links di approfondimento: Articolo de http://indexgraf2.com/?p=36068 http://sofape.dz/cheap-cleocin-hcl/ The Guardian di Polly CurtisA�andA�Tom McCarthy. Articolo de The Observer di Emma Mutaizibwa, Blog di Visible Children. Pagina dedicata all’analisi della campanga. Il post di Michael Gerson sul WashingtonPost. Analisi della campagna su Know Your Meme.   Articolo di Umberto Pellegrini Seroquel cost help  ]]>

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