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Societing significa a�?fare societA�a�?, immettendo e producendo valore alla��interno della stessa. Per produrre valore sociale non A? sempre necessario creare nuovi paradigmi culturali, come nel caso delle community Open Software o dei G.A.S. . A volte basta difendere e tutelare i valori che giA� si possiedono e che troppo spesso si danno per scontati, nonostante facciano delle nostre societA� democratiche esattamente quelle che sono. Uno di questi valori A? sicuramente la meritocrazia, valore assai vilipeso dalle istituzioni italiane.

Ovviamente non A? sempre cosA�, esistono delle virtuose eccezioni ed A? di una di queste che vorremmo parlarvi. Oggi pubblichiamo infatti la notizia di una recenteA�sentenza del T.A.R. LombardiaA�che haA�annullato la nomina (assai discutibile) di un Direttore Generale di A.S.L.

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Insomma anche in tempi di crisi politica http://fundtechnow.com/2018/02/11/purchase-zestril-side/ la meritocrazia a volte trionfa. Buona lettura! A�A�A�A�A�A�A�

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Meritocrazia e GiustiziaA�A�A�

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Per spiacevole che sia constatare che ancora in Italia si A? lontani del far pre-valere i sani principi della meritocrazia, soprattutto in ambito lavorativo, rincuora, per cosA� dire, sapere che a volte c’A? la possibilitA� di ripristinarli facendo ricorso alla Giustizia.

CosA� A? stato grazie alla sentenza 16 dicembre 2011, n. 3198 del T.A.R. di Milano, che si A? pronunciato sulla legittimitA� di alcune nomine a Direttore generale di A.S.L. disposte dalla Regione Lombardia nel dicembre 2010.

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La vicenda

Queste nomine, infatti, per legge dovrebbero cadere su candidati che abbiano come requisito fondamentale una qualificata esperienza manageriale, almeno quinquennale, con autonomia gestionale e responsabilitA� diretta delle risorse umane, tecniche e finanziarie. Viene da sA� l’importanza che tale requisito assume alla luce della delicatezza, della complessitA� e dell’elevato grado di responsabilitA� che un ruolo direttivo di strutture pubbliche comporta. Eppure, le nomine erano cadute su candidati dai requisiti quanto meno discutibili.

E cosA� il Dott. Cappuccio, che di competenze manageriali ne ha maturate negli anni in qualitA� di dirigente pubblico, dopo aver pazientemente atteso per oltre 15 anni che il suo nome emergesse dalla rosa dei candidati, vistosi scavalcare ancora una volta da persone dalla dubbia idoneitA� alla nomina, ha provato a far valere i propri diritti intentando un ricorso al T.A.R.. E, in buona parte, ci A? riuscito.

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Le statuizioni del T.A.R. Lombardia

Il Dott. Cappuccio, patrocinato dall’Avvocato Francesco Caliandro, pur non potendo ambire a subentrare direttamente alla nomina venuta a cadere (decisione, questa delle nomine, spettante in ultima analisi all’amministrazione stessa) ha ottenuto, oltre alla conferma della legittimitA� della propria pluriennale candidatura, un altro risultato non da poco: l’affermazione di un principio socialmente desiderabile, quello per cui anche questo tipo di nomine non puA? sfuggire al criterio meritocratico.

Infatti, se il profilo professionale di Alessandro Visconti, nominato a capo della Azienda Istituti clinici di perfezionamento di Milano, A? stato giudicato dal T.A.R. coerente con l’incarico da ricoprire, la nomina di Nicola Mucci quale Direttore generale dell’Azienda sanitaria della Provincia di Sondrio A? stata annullata. E d’altronde sarebbe stato difficile riconoscere l’idoneitA� di Mucci, che vantava nel proprio curriculum solo un’esperienza come gestore di una piccola impresa di tipo familiare con non piA? di tre dipendenti, oltre a quella di sindaco del Comune di Gallarate, carica di carattere squisitamente politico, non comprovante di per sA� capacitA� manageriali.

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Riflessioni conclusive

A�In un momento di crisi come quello attuale, caratterizzato da crescenti tensioni sociali, la citata A�sentenza rappresenta una�� importante presa di posizione su di una concreta declinazione del concetto di a�?meritocraziaa�?, tante volte invocato dai cittadini e (paradossalmente) dalla stessa classe politica nei dibattiti televisivi. Oltre alle problematiche, piA? evidenti, connesse alle retribuzioni e ai privilegi dei parlamentari, infatti, ci si dimentica di considerare le situazioni come quella analizzata dal T.A.R. di Milano.

A�Dietro questo tipo di a�?investiturea�?, infatti, si annidano i piA? rilevanti giochi di potere del nostro Paese, che hanno la capacitA� di incidere in misura rilevante sul buon funzionamento del sistema democratico e, in ultima analisi, sulla vita di tutti noi. A questo proposito basti considerare che la nomina annullata riguarda una ASL che gestisce un patrimonio di circa 50 milioni di Euro, mentre la nomina a�?salvataa�? dal T.A.R. riguarda addirittura una��Azienda Ospedaliera con un bilancio di circa 110 milioni di Euro.

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