Di Piera Bellelli

Chi A? un Hacker? Difficile definire questa figura, intorno alla quale, infatti, ruotano diverse interpretazioni, spesso errate, ma ormai entrate nel linguaggio comune. Si puA? dire senza dubbio che la��hacker si nutre della conoscenza informatica e vive nel mondo digitale, ma in realtA� si tratta di una descrizione riduttiva. Il termine deriva dal verbo a�?to hacka�? e da qui, infatti, prende la sua duplice connotazione negativa e positiva: la prima, conosciuta ai piA?, A? quella di colui che a�?fa a pezzi, colpisce con violenzaa�?, il a�?pirata informaticoa�? per la��eccellenza, insomma, quello che perA? nel gergo della Rete viene chiamato a�?crackera�?; la seconda invece, dietro la quale si nasconde un significato piA? ampio e complesso ed intorno alla quale aleggiano implicazioni etiche e filosofiche, deriva da a�?riuscire a fare, cavarselaa�?. E giA�, la��hacker e colui che a�?si impegna ad affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte nei propri ambiti da��interessea�?, non solo informatico. In questa ottica, dunque, Leonardo Da Vinci, ma anche lo scacchista Bobby Fischer ed Immanuel Kant, insieme a tutti coloro che, ogni giorno, indipendentemente dalla loro professione, dal sesso o dalla loro etA�, provano ad andare piA? in lA� delle forme di conoscenza che appare agli occhi, possono essere considerati hacker.

Controcultura digitale cattolica

A pensarla cosA� non A? un gruppo di appassionati di controcultura digitale, ma bensA� il padre gesuita Antonio Spadaro, critico letterario e specialista di nuove tecnologie informatiche. Su “CiviltA� Cattolica”, rivista quindicinale della Compagnia di GesA?, Spadaro delinea i principi che uniscono la religione cristiana e la��etica hacker Sms tracker, Phone spy. . Il primo punto in comune A? la��allontanarsi dalla logica del profitto in un mondo che, invece, non fa altro che ruotare intorno a questo concetto. La http://gilpincarwash.com/?p=16030 comunitA�, poi, A? un altro elemento di somiglianza: la fede religiosa tende a formare comunitA�, alla��interno della quale vi sono valori condivisi ed un linguaggio comune, e lo stesso si ripete nel mondo della��hacking, che condivide conoscenze, scoperte, risultati, e che fonda la sua prima community nel 1969 a Berkley. Entrambe le culture, religiose ed hacker, condividono un obiettivo ambizioso: a�?migliorare la qualitA� della vita delle personea�?, grazie alla fede o alla��informatica. Modelli di vita, non sempre in sintonia, ma forse piA? vicini di quanto si pensi, sostiene Spadaro, che riconosce negli hackers un atteggiamento esistenziale attivo ed impegnato, che fa della creativitA� e condivisione i suoi punti di forza e sempre orientato alla ricerca della conoscenza, come i cristiani dunque, indispensabile per lo sviluppo della civiltA�. La possibilitA� di fornire un nuovo e personale contributo che si genera dal pensiero creativo, parafrasando Tom Pitmman, uno dei primi rappresentanti del mondo hacker e sostenitore della��illogicitA� della��ateismo, ha la capacitA� di a�?avvicinare a quel tipo di soddisfazione che poteva aver sentito Dio quando creA? il mondoa�?.

Mondo cristiano e mondo hacker possono incontrarsi nel Perl?

Non si tratta di uno sforzo nella��avvicinare due universi che, a prima vista, distano anni luce uno dalla��altro, ma di qualcosa che, invece, A? naturalmente presente, ma forse celato, da sempre. a�?il linguaggio di programmazione Perl, creato nel 1987 dall’hacker Larry Wall, cristiano evangelico, A? sA� l’acronimo di Practical Extraction and Report Language ma in origine si chiamava Pearl e deve il suo nome alla ‘perla di gran valore’ trovata la quale un mercante vende tutto pur di comprarla, come racconta il Vangelo di Matteo”, fa notare padre Spadaro. A differenza della religione, forse, il mondo hacker non impone la�� immaginazione di qualcosa di completamente astratto: lo sharing, la��open-source, la co-creazione, i processi creativi in crowdsourcing, figlie del http://www.7huehner.de/?p=2126 Web 2.0, ne sono la prova vivente e visibile tutti i giorni sotto gli occhi di chi vive la Rete, e non solo. Da��altronde, Pekka Himanen, docente universitario ed autore di a�?La��etica hacker e lo spirito della��etA� della��informazionea�?, risponde alla domanda sulla��origine di Dio di Santa��Agostino, definendo appunto Dio come un hacker, che a�? in quanto essere perfetto, non aveva bisogno di fare assolutamente nulla, ma voleva crearea�?. Fonte: Cyberteologia.it; Repubblica.it;danielelepido.blog.ilsole24ore.com Potete trovare l’articolo diA�Padre Antonio SpadaroA�a questo indirizzoA�A�http://www.zenit.org/article-26087?l=italian]]>

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