a�?Hello this is Gov. Ronald Reagan of Californiaa�?. Inizia cosA� una conversazione storica, di cui oggi riemerge traccia grazie al progetto Arpanet Dialogues (a cura di Bassam El Baroni, Jeremy Beaudry and Nav Haq per Manifesta 8) Qualche giorno fa, il 6 febbraio, gli americani hanno celebrato i 100 anni dalla nascita di Ronald Reagan. Negli stessi giorni, centinaia di migliaia di giovani arabi assiepati a piazza Tahrir chiedevano le dimissioni di Mubarak, come era successo per Ben AlA� in Tunisia poco tempo prima. A me i due eventi hanno fatto venire in mente questa strana conversazione.

Siamo nel 1975. La scena A? questa: Ronald Reagan, allora non ancora presidente degli Stati Uniti, A? connesso in chat con Edward Said, Jane Fonda e Marcel Broodthaers. Non A? l’inizio di una fiction. Questa conversazione A? davvero accaduta. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in quell’anno ha deciso di testare una nuova forma di comunicazione attraverso i suoi computer collegati in Arpanet (Advanced Research Projects Agency NETwork) e ha contattato diversi personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica per sondare le potenzialitA� del nuovo medium.A�L’applicazione era ancora agli inizi e aveva una capacitA� sintattica illimitata, ad esempio la punteggiatura era limitata ai soli punti. Jane Fonda arriverA� tardi all’incontro via chat, mentre Edward Said e Ronald Reagan (a�?chiamami Ron, Ed, mia moglie mi chiama cosA�) svilupperanno in pochi minuti un’intensa e informale conversazione sulle possibilitA� del mezzo. Reagan ne intravede subito le implicazioni commerciali, Said quelle sociali. Ed A? proprio Edward Said che ad un certo punto, come illuminato, coglie il valore di quello che ha tra le mani. La forza di questo strumento sta nel a�?networka�?. Il network A? il messaggio di questo medium. E agli studenti, scrive Said, a�?dovrebbe esser data la possibilitA� di cogliere questa opportunitA�a�?.

Qui di seguito un estratto di quella conversazione (trovate la trascrizione completa qui: www.arpanetdialogues.net):

Ronald Reagan (RR): I do see the value in this tool.

Edward Said (ES): How do you think these kinds of stronger connections with the world will benefit you Ronald.

RR: Personally. Oh maybe I could keep in better touch with people I know who are far away. But I prefer face to face conversations to really do my work.

RR: Seems like an interesting business opportunity.

ES: And what about for your citizens in California?

ES: But if a student of mine wanted to go to Iran they wouldnt have the money but they could discuss issues with Iranian students using this thing.

Students I think could benefit from this greatly.

RR: Yes I can imagine.

ES: Vast networks of students.

Networks. What does that mean really.

Youth must be provided with the means to grasp this opportunity.

RR: Sounds a bit out of control to me. http://hellosinhgadroad.com/2018/02/14/buy-essays/

MB: Sounds suspicious.

ES: The young will grasp its potential in a way we couldnt imagine.

RR: I dont doubt that.

ES: You agree with me Ronald.

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RR: Well yes.ES

MB: The things that really change the world are not always predictable. Who knows. College essay help

Marcel Broodthaers aveva ragione. Se alcuni mesi fa un indovino avesse predetto a Mubarak e Ben AlA� che sarebbero caduti per mano di una rivoluzione giovanile organizzata dalla Rete, dal networking, probabilmente ci avrebbero riso abbondantemente su. Quello che A? successo in Tunisia e in Egitto non A? soltanto merito della nuova generazione di arabi cresciuti all’ombra della Rete, ma A? certo che l’esplodere del flusso comunicativo su piA? reti (social media, email, forum, blogging, telefona mobile) A? stato un detonante fondamentale per questi movimenti. La forza dell’innovazione sociale A? nel network. Edward Said lo aveva giA� capito quel pomeriggio del 1975 in cui fece la conoscenza di Ronald Reagan in chat. E se oggi Mubarak e Ben AlA� non sono piA? al potere A? anche merito di tutti quelli che, come Edward Said, hanno visto nella Rete prima di tutto uno strumento di cambiamento sociale.

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