Sappiamo ormai da tempo che il fenomeno della globalizzazione sta portando a tassi sempre piA? elevati di urbanizzazione, tanto che si prevede che entro il 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrA� in centri urbani. Questo A? un dato significativo che impone nuove sfide sia alle cittA� che ai cittadini. Con questa crescita dobbiamo imparare a condividere risorse sempre piA? scarse, ed A? perciA? necessario iniziare a rapportarsi con una societA� multiculturale e pensare a come garantire un futuro ad agglomerati urbani che dipendono (e dipenderanno) ancora troppo dal petrolio e troppo poco dalle energie rinnovabili. Una cittA� puA? considerarsi vivibile solo quando consente ai suoi abitanti di soddisfare bisogni e aspirazioni con modalitA� che stimolino il rispetto per gli altri sensibilizzando le coscienze ai valori della sostenibilitA�, ora piA? che mai legati alla collaborazione, alla condivisione e a una visione piA? a lungo termine del futuro. Per arrivare a questo traguardo bisogna sopratutto diversificare la comune percezione del termine a�?innovazionea�?. Va bene puntare sui mercati extra-territoriali, ma bisogna rendersi conto che anche l’economia sociale (sopratutto quella a livello locale e iper-locale) A? in grado di contribruire in maniera positiva e significativa alla qualitA� della vita; il potere creativo e produttivo di queste comunitA� non va sottovalutato. Stili di vita e visioni commerciali degli ultimi decenni hanno azionato un volano che ha reso sempre piA? complesse le relazioni, esasperato le problematiche e generato soluzioni non piA? tollerabili nel lungo periodo. Collaborazione e diversificazione sono le strade a�?maestrea�? per generare alternative valide, eque e durature. a�?The Enabling City Purchase minomycin for acne http://www.donafoodsvietnam.com/donafoodsvietnam.com/assignment-2/ http://stilo24.com/2018/02/16/aleve-price-at-walmart/ a�? A� un toolkit, distributito sotto licenza Creative Commons, che si occupa proprio di innovazione sociale dal punto di vista della sostenibilitA� urbana e della ‘governance partecipativa’. Lo fa dando uno sguardo al passato, ovvero facendo riferimento a quanto A� giA� stato scritto sul ruolo che la creativitA� gioca nel contribuire alla sostenibilitA� urbana e all’empowerment del cittadino, e uno al futuro, con l’invito ad innovare. La traduzione letterale del termine A� a�?abilitarea�?, a�?rendere possibilea�?, quindi in questo contesto a�?enablinga�? vuole dire anche creare le condizioni basilari per stimolare la creativitA� e l’immaginazione dei cittadini; permettendo loro di esplorare gli interessi civici nell’ambito di strutture governative, economiche e sociali a sostegno del loro impegno. La parte principale del libro infatti segnala esempi di iniziative partecipative e innovative realizzate dalle cosiddette a�?comunitA� creativea�? e da organizzazioni sociali in tutto il mondo che indicando in maniera chiara e concreta la via da intraprendere. Partecipazione aperta, democratica e collaborativa; a�? The Enabling Citya�? propone la riscoperta di una partecipazione sociale che rilanci la creativitA� come a�?valore aggiuntoa�? e la renda disponibile alla collettivitA� per raggiungere l’obiettivo della a�?sostenibilitA� urbanaa�?. L’economia sociale, all’estero come in Italia, sta raggiungendo traguardi importanti ed A� arrivato il momento di dargli maggiore visibilitA�; soprattutto invitando le pubbliche amministrazioni a investire nella creativitA� e a dare maggiore spazio all’ingegnositA� dei cittadini, riconoscendo le singole esperienze come fonti rispettabili di abilitA� ed esperienza.]]>

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