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Gli allarmanti dati ISTAT pubblicati nell’anno 2010 hanno fatto emergere una categorizzazione sociologica della popolazione giovanile ancora inesplorata, o quasi, in Italia. Si tratta dei N.E.E.T., acronimo per l’inglese Not in Education, Employment or Training, in altre parole una fascia di giovani fra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano, nA� (apparentemente) hanno intenzione di farlo.

Secondo il rapporto annuale dell’Istat, presentato alla Camera dei Deputati nel Maggio 2010, in Italia a�?nel 2009, poco piA? di due milioni di giovani (il 21,2 per cento della popolazione tra i 15 e i 29 anni) non lavora e non frequenta nessun corso di studi (…) La��Italia ha il primato europeo per quanto riguarda il numero di giovani Neet, i quali sono soprattutto coinvolti nella��area della��inattivitA� (65,8 per cento). A causa della crisi il numero di Neet A? cresciuto molto nel 2009: nel complesso, 126 mila giovani in piA?, concentrati al Nord (+85 mila) e al Centro (+27 mila), ancorchA� la stragrande maggioranza dei Neet (oltre un milione) sia residente nel Mezzogiorno. In particolare, sono i giovani che perdono il lavoro che vanno a ingrossare le file dei Neet, rendendo questo insieme di persone a forte rischio di esclusione sociale. Infatti, quanto piA? si protrae la permanenza in questo stato, tanto piA? difficile si dimostra il successivo inserimento nel mercato del lavoro o nel sistema formativo. Tra il primo trimestre del 2008 e il corrispondente periodo del 2009 la probabilitA� di permanere nella condizione di Neet A? stata del 73,3 per cento (la��anno precedente era il 68,6 per cento), con valori piA? elevati per i maschi e per i residenti al Nord. Alla piA? elevata permanenza nello stato di Neet si accompagna anche un incremento del flusso in entrata in questa condizione degli studenti non occupati (dal 19,9 al 21,4 per cento) e una diminuzione delle uscite verso la��occupazione.a�? (Istat. 2010. Rapporto annuale. Sintesi. [Online] Link: http://www.legautonomie.it/Documenti/Ricerche/Rapporto-Annuale-Istat-maggio-2010.)

Diversi articoli su quotidiani nazionali e telegiornali in Italia hanno trattato questo argomento, che A? ormai di fatto diventato http://www.donafoodsvietnam.com/donafoodsvietnam.com/write-my-essay-2/ Purchase lady era pills mainstream, dallo scorso Maggio a oggi. Questo fenomeno si presenta agli occhi dello studioso della societA� come allarmante e al tempo stesso interessante e meritevole di approfondimento: in primis per la presenza di alcuni punti contraddittori, per esempio in relazione alle giA� note categorie della a�?inattivitA�a�? e dello a�?scoraggiamentoa�? di chi cerca un lavoro e non lo trova, che sembrano essere parte di questo caso. I dati sembrano perA? descrivere una realtA� maggiormente complessa rispetto alla letteratura tradizionale, di piA? profondo e piA? radicato disagio sociale, che va oltre lo scoraggiamento e l’inattivitA� e pare delineare un quadro di esclusione sociale specifica che vale la pena esplorare. Se volessimo provare a sviluppare un’analisi interpretativa di questo fenomeno, potremmo ipotizzare che questo disagio affonda le sue ragioni nella contingente quotidianitA� del capitalismo in crisi e nella precarietA� come patologia sociale dei tempi contemporanei. Al di lA� dunque di quali dinamiche, all’interno del mercato del lavoro e del quadro economico generale, originano l’emersione di questa categoria sociale, sembra piA? interessante chiedersi chi sono davvero, questi Neet, da un punto di vista socio-culturale. Si puA? ipotizzare infatti che esistano delle ragioni simboliche contingenti che ne determinano l’emersione cosi numericamente significativa proprio oggi, hic et nunc, in relazione al tempo che stiamo vivendo, ai cambiamenti nella natura del lavoro, in coincidenza di una crisi economica globale e a cavallo dell’onda della svolta tecnico-mediatica data dalla diffusione dello strumento digitale, ormai pervasivo in tutti gli ambiti della vita sociale.

Torneremo in futuro sull’argomento, cercando di fare piA? luce su un tema che coinvolge cosA� a fondo i giovani, e che quindi mette in gioco il futuro stesso della nostra societA�.

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