Nativi digitali. Si sente spesso parlare di questa generazione, chi sono quindi? Molti concordano sul fatto che si tratta di una generazione giovane, nata e cresciuta a suon di Internet e che fa della rete il proprio pane quotidiano.

Si tratta di ragazzi pienamente socializzati alla��uso dei social network digitali (Facebook in particolare) che li utilizzano come strumenti di costruzione di socialitA�. A questo proposito sembra essere interessante comprendere qual A? la��uso di Facebook in termini generalizzati secondo uno sguardo sociologico. I dati CENSIS del 2009 ci dicono che:

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– Il 75% degli italiani usa FB per rimanere in contatto con i propri amici

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– Il 58% utilizza FB per ricostruire i rapporti con persone del passato

– Il 19% utilizza FB per fare nuove amicizie

Socializzare tramite il social network vuol dire in qualche misura abbonarsi alle vite degli altri; le persone manifestano in questo modo il loro bisogno di legarsi e sentirsi legati. Inoltre, portando la propria vita quotidiana su FB (caricare foto, organizzare eventi, darsi appuntamenti, ecca��) si attua un meccanismo tale per cui si tende a portare la propria vita da fuori la rete a dentro la rete, abbattendo cosA� i confini.

Ma queste non sono le uniche conseguenze della��abitare la rete. La generazione dei nativi digitali A? anche caratterizzata da una grossa forma di insofferenza per la��attesa. Il digitale ha fornito gli strumenti per ottenere tutto e subito, e se questo A? possibile nel virtuale, nel reale diventa indispensabile.

Altra conseguenza A? la creazione di una vera e propria comunitA� iper-connessa; il punto fondamentale A? che questa connessione si stabilisce tra a�?similia�?. Si tratta di un nuovo centro di gravitA� formato da comunitA� di persone che si assomigliano e che risulta essere disciplinato da nuove leggi, il narcisismo e il gusto per la messa in scena prime tra tutte.

Le abitudini digitali cambiano anche la comunicazione virtuale. Questa diventa corta, rapida, irregolare e spesso visuale. Essenziale A? la parola da��ordine,a cui si arriva tramite delle scorciatoie.A� Un dato che cambia le modalitA� di fruizione dei media e che ha delle conseguenze anche sulla vita reale.A� In primis si assiste ad un cambiamento nel modo stesso di a�?consumarea�? le relazioni sociali, tutto nel segno della rapiditA� e della superficialitA�.

Per concludere questo breve articolo sui nativi digitale pare opportuno riportare le ricerche di Danah Boyd. Boyd spiega come passare del tempo su MySpace, per i giovani di oggi, sia un modo per rivendicare uno spazio privato. a�?Gli adulti controllano la casa, la scuola e la maggior parte dei luoghi in cui si svolgono le altre attivitA�a�? ha affermato. I nuovi spazi privati vengono ritagliati online, dove i ragazzi si raccolgono, socializzano con i loro pari e danno vita a spazi condivisi. A mano a mano che il mondo materiale diventa sempre meno accogliente, lo spazio online diventa piA? vitale e attraente. Negli spazi virtuali i ragazzi sono liberi; possono gestire le loro interazioni, istituire reti sociali e dare forma alla propria identitA�. Proprio quella libertA� che nel reale percepiscono come sacrificata. Boyd paragona i profili di MySpace alle manifestazioni pubbliche della��identitA�. Tramite i commenti degli amici A? possibile ricevere feedback e affetto, si innesca cosA� un meccanismo di reciprocitA�. BenchA? molti di questi rapporti siano superficiali, Boyd sostiene che il processo svolge un ruolo importante tramite cui i teenager apprendono le regole della vita sociale e affrontano temi come lo status, il rispetto, i pettegolezzi e la fiducia.

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