Ancora oggi, dopo la crisi del 2008 i brands http://www.fornacidelsile.it/?p=9075 continuano a figurare come risorse importanti nella valutazione delle grandi societA�. Si stima che il valore dei brand copra piA? della metA� del valore di mercato dei giganti della corporate economy e che il valore complessivo dei brands su Wall Street raggiungeA� circa 4.000 miliardi dollari Buy cannabidiol cost . Ma non esistono metodi o sistemi trasparenti e condivisi per calcolare questi valori. (Le stime del valore del brand Samsung da parte delle tre societA� leader di brand valuation variano di piA? del 150 per cento).A� Allo stesso tempo, la resa, e quindi il valore degli asset ‘tangibili’, impegnati nella produzione materiale A? in continuo declino dagli anni ’70. Quanto dei 4 mila miliardi di dollari rappresenta un valore reale dei brand, una valutazione della loro utilitA� sociale al di lA� dei prodotti e dei servizi che rappresentano? Quanto rappresenta una legittimazione di una continua sopravvalutazione finanziaria? Quanto A? mera speculazione? Non si sa. Un fatto rimane, perA?. Mentre i sistemi di brand valuation, come quello di Interbrand, contengono un bias cha fa aumentare i valore di brandA� di anno in anno, il giudizio da parte dei consumatori sulla loro utilitA� sembra in continua diminuzione: Secondo The Brand Bubble http://www.donafoodsvietnam.com/donafoodsvietnam.com/where-can-i-buy-cytotec-philippines/ , diA� John Gerzema, nel 2003A� il 52 per cento dei consumatori si fidavano dei brands, nel 2008 questo indicatore A? sceso a 25 per cento. Quindi, sembra che il valore finaziario dei brands aumenta e allo stesso tempo che la percezione del loro valore sociale diminuisce. Quanto A? sostenibile una situazione del genere?]]>

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