Organizzare il precariato

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A�A�call_center

La��immagine dei giovani da��oggi A? spesso associata a concetti quali la perdita dei valori tradizionali alla luce di nuovi valori fondanti della��etA� postmoderna. Sebbene i tempi siano cambiati e magari oggi risulta piA? difficile e piA? impegnativo dimostrare ciA? che si A? veramente, attanagliati da una moltitudine di informazioni e pensieri diversi, siamo sicuri anzi crediamo fermamente nella buona volontA� dei nostri giovani.

Siano essi neolaureati o ragazzi che cercano la realizzazione in diverso modo, riscontriamo sempre piA? spesso la voglia di mettersi alla prova, di affrontare, di mettere ordine nel caos che ci circonda. E soprattutto quella che viviamo in prima persona, attraverso i nostri coetanei, A? la vera e propria forza di dimostrare, a coloro che dei pregiudizi ne sfornano come il pane quotidiano, quello che siamo e quello che Arimidex for sale canada potremmo essere, anche nel piA? breve periodo se le condizioni socio-economiche fossero differenti.A�

La situazione precaria alla quale ci stiamo affacciando non A? delle migliori e non fa sperare in orizzonti piA? prosperi. Per molti di noi, l’etA� per avvicinarsi al mondo del lavoro diminuisce sempre piA? per motivazioni legate a problemi familiari o personali. La strada appena citata puA? solo giovare per tutti quelli adolescenti che, piuttosto che rimanere fermi sul dolce far niente, si ritrovano alle prese con piccole responsabilitA� e dimostrazioni di umiltA� quotidiana.A�

Il discorso cambia completamente tono quando facciamo riferimento a giovani ragazzi laureati che, dopo anni di studio e sacrifici, si ritrovano intrappolati nella strada del cosiddetto call center della situazione. a�?Si ma A? giusto per un po’, fino a quando non troverA? il lavoro adatto alle mie competenzea�? la frase che la maggior parte di noi ripete all’esterno ma soprattutto si ripete ogni giorno, guardandosi allo specchio e cercando di accettare condizioni di lavoro deprorevoli e alienanti quali appunto una politica retributiva non efficacie anzi non praticata, pressioni dal management senza opportune motivazioni e quanto altro.A�

Quali azioni potremmo intraprendere all’interno di questo meccanismo strano e dai contorni incerti che non sanno di umanitA�?

La via piA? praticabile potrebbe essere quella della coalizione, del fronte comune, del a�?diamoci una mano a vicendaa�?, praticando piccole azioni di ribellione, a�?ci siamo anche noi, esistiamo e non accettiamo questi comportamenti nei nostri confrontia�?. Comportamenti messi in atto direttamente da coloro che, fino a prova contraria, dovrebbero dimostrare saggezza, elargire consigli utili, aiutare nella formazione e nella crescita del personale qualsiasi sia il contesto lavorativo preso in esame.A�

Con queste precise e, a nostro parere, giuste parole nei confronti della nostra e futura generazione, non vogliamo escludere che continuino http://davidgagnonblog.com/?p=4354 e, sempre saranno presenti, casi di non meritocrazia nei diversi ambienti dei quali facciamo parte. Da colui che conosce tutti e che la promozione se la compra a colui che accetta incondizionatamente qualsiasi decisione gli venga propinata senza dimostrare in alcun modo di possedere un minimo di spina dorsale. Diciamo che vorremmo fossero casi isolati e la cui importanza non fosse relativa alla nostra analisi, o almeno spereremmo fosse cosA� nella realtA� dei fatti.A�

Insomma al nostro giovane neolaureato alle prese con lavori poco gratificanti cosa rimane da fare, tralasciando l’ipotesi del licenziamento, dato che alla luce della situazione attuale risulta sempre piA? difficile arrivare a fine mese?

Il lavoro temporaneo ci aiuta a compiere delle piccole spese, a pagare una bolletta, a regalarci qualcosa che Purchase trazodone 100 da tempo desideravamo. E la linea dell’unione tra colleghi contro pressioni lavorative pesanti e degenerative, ci aiuta a rimanere coalizzati e a dare vita a qualcosa di concreto che possa dare sfogo ai nostri pensieri, alle nostre riflessioni, alle nostre domande.A�

Il nostro monito A? di far percepire alle nuove generazioni un cambiamento. Non bisogna infatti porsi dei limiti nelle cose, nella vita e nel lavoro. Il coraggio, la��ambizione e soprattutto la forte determinazione di ognuno di noi, ci porterA� a perseguire, anche se dopo diversi anni, la��obiettivo che ci eravamo prefissati. E questo sA�, A? un grande segno di speranza. Il piA? grande. Se magari non dovessimo riuscire a cambiare qualcosa per la nostra attuale situazione, forse potremmo diventare un monito per la generazioni future, un metter in guardia da eventuali soprusi alla nostra stessa persona.

Ognuno di noi ha una sua luce, circondiamoci di persone che sappiano accenderla.

 

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L’articolo originale A? stato pubblicato nel libro di Sheareble A�Share or DieA�A�che A? possibile acquistareA�su Amazon in versioneA�e-bookA�o in bossura cliccando sull’immagine.

 

 

Articolo di Donatella Ficco,A�Mario Lambertucci e Andrea Boccardi

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