Liberare il potenziale dell’economia sociale per la crescita in Europa

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In occasione della presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, il governo italiano ha organizzato l’incontro Unlocking the Potential of the Social Economy for EU Growth sul tema dell’economia sociale coinvolgendo i pù importanti stakeholder europei per elaborare un documento programmatico comune, La Strategia di Roma.

Si sono incontrati nella capitale il 17 e il 18 Novembre scorsi le maggiori organizzazioni dell’economia sociale, i rappresentanti di governi nazionali e locali, e delle istituzioni europee con l’obiettivo di promuovere un dialogo tra una pluralità di attori che lavorano per definire e promuovere il ruolo dell’economia sociale all’interno dei piani di crescita economica dell’Unione Europea.

Le giornate sono state scandite dalle attività dei 10 gruppi di lavoro che concentrandosi su alcune specifiche tematiche dell’economia sociale hanno provato ad elaborare delle proposte programmatiche da consegnare ai decisori politici europei. Quello che è emerso con chiarezza è un quadro in forte evoluzione, non solo per le nuove forme che l’economia sociale sta sperimentando, ma anche per l’incapacità dell’attore pubblico di riconoscere tali dinamicità. Il discorso a livello europeo diventa ancor più complesso poichè ogni paese adotta politiche in materia di promozione dell’economia sociale differenti. È necessario quindi trovare prima di tutto un campo comune su cui giocare questa importante partita.

Quindi, quando parliamo di economia sociale, a cosa ci stiamo riferendo?

Il Libro Bianco dell’Innovazione Sociale la descrive come un ibrido. Essa infatti percorre le quattro sub-economie del mercato, dello stato, delle sovvenzioni e della famiglia. Ognuno di questi settori presenta le proprie logiche ed i propri ritmi, i propri mezzi per ottenere risorse, le proprie strutture di controllo e di allocazione, e le proprie regole per la distribuzione dei propri risultati. Ma le frazioni di queste sub-economie, che noi denominiamo economia sociale, sono racchiuse sotto il comun denominatore degli obiettivi sociali, dell’importanza che viene data all’etica e alla reciprocità

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Questa pluralità di attori, di campi di interesse e di pratiche ha messo inoltre in evidenza la necessità di elaborare strumenti che siano in grado di misurare le ricadute positive dell’economia sociale. Un primo passo suggerito dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) è quello che la Commissione Europea faccia opera di sensibilizzazione sui principi e metodi più diffusi piuttosto che elaborare altre nuove metodologie, poichè gli strumenti già esistenti hanno una caratteristica comune, ovvero, nascono dal basso e vengono progettati per inquadrare i mutamenti sociali sulla base di necessità effettive e di attività concrete.

Ma quali sono quindi i macro punti elaborati nel documento?

1) Identificare gli interlocutori dell’economia sociale all’interno della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo.

2) Riconoscere il ruolo specifico dell’economia sociale nel corso della prossima revisione di medio termine della strategia Europa 2020.

3) Il pacchetto di investimenti annunciato dal Presidente Juncker dovrebbe riguardare non solo infrastrutture fisiche, ma anche gli investimenti sociali che coinvolgono attori dell’economia sociale.

4) Migliorare la disponibilità e le soluzioni di opzioni di finanziamento.

5) Facilitare lo scambio di informazioni tra le parti interessate e di monitorare attentamente e valutare i primi esperimenti.

6) Aumentare il livello di self-awarenes degli attori per quanto riguarda la loro appartenenza alla economia sociale europeo.

7) Aumentare la presenza di donne e giovani nelle organizzazioni dell’economia sociale

8) Favorire i processi di innovazione e sperimentazione, anche in settori di attività non tradizionalmente connessi ad un economia sociale, e in collaborazione con altri operatori del mercato.

9) Promuovere una cultura della valutazione e migliorare la loro capacità di valutazione.

La Strategia di Roma (scarica qui il documento conclusivo) rappresenta quindi la ripresa di un cammino interrotto diversi anni fa. Lo spirito che ha mosso questa conferenza è stato quello di costruire un nuovo percorso comune a livello europeo che immagini nuove strade e lasci la possibilità di sperimentare nuovi modelli, forme, strumenti che possano amplificare le ricadute positive di questo settore.

Il primo passo è stato fatto, ora non bisogna più fermarsi!

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