Introduzione ai risultati della Summer School

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Nei prossimi mesi pubblichiamo su questo blog i riassunti delle discussioni e dei http://dnevnik-sms.com/trazodone-bipolar-disorder/ risultati emersi dalla Summer School a Salerno. Per cominciare, l’introduzione e il contesto generale (tutto il testo A? disponibile nella biblioteca del nostro blog)

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“La��economia corporate A? in crisi. Sia in Italia, sia nel resto del mondo. Anche se i migliaia di miliardi di dollari spesi per risanare il sistema bancario dovessero riuscire a lanciarci in una nuova bolla speculativa, la combinazione di una crescente coscienza della��insostenibile impatto ambientale della��attuale sistema, ed una crescente percezione della sua illegittimitA�, particolarmente fra quei lavoratori del sapere che ne costituiscono la risorsa piA? pregiata, rende sempre piA? improbabile una sopravvivenza a lungo termine del business as usual.

PerA? fra le buone intenzioni e i risultati pratici ca��A? la��organizzazione. Il nostro problema piA? grande non A? una scarsitA� di idee (fra il miliardo e mezzo di menti interconnesse nella rete ce na��A? in abbondanza), nA� di proposte concrete (si pensi allo sviluppo di processi produttivi innovativi come la��Open ManufacturingA� o la��Open Biotech), e neanche di persone ben disposte al cambiamento concreto (nella classe manageriale globale piA? giovane A? infatti in atto un cambiamento valoriale che spinge sempre piA? persone verso un impegno nel settore sociale). Quello che manca A? un nuovo http://paviteryshalima.es/over-the-counter-nasonex-equivalent/ modello organizzativo: una nuova filosofia da��impresa che sia capace di capitalizzare su queste risorse, di dar loro una nuove direzione.

Una��ultima notazione introduttiva deve essere infine dedicata al metodo di discussione e produzione critica ingaggiato dagli organizzatori, relatori e studenti della Summer School, definibile come riflessivo. La peculiaritA� didattica della Summer School in finanza, economia ed etica, A? stata infatti quella di aver applicato a se stessa il concetto della��etica, concetto che parallelamente si peritava di divulgare. E ciA? nel senso che le conclusioni teoriche a cui i relatori, nei loro interventi personali, addivenivano, si andavano a cristallizzare in un contesto non convenzionale di co-creazione delle idee.

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Adam Arvidsson è professore Associato di Sociologia all’Università Statale di Milano, dove insegna Sociologia della Globalizzazione e dei Nuovi Media. Dopo aver conseguito il Ph.d. all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole nel 2000, Adam Arvidsson ha insegnato in Inghilterra e in Danimarca, dove è stato per sei anni all’Università di Copenaghen. Dopo aver pubblicato il suo ultimo libro sulla funzione del brand nell’economia dell’informazione (Brands. Meaning and Value in Media Culture, London; Routledge, 2006, traduzione italiana con Franco Angeli, 2010), Arvidsson si è interessato alle nuove forme di produzione e organizzazione economica che si sono evoluti intorno ai nuovi media. In questo ambito sta svolgendo un progetto di ricerca su economie della reputazione, con la Copenhagen Business School, lavora con un progetto finanziato dall’Unione Europea per lo sviluppo di una piattaforma per la condivisione dell’innovazione nella moda, e insieme ai colleghi di Ninja Marketing gestisce il blog Societing, che cerca di raccogliere le novità emergenti nell’economia Open. Questo suo filone di ricerca si riassume nel prossimo libro, The Ethical Economy. Business and Society in the 21st Century, in corso di pubblicazione con la Columbia University Press.

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