Intervista a Chiara Spinelli di Eppela

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Oggi vi proponiamo l’intervista a Chiara Spinelli di Eppela realizzata durante il Digital Makers 2012 in collaborazione con CNA Next.

Eppela è uno dei portali italiani di crowdfunding nato nel maggio del 2011 fa da un idea di Nicola Lencioni, co-fondatore dell’agenzia di comunicazione anteprima ADV, folgorato dopo aver letto un articolo su Kickstarter, la più grande piattaforma americana di crowdfunding. L’idea è quella di creare un sistema di finanziamento per progetti di svariata natura, dal sociale alle startup tecnologiche, che non riescono ad avere un sostegno finanziario ne dal settore pubblico ne dalle banche ma dagli utenti che analizzano il progetto e decidono di investire un capitale qualunque, anche minimo.

Un sostegno economico che proviene dal basso, dagli utenti che scelgono di investire nella tua idea.

Nel caso in cui il progetto raggiunga la soglia che si era prefisso Eppela trattiene il 5% per il servizio offerto. Nel caso in cui non si raggiunga l’obiettivo ai finanziatori viene restituita la cifra messa a disposizione.

Dei circa 90 progetti promossi sul portale 8 hanno raggiunto l’obiettivo raccogliendo all’incirca 50mila euro.

Numeri irrisori rispetto a quelli del colosso Kickstarter che ha circa 4000 utenti registrati, ma questo A? la dimostrazione che qualcosa si smuove anche nel nostro paese e qualcuno scommette in questo sistema di finanziamento nonostante il grosso digital divide che esiste in Italia. Molti utenti che conoscono su Eppela, vedono un progetto e se ne innamorano, decidono di finanziarlo, ma nel momento del pagamento tendono a ritrarsi perchè non hanno un conto paypal e non superano la ‘pigrizia’ nel crearlo e utilizzarlo poi sul web per molte altre finalità. Questo di fatto è l’ostacolo maggiore che i fondatori di Eppela incontrano in questo momento.

Nonostante questo il crowdfunding da in sè una doppia opportunità: da un lato da la possibilità ai progettisti di entrano in un mercato, dall’altro da a chi finanzia la possibilità di diventare con una piccola cifra un piccolo mecenate .

Questi sono due aspetti di cui non c’è ancora grande consapevolezza.

Qui si inserisce un progetto come Eppela, che mira nei prossimi anni a sviluppare questa nuova forma di finanziamento, che potremmo definire “collaborativo” in quanto i finanziatori diventano parte integrante di un progetto che può nascere solo grazie al loro aiuto, un’opportunità che il mercato tradizionale non potrebbe offrire mai.

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