I Freelance e la sfida del lavoro oltre la crisi

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La sfida del lavoro oltre la crisi, ai tempi della Rete e dei media digitali, A? appena agli inizi, ma giA� si possono vedere chiaramente alcune tendenze. Una di queste A? la centralitA� ed importanza che sta assumendo di un modo di lavorare che giA� in altri tempi, qualche decade fa, aveva vissuto fasi di crescita e di potenzialitA� di sviluppo, sebbene mai come ora.
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Stiamo parlando del lavoro autonomo, dei liberi professionisti o, per usare una parola britannica ormai d’uso comune anche dalle nostre parti, dei cosiddetti freelance. Che in Italia si declinano anche come a�?partite IVAa�?, per via della modalitA� fiscale che li distingue dai lavoratori dipendenti e salariati. Un mondo, quello dei freelance, che si presenta frammentato, complicato e talvolta di difficile interpretazione, ma allo stesso tempo affascinante e ricco di potenzialitA�.

Ad inventare questa parola, free lance, prima costituita di due parole separate, poi nell’uso comune divenuta una parola unica, secondo i dizionari etimologici A? stato Sir Walter Scott nel romanzo http://www.myworldtourclub.com/archives/24525 Ivanhoe, per indicare i soldati mercenari (significa infatti a�?libere lancea�?).

Il pretesto per parlare di lavoro freelance viene dall’evento del Freelance Camp 2012, tenutosi il 16 Giugno scorso a Marina Romea (Ravenna), dove moltissimi liberi professionisti si sono ritrovati per discutere e confrontarsi su cosa significa essere un freelance oggi, e quali siano le sfide della professione autonoma nella contemporaneitA� . Potete trovarne un riassunto, nonchA� alcuni interventi significativi, sul sito ufficiale: http://freelancecamp2012.it/

Secondo i dati dell’ultimo European Employment Observatory Review, un rapporto di ricerca biennale sul mondo del lavoro nell’Unione Europea, il lavoro autonomo nei Paesi membri vale circa il 15% del totale. Il dato piA? interessante A? perA? quello secondo cui il settore delle libere professioni ha mostrato un buon grado di resistenza alla crisi: proviamo ad indagarne i motivi.

Una prima ipotesi potrebbe essere quella secondo cui il lavoro autonomo A? stato, almeno per alcuni settori come ad esempio quello dell’industria della comunicazione, un ottimo a�?paracadutea�? per la crisi, in due differenti accezioni: da una parte, la scarsitA� di possibilitA� di lavoro in azienda ha spinto per cosA� dire a�?naturalmentea�? verso il lavoro freelance un certo numero di lavoratori nell’area del precariato e dei contratti a progetto, in quanto valvola di sfogo dell’incapacitA� del mercato del lavoro di assorbire una piA? o meno grande fetta dell’offerta, facendosi per loro nuova opportunitA� di carriera.

Dall’altra parte, chi A? stato costretto a uscire dall’azienda avendo alle spalle una buona fetta di carriera e di esperienza, avendo trovato difficoltA� a rientrare nell’ambito aziendale A? cosA� sfociato nella libera professione Purchase reminyl canada trovandosi in qualche modo a�?costrettoa�? a reinventarsi una carriera autonoma.

Accanto a questa, poi, c’A? una seconda interpretazione possibile, che vede il lavoro autonomo come una scelta di vita, che premia la voglia di indipendenza professionale e di imprenditoria individuale, a cui si affianca la maggiore libertA� che il libero professionista ha nella gestione del tempo libero e per la quale funge da a�?capo di se stessoa�?. Questo aspetto, nella contemporaneitA�, non puA? piA? fare a meno di articolarsi attraverso un consapevole e produttivo utilizzo dei media digitali e sociali. A fini di lavoro autonomo questo, in gran parte, consiste nella capacitA� di realizzare efficacemente pratiche di self-branding, in un utilizzo dei social media per generare traffico e viralitA� dei propri contenuti, nel costruire e mantenere una rete di relazioni professionali proficue e in grado di mobilitare risorse e progetti, anche e soprattutto attraverso siti come LinkedIn e le ormai altrettanto diffuse piattaforme di Social Recruiting; in definitiva, nella capacitA� di gestire, coltivare ed utilizzare efficacemente la propria reputazione.

E cosA� quella che era per certi versi una nicchia, una porzione rilevante ma piccola del mercato del lavoro nazionale ma anche internazionale, spesso nascosta anche all’occhio dei media generalisti, si propone Online cialis reddit ora ad una ribalta molto piA? ampia come un’opportunitA� concreta nonchA� una possibile modalitA� di articolazione del lavoro quando questo periodo di crisi sarA� alle spalle.

Un lavoro che vive sulla rete come modalitA� di produzione, sui contenuti immateriali e sulla conoscenza diffusa trova nei lavoratori freelance una possibile colonna portante, e offre a chi ha idee, creativitA� e capacitA� di immaginare e produrre innovazione una forma professionale difficile ma avvincente e potenzialmente di grande soddisfazione. Il lavoro freelance non A? infatti cosA� distante da quel mondo di innovatori sociali che passa dalle startup, dall’imprenditoria sociale e da quelli che in Gran Bretagna (ma non solo) si sono giA� affrettati definirsi a�?changemakersa�?. Anzi, di piA?: paiono proprio due lati della stessa medaglia. La via di uscita dalla crisi passa dunque, anche, da qui.

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